Barcellona: il verde e le pietre

Una veduta del Parc Guell a Barcellona

Nata in riva al mare, è naturale che Barcellona abbia in questa zona i nuclei storici più rinomati dove dominano verde e pietre: anzitutto il Barri Gòtic che conserva alcune vestigia romane; quindi La Ribera e El Raval, separato dal quartiere gotico dalla famosissima Rambla, luogo affollato di giorno e di nottedai turisti del mondo, con i suoi celeberrimi negozi e mercati. Verso la fine dell’Ottocento, inizi del Novecento, i grandi prati che circondavano la città vecchia sono stati dapprima occupati dagli insediamenti industriali quindi, in loro sostituzione, dalle enormi aree degli Eixample(aggiunte, ampliamenti) che hanno proiettato Barcellona fra le maggiori città europee. Vie che si intersecano a scacchiera, lunghi viali (Parallel, Meridiana, Diagonal, Corts Catalanes ecc.) quest’ultimo lungo circa otto chilometri, ‘tagliano’ la metropoli e ne facilitano l’assorbimento del traffico. Alla perenne ricerca di aree edificabili la città, per ammissione dei suoi stessi abitanti, ha finito per penalizzare un po’ troppo gli spazi verdi, non paragonabili a quelli di Parigi, Londra, Amburgo, Monaco di Baviera, Roma. Si tratta, in fondo, di un’autocritica eccessiva, quella dei barcelonins; di fatto i parchi e i giardini, alcuni caratterizzati da interventi artistici di assoluto rilievo, non sono pochi. Ma insieme al ‘verde’ Barcellona ha saputo abbinare, fondendole, anche numerose espressioni artistiche in pietra, la più celebre delle quali è la famosa Sagrada Familia.

Tra i ‘verdi’ storici e quelli recuperati spicca il Parc de la Ciutadella che risale all’anno 1888 ed è il più grande della città vecchia. Ha un giardino romantico di tipo inglese abbellito da due passeggiate alberate, una cascata monumentale e uno stagno. Il parco comprende alcuni edifici interessanti: quello del Parlamento catalano e quelli di tre musei: zoologico, geologico e d’arte moderna. Fra il porto vecchio e il fiume Besos c’è il Parc del Litoral che si snoda lungo le spiagge mediterranee della città e comprende in sequenza quattro diversi parchi: il Barceloneta, l’Olimpic, il Parc dels Ponts (parco dei ponti) e il Parc Esportiu. Qui si trovano impianti sportivi e zone di divertimento.All’estremo nord di Barcellona c’è il Parc Laberint, costruito nel 1791 su diversi livelli collegati da scalinate; vi si trovano tempietti, balaustre riccamente decorate e numerosi gruppi scultorei eseguiti con grande fantasia. Dove la ‘fantasia’ non manca in assoluto è nel Parc Güell, il più famoso di Barcellona, dichiarato nel 1984 patrimonio Unesco. Il grande Antoni Gaudì si è ispirato ai quartieri-guardino inglesi reinterpretati in chiave organica. L’elemento centrale dell’insediamento, la grande piazza, ha tre livelli e tre destinazioni: il teatro-belvedere dalle sponde fluttuanti di maiolica, la foresta dorica del mercato coperto e, più in basso, la cisterna di raccolta dell’acqua piovana. Totale la fusione tra simbolo e infrastruttura. Al suo mecenate Gaudì ha dedicato la spinta ascensionale del cortile centrale del Palazzo Güell, mentre nella Casa Milà (dettaLa Pedrera) l’originalità della facciata emerge per le espressioni architettoniche che la animano: trazioni, compressioni, torsioni sono le generatrici di una forza costruttiva pensata come volume.

L’impronta geniale di Gaudì è presente anche nell’entrata principale del parco e nella scalinata che conduce alla sala delle Cento Colonne. Dalla parte inferiore del parco si gode una bellissima vista panorama sulla città. Prossimo alla città universitaria c’è il Parc de Cervantes, il cui giardino comprende ben 240 varietà di rose, così come il Parc Joan Miró ha una grande piazza conla statua dell’artista, contornata da una piantagione di palme. C’è infine la ‘montagna’ di Montjuȉc, come la chiamano i barcellonesi, il cui nome sta per ‘monte dei Giudei’, poiché per lungo tempo ha ospitato un insediamento ebraico.Ha due grandi giardini: quello di Mossèn Costa i Llobeta accoglie circa 150 specie di cactus di origine americana e più di 200 specie di succulente; l’altro giardino, detto Mossèn Cinto Verdaguer è ricco di aiuole fiorite tutto l’anno; questo perché vengono piantati circa centomila vegetali sotterranei che germogliano nelle diverse stagioni. La collina di Montjuȉc è ricca di impianti sportivi avendo ospitato molte gare delle Olimpiadi del ’92. Nell’area della collina c’è il palazzo della Fondazione Miró, il Museo Nazionale d’Arte Catalana, il Castello prospiciente il porto e il caratteristico Poble Espanyol (villaggio spagnolo) che racchiude le varie espressioni architettoniche dell’intero paese.

del ‘Columnist’ Federico Formignani |Riproduzione riservata © Latitudeslife.com

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