PTT Svizzere, una leggenda

poste-3-1

Dopo essersi svegliati, lavati e ‘colazionati’, si accende il computer e si ‘posta un post’. Per molti la giornata inizia così. Fare un salto nel più vicino Ufficio Postale è avvenimento oramai diluito nel tempo. Per comunicare, quasi tutti usano la tecnologia dei nostri giorni: computer e telefonini perinviare messaggi, foto, documenti e persino libri interi, volendo. L’Ufficio Postale viene frequentato per pagare le bollette, spedire le raccomandate (quando si litiga con qualcuno) per acquistare le ricariche telefonichese non si dispone di un abbonamento all-inclusive e, sempre meno, per acquistare francobolli. Anni fa, quando spedire lettere era una normale consuetudine, se ne faceva incetta e sarebbe stato imperdonabile non poter risponderesubito a un messaggio (magari) amoroso perché mancava il francobollo; messaggiooggi sostituito dal ‘plin’ del computer che annuncia l’arrivo di una e-mail. Sono dunque molte le operazioni postali che possono essere rimpiazzate dall’uso del PC o del famoso ‘telefonino’. Però le Poste non si arrendono e non mollano la presa sul pubblico: semplicemente, ai servizi abituali, hanno aggiunto quelli bancari, finanziari eccetera. Si adeguano ai tempi e una di queste realtà, le PTT (Posta, Telegrafo, Telefono) della vicina Svizzera, prosegue una tradizione che ha fatto storia, tra i paesi Europei.

Se ne ha una conferma visitando il Museo delle PTT di Berna, le Poste Federali che tutti, anche nel Canton Ticino italiano, chiamano alla francese ‘pétété’. Per ben ventiquattro anni questo Museo è stato diretto da Arthur Wyss, bernese; negli ultimi anni della sua ‘missione’, completata da una profonda conoscenza di tutto ciò che ha gravitato attorno al mondo postale degli inizi e delle successive fasi di modernizzazione, Wyss ha pubblicato un ponderoso volume (La Posta in Svizzera – 2000 anni di storia) a testimonianza di quanta strada sia stata compiutanel corso degli anni. Una nazione geograficamente difficile da percorrere, la Svizzera;oggi meno di un tempo perché i passi alpini sono diventati enormi ‘gruviera’ e sotto le vette passano treni e auto a grande velocità. Però, sin dai tempi della Posta Imperiale Romana in territorio elvetico, sono trascorsi lunghi secoli nel tentativo di organizzare un servizio che comprendesse il trasporto di lettere, pacchi, pagamenti e viaggiatori. Lunghi anni irti di difficoltà naturali da superare e di guerre con le quali convivere; di strade approssimative e mezzi di locomozione rudimentali: carri e carrozze a traino animale.Ogni viaggio era un’avventura che è ben riassunta nel volume di Arthur Wyss.

L’antica Confederazione disponeva di ‘corrieri cantonali’ e nel XVIII secolo acquistano grande fama e conseguente enorme prestigio i Fischer, che fanno di Berna la metropoli postale della Svizzera. Dal 1803 al 1848 (la Posta Federale è stata creata il 1º gennaio 1849)si assiste ad una vera e propria organizzazione che passa da una sempre maggiore autonomia dei vari Cantoni (non di rado, più che collaborare, si osteggiano ferocemente!) all’emissione dei primi francobolli. Poi viene il momento del trionfo della posta a cavalli né viene dimenticata l’opera preziosa dei singoli servizi demandati ad ‘ambulanti’.Nel 1857 gli invii postali utilizzano il treno e nel 1866 la Posta dispone di vagoni postali propri. La comparsa poi (nel 1903) dei primi veicoli a motore, segna la fine della posta a cavallo, utilizzata per l’ultima volta ad Avers (Grigioni) nel 1961. Entrano in servizio i furgoni e gli autopostali, dal caratteristico colore giallo, molto usati per il trasporto di gente sin nei più remoti villaggi montani. Verso la fine dell’Ottocento e gli inizi del Novecento si assiste a un continuo e progressivo miglioramento di tutti i ‘servizi’, che contribuiscono a fare delle Poste Svizzere un’entità operativa conosciuta e apprezzata in tutta Europa. Arthur Wyss completa il suo prezioso volume con alcuni dati (oramai datati) di indubbio interesse: un glossario dei termini postali, annotazioni varie e bibliografiche, indice delle persone e dei luoghi, tavole cronologiche-storiche e indice delle illustrazioni, queste si, numerose e bellissime. Le famose PTT, ristrutturate in due società nazionali con circa 60.000 dipendenti,nell’anno 2015 sono arrivate a consegnare 2 miliardi e 172 milioni di lettere e oltre 115 milioni di pacchi, trasportando circa 145 milioni divisitatori. Ultimo dato, affatto trascurabile: l’affiliata PostFinance SA amministra patrimoni dei clienti per oltre 115 miliardi di Franchi svizzeri.

del ‘Columnist’ Federico Formignani |Riproduzione riservata © Latitudeslife.com

Caro lettore,

Latitudes è una testata indipendente, gratis e accessibile a tutti. Ogni giorno produciamo articoli e foto di qualità perché crediamo nel giornalismo come missione. La nostra è una voce libera, ma la scelta di non avere un editore forte cui dare conto comporta che i nostri proventi siano solo quelli della pubblicità, oggi in gravissima crisi. Per questo motivo ti chiediamo di supportarci, con una piccola donazione a partire da 1 euro.

Il tuo gesto ci permetterà di continuare a fare il nostro lavoro con la professionalità che ci ha sempre contraddistinto. E con lo stesso coraggio che ormai da 10 anni ci rende orgogliosi di quello facciamo. Grazie.