Cocktails e Musica con la Grappa Marzadro del Trentino

distilleria_marzadroIl tempo vola tra impegni di lavoro, di fine-settimana (servono anche quelli) e attività che prevedono la lettura, l’ascolto delle chiacchiere altrui, la vita attiva. Per poi scriverne. Ecco allora che tra le recentissime ‘esperienze’ balza alla mente una serata speciale. A detta degli organizzatori, sono tutte e sempre serate speciali. Ma il giudizio dovrebbe essere demandato a chi vi partecipa ed è per questo che ne scriviamo, pescando fresche fresche le sensazioni di un incontro un po’ così, in un locale della ‘nuova’ Milano da bere, con personaggi interessanti da conoscere.

Il locale si chiama Al Panino 900 e si trova in Via Savona al n°2. Non è l’unico della zona; anzi, è uno degli oramai mille e più locali che arricchiscono la Milano dei giovani e le varie Movide della città. Non c’è bisogno di molto spazio; una delle caratteristiche di questi luoghi di ritrovo è la relativa ridotta superficie nella quale chi entra viene compresso. Piccoli passi, equilibrismi con piattini o bicchieri, possibili crisi psicologiche per una prossemica tutta da interpretare. Comunque il metro di giudizio (positivo) è dato da due fattori ugualmente importanti: gli attori principali dell’incontro e il cicaleccio di soddisfazione degli invitati che aumenta mano a mano che la serata procede sull’onda dei contatti verbali, della musica un po’ d’antan della Band Sette Notti, interpretata però con vigore giovanile da tre ragazzi che, si intuisce, amano davvero il loro lavoro (vocalist, chitarra e percussioni: l’essenziale). Poi c’è, dietro il bancone, Tiziano Sotgia, di origini sarde ma genovese, con quella ‘faccia un po’ così’ di chi sa destreggiarsi con bravura, dinamicità e inventiva nell’arena difficile dei creatori di cocktail. Cos’altro manca? Che diamine! Gli attori principali che hanno voluto la serata: la Distilleria Marzadro di Nogaredo(Trento) che fa grappa dal 1949 e la presenza liquida di tre di queste grappe, rielaborate sotto forma di cocktail per la gioia del palato dei numerosi estimatori presenti.

Dal modo in cui Tiziano Sotgia si agita, dietro il bancone del locale, è facile capire come il tentativo di creare dei cocktail speciali sia oltremodo impegnativo. Ma facilitato, aggiunge lui, dalla qualità di un prodotto che ben si accompagna ai numerosi e abituali ingredienti che danno vita a una vasta gamma di possibili varianti e miscele. Quali siano le grappe impiegate vengono descritte, con sobria eleganza ma indiscutibile orgoglio, da Alessandro Marzadro. Le grappe della serata sono tre: Anfora: la grappa affinata in contenitori di terracotta; Le Diciotto Lune Riserva Porto, la grappa che ha riposato per ulteriori 18 mesi in botti di vino Porto e Camilla, il liquore nato dall’infusione di camomilla in grappa. La nostra scelta istintiva si orienta sul cocktail Attilio, grappa Diciotto Lune con sciroppo al tabacco, vino Porto, orange bitter, Fernet Branca, scorza d’arancia e vaporizzazione al legno di cedro. Mangiucchiando qualcosa, meglio si apprezza questo cocktail un po’ forte ma davvero centrato. Ma anche gli altri non sono da meno: c’è il The Monkey Jump, un drink meditativo con grappa Camilla (liquore di camomilla in grappa Marzadro) e c’è il Sabina’s Dream, con la grappa Anfora, sakè e chartreuse verde.

Com’è venuta l’idea di una serata del genere, quella cioè di far correre il rischio a serie grappe, prodotte secondo una collaudatissima tradizione di lavoro e di valori imprenditoriali, di risultare ‘contaminate’ da altri ingredienti da cocktail? Alessandro Marzadro non ha dubbi. La scelta e l’ipotetico ‘rischio’ sono voluti: dimostrare cioè che un prodotto nato e cresciuto grazie a un lavoro di qualità e all’apertura verso il ‘nuovo’ e la sperimentazione, è in grado di consolidare la buona fama e la notevole qualità dei liquori prodotti dalla Marzadro, aperti ad ogni connubio e miscela con altri ingredienti da cocktail. Con personale bis dell’Attilio, si chiude la serata e si consolida il proposito di visitare la bellissima sede della Marzadro in Trentino, dando un occhio particolare al cuore pulsante dell’Azienda; gli otto alambicchi  in rame che distillano secondo il sistema discontinuo a bagnomaria, tipico del Trentino. Un motivo ulteriore di curiosità.

 

di Redazione |Riproduzione riservata © Latitudeslife.com

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