Capraia, stella di mare

Capraia, Livorno, torre del porto (1516)
Capraia, Livorno: torre del porto

In primavera l’isola si colora di giallo  e profuma di ginepro, lentischi e rosmarino. Il mare trasparente invita a tuffarsi fra gli scogli dove si specchia la macchia mediterranea. Un weekend nei Ponti di aprile e maggio è una fuga dalla realtà quotidiana in un paesaggio da sogno e senza tempo.

È  l’isola meno abitata dell’arcipelago toscano. Poca, l’umanità stanziale. D’estate ci sono i turisti, la cui presenza, per fortuna, non ha stravolto il lato più autentico. Capraia è un piccolo frammento di pietra di origine vulcanica schizzato nel Tirreno. Terza isola per estensione delle sette sorelle, dopo l’Elba e il Giglio, è quella più lontana dalla terraferma, a circa 60 chilometri da Livorno, e più vicina alla cugina francese, da cui dista 30 chilometri. Un brandello solitario, dove la fretta è bandita e i ritmi sono quelli rilassati degli isolani.

Capraia, valle di Portovecchio
Capraia, valle di Portovecchio

ll nome Aegylon fu dato all’isola dai Greci intorno all’anno 1000 a.C. ed il suo significato è quello di “posto di capre”. Il nome attuale deriva invece dal latino Capraria, dal  termine etrusco “capra”, che voleva dire “roccia”. Brulla e selvaggia, in primavera esplode in un tripudio di  colori e odori che si sprigionano dalla macchia mediterranea: l’intenso profumo di rosmarino, mirto ed elicriso conduce fino a Cala Rossa, sulle imponenti scogliere che si affacciano sul mare stordendo l’interno, verso lo Stagnone, lago con un particolare e ricco ecosistema. Dal Monte Penne, invece, si può ammirare il panorama guardando fino alla Corsica e all’Isola d’Elba.

Capraia, la sella dell'acciatore
Capraia, la sella dell’acciatore

L’unica strada asfaltata è quella che dal porto conduce al paese. Per il resto, le vie di comunicazione sono sentieri e mulattiere, costruiti dai detenuti della ex Colonia Penale, chiusa nel 1986, e che collegano i luoghi più interessanti dell’isola. Si cammina, su e giù, in lungo e in largo, battendo i 32 kmq di superficie, cercando il mare. Che a volte rimane distante, inaccessibile in mezzo a tanta impervietà. Più facile arrivarci in barca in quelle calette ancestrali che stemperano i flutti, cullando acque in balia di venti impetuosi.

La spiaggia c’è e non c’è. A Cala della Mortola i granelli di sabbia e i sassi appaiono e scompaiono. Dipende dal grecale, che qui, quando spira forte, ferma anche i traghetti. Succede che non arrivano i giornali, come spesso ti pare ti aver sentito dire qualche volta, e ti accorgi davvero cosa sia un’isola.  Ma in certe giornate il mare è uno specchio languido che riflette intense tonalità di verde e di azzurro. E vale la pena andare a godersi la scogliera de il Bagno, un tempo scalo fortificato del Castello, raggiungibile a piedi dalla zona dell’Elibase in 10 minuti di camminata su un ripido e stretto sentiero.

Capraia, la costa ovest. cala del Reciso
Capraia, la costa ovest. cala del Reciso

Ci vuole invece un’ora per percorrere il Sentiero del Reganico, un itinerario botanico e olfattivo in mezzo alla macchia mediterranea e orlato di muretti a secco che porta fino alla Cala dello Zurletto. In circa tre ore, partendo dalla Piana, si arriva alla Torre dello Zenobito, lungo una delle vie più antiche dell’isola. Un sentiero impegnativo, che corre parallelo alla costa est, costruito in occasione dell’edificazione della torre intorno al XVI sec. Una serie di saliscendi offre scorci inediti, aprendosi su dolci vallate e panorami sul mare. Dall’Arpagna la vista è straordinaria. Un mucchio di macerie testimonia che il monte in passato era usato dalla Marina Militare come punto di osservazione sul mare circostante e non è difficile capire perché. Lo sguardo si allunga intercettando il profilo del Monte Capanne che disegna l’isola d’Elba.

Bisogna essere allenati e avere buone gambe, ma poi la vista sull’immensa distesa azzurra ripaga da tutte le fatiche.

Testo di Francesca Calò, foto di Vittorio Sciosia |Riproduzione riservata © Latitudeslife.com

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INFO UTILI

Informazioniwww.isoladicapraia.it

Come arrivare: Da Livorno i traghetti della compagnia Toremar partono ogni giorno dal Porto Mediceo.

Si può lasciare l’auto al Posteggio STP presso la Stazione Marittima del porto di Livorno

Quando andare – Clima:Il clima è tipicamente mediterraneo. Il periodo migliore per visitare Capraia è la primavera per la grande varietà di fioritura che è presente nell’Isola.

Dove dormire: Vi sono parecchie soluzioni per soggiornare a Capraia. Dalla pensione all’Albergo agli alloggi che l’Agenzia Parco mette a disposizione. Una soluzione di ottimo livello è il resort Hotel La Mandola t. 0586/194675, che offre il giusto comfort e servizio per passare una deliziosa vacanza a Capraia.

Dove mangiare: I ristoranti e pizzerie siti al porto o in paese offrono diverse soluzioni e opportunità. Se si desidera assaggiare i prodotti tipici di Capraia consigliamo di contattare l’Agriturismo Valle di Portovecchio.

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