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A Città di Castello il terzo museo Burri

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A Città di Castello il terzo museo Burri

Sarà inaugurata il 12 marzo la terza sezione del più grande Museo d’Artista al mondo

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La nuova sezione museale – che sarà inaugurata il prossimo 12 marzo- negli Ex Essiccatoi del Tabacco di Città di Castello (Perugia), riunirà in modo permanente tutta l’opera grafica di Burri. È il terzo Museo della “Fondazione Palazzo Albizzini Collezione Burri”; complessivamente le tre diversificate raccolte, comprensive anche delle sculture all’aperto, costituiscono il “Polo Burri”,il più grande Museo dedicato ad un Artista al mondo ed uno dei più importanti luoghi del contemporaneo in Europa.

L’inedita sezione agli ex Essiccatoi occupa oltre quattromila metri quadri con un ingente nucleo di opere grafiche, raggiungendonel complesso undicimila e cinquecento metri quadridell’intera superficie espositiva. La nuova sezione accoglie l’intero repertorio grafico e di multipli dell’artista, oltre duecento opere. Si tratta di un importante aspetto della sua produzione artistica, non minore rispetto ai dipinti, in collaborazione con grandi stampatori. Anche nella grafica, Burri ha cercato di superare sfide tecniche e di spingere i confini sia degli strumenti che dei materiali utilizzati. Ha ricevuto nel 1973 dall’Accademia Nazionale dei Lincei il Premio Feltrinelli per la Grafica.

Qualche notizia sull’artista? Alberto Burri nasce a Città di Castello il 12 Marzo 1915. È l’artista che insieme a Lucio Fontana diede il maggior contributo italiano al panorama artistico internazionale del secondo dopoguerra.La sua ricerca artistica spazia dalla pittura alla scultura avendo come unico fine l’indagine sulle qualità espressive della materia. Ciò gli fa occupare a pieno titolo un posto di primissimo piano in quella tendenza che viene definita “informale”.

Sin dall’inizio la sua ricerca si svolge nell’ambito di un linguaggio astratto:le immagini sono ottenute con colori ad olio, smalti sintetici, catrame e pietra pomice. Alla prima metà degli anni Cinquanta appartiene la sua serie più famosa, quella dei “sacchi”: sulla tela uniformemente tinta di rosso o di nero incolla dei sacchi di iuta.Dal 1955 in poi si dedica a nuove sperimentazioni che coinvolgono nuovi materiali. Inizialmente sostituisce i sacchi con indumenti quali stoffe e camicie. La sua ricerca è in sostanza ancora tesa alla sublimazione poetica dei rifiuti:degli oggetti usati e logorati.  Dal 1957 in poi, con la serie delle combustioni, compie una svolta significativa nella sua arte, introducendo il fuoco tra i suoi strumenti artistici. Con la fiamma brucia legni o plastiche con i quali poi realizza i suoi quadri.

Nel 1978 l’artista istituisce a Città di Castello la “Fondazione Palazzo Albizzini Collezione Burri” che prende il nome dal monumentale palazzo che la ospita, le cui caratteristiche richiamano la sobria architettura rinascimentale fiorentina. Nel 1989 la Fondazione Palazzo Albizzini, per volontà dell’artista, acquisisce gli Ex Seccatoidel Tabacco. Muore a Nizza il 13 Febbraio 1995.

Dove dormire

L’Hotel Tiferno, tra i più antichi dell’Umbria, deriva il suo nome dall’originario toponimo di Città di Castello. E’ situato in una piazzetta nel cuore dell’antica ed ospitale città umbra, in un palazzo del ‘600, ex convento della vicina monumentale chiesa di San Francesco per la quale Raffaello dipinse lo Sposalizio della Vergine nel 1504. Completamente rinnovato nel rispetto rigoroso dell’architettura originale dell’edificio, dispone di centro benessere, sala biliardo, palestra e il Ristorante “Le Logge”. L’albergo ospita una collezione permanente di opere di Burri. L’Hotel Perusia è incastonato nel verde delle colline che circondano Perugia, a 15 minuti a piedi dal centro. Dispone di 135 camere, un ristorante esterno ad esso adiacente, 2 sale congressi con capienza massima di 80 persone, parcheggio, garage e una piscina scoperta sulla terrazza all’ultimo piano, dalla quale è possibile godere di una spettacolare vista sulla vallata. Info su Space Hotels

Testo di Stefania Bortolotti |Riproduzione riservata © Latitudeslife.com

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