Sofia. L’Est dal cuore antico

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L’autista del bus che collega l’aeroporto di Sofia con il centro città ha già fatto il biglietto, ma non ha il resto. La gente che è salita a bordo vorrebbe partire. Nessuno tra i passeggeri può cambiare 20 Lev (circa 10 euro), e l’autista non sa cosa fare. Per fortuna sale sul bus una signora sulla cinquantina. Ha con sé due grosse buste della spesa. E’ arrivata correndo per non perdere la corsa, ed ora ha il fiatone. Quando capisce l’empasse creatosi a bordo dà alcuni spiccioli all’autista e paga anche il mio biglietto. “Non mi devi ringraziare”, dice in italiano. “Vengo spesso in Italia, e speriamo che la prossima volta incontrerò anch’io qualcuno pronto a pagarmi il biglietto”, sorride.

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A Sofia d’estate chi non può permettersi una villeggiatura sul Mar Nero, a Varna o a Burgas, il tempo lo passa in città come il resto dell’anno. Ci sono grandi parchi ricchi di verde in pieno centro, di giorno affollati di anziani seduti sulle panchine e di mamme a passeggio coi loro bambini, mentre di sera si riempiono di giovani che ci arrivano, dopo essere passati prima al supermercato, con buste piene di lattine di birra che consumano riuniti sui prati. Il verde è curato e gli spazi puliti. Il parco più grande (Borisova Gradina) ospita all’interno lo stadio nazionale Vasil Levski e lo stadio CSKA. Ma anche campi da tennis, di calcetto, piste ciclabili, campi per il salto a ostacoli con i cavalli. Una città a dimensione d’uomo si direbbe. Per visitare le principali attrazioni turistiche della città, quasi tutte concentrate in centro, non occorrono tanti giorni. L’urbanistica assomiglia a quella delle grandi città dell’Est europeo, lunghi viali e sottopassaggi con uscite pluridirezionali. L’architettura è più varia; e non poteva essere altrimenti per una città che dopo Atene e Roma è la più antica d’Europa. Il classicismo socialista di era sovietica è maestosamente rappresentato dall’edificio, in pieno centro, che ospita l’Assemblea nazionale, un tempo storica sede del Partito Comunista bulgaro.

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Più avanti, su boulevard Maria Luiza, diversi edifici hanno decorazioni art nouveau di interpretazione bulgara. Mentre nell’atrio di un grand’albergo attiguo al Palazzo presidenziale ci sono tracce di epoca paleocristiana con i resti della chiesa di San Giorgio. La chiesa di Santa Sofia è invece uno dei rari esempi rimasti di architettura bizantina. In periferia regna l’edilizia residenziale socialista anni ’50 e ’70 con i grandi palazzoni di cemento molti dei quali corrosi dal tempo, ed edifici di costruzione più recente altrettanto enormi. Ritornando su boulevard Maria Luiza a poca distanza l’una dall’altra si trovano il Museo di Storia nazionale, all’interno di un edificio in stile neobizantino dai colori vivaci, e di fronte la moschea Banya Bashi, l’unica di tutta la Bulgaria, mentre dall’altra parte del viale c’è la sinagoga, una delle più grandi d’Europa. Proseguendo verso sud, prima del Ponte dei Leoni, vale la pena fare un giro al mercato principale di Sofia per toccare con mano l’anima popolare della città tra banchi di frutta e verdura, artigianato locale e gadget turistici a buon prezzo.

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Ripercorrendo il viale verso nord, (i più pigri possono prendere anche la metro e scendere alla fermata di Serdika), tra Maria Luiza Blvd e Todor Alexandrov Blvd, svetta la statua di Santa Sofia posizionata su una colonna alta 24 metri che ha sostituito nel 2001 la statua di Lenin. A poca distanza c’è anche la principale via commerciale della città: boulevard Vitosha, un lungo viale pedonale con negozi, ristoranti, bar all’aperto, da cui si scorge all’orizzonte l’omonimo monte Vitosha, che ospita tra l’altro la medioevale chiesa di Bojana. Il viale inizia subito dopo la chiesa di Sveta Nedelya, e termina prima di una grande piazza dov’è ubicato il Palazzo nazionale della Cultura (NDK), proclamato nel 2005 il miglior centro congressi del mondo. Peccato sia chiuso al pubblico.

Altra icona della città è la gigantesca cattedrale ortodossa ‘Alexander Nevski’ con le sue spettacolari cupole esterne ricoperte di oro. A qualche passo di distanza, su boulevard Osvoboditel, c’è il Parlamento, e di fronte dall’altra parte della strada si vede al balcone del quinto piano di un edificio il calco in gesso di una mano con l’indice medio alzato. Ironia dei giovani artisti bulgari. Se siete arrivati a Sofia non potete a questo punto non visitare il monastero più importante della Bulgaria, il monastero di Rila, che si trova a circa 200 km dalla Capitale sul monte Rila a 1147 metri di altezza. Ci sono agenzie turistiche, affidabili e professionali, che offrono un day tour al costo di 25 euro, con sosta anche alla chiesa di Bojana. Pare che il monastero di Rila, dove attualmente vivono solo una decina di monaci, custodisca lo spirito autentico della Bulgaria.

Testo e foto di Francesco Parrella |Riproduzione riservata © Latitudeslife.com

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