In Bulgaria, nell’incantevole paesaggio dei Monti Rodopi

I Monti Rodopi, noti per essere le “montagne di Orfeo”, sono una catena montuosa dell’Europa meridionale e rappresentano l’imponente confine geografico naturale tra Bulgaria e Grecia. Le montagne della catena si estendono per una lunghezza di circa 220km in direzione ovest-est, mentre occupano una larghezza di circa 100-120km in direzione nord-sud.

Si distingue il Goljam Perelik di 2191m, ma l’altitudine media è di 785m con verdi vette tondeggianti. Grazie alla loro posizione isolata queste montagne sono state per secoli uno dei luoghi più misteriosi della Bulgaria dove le tradizioni locali hanno prosperato e sono tuttora più che vive. Infatti, oltre alla natura intatta, le montagne ricoperte di foreste e la fauna ricca e varia, vi sono cittadine pittoresche e villaggi museo che mostrano la loro identità senza veli.

Ma andiamo con ordine e facciamo un passo indietro. Per accedere ai Monti Rodopi, la strada più semplice è quella da Plovdiv. Questa città si trova lungo la strada che dall’Europa conduce a Levante, a mezza via tra la capitale bulgara Sofia e la grande Istanbul, in Turchia. Plovdiv è un vero complesso dell’essenza balcanica, un miscuglio di civiltà. In questa città infatti sono passati: turchi, greci, armeni, ebrei, albanesi, zingari e pomacchi. Quest’ultima etnia ci ha incuriositi maggiormente e siamo andati a conoscerla. Comprata una mappa dei Rodopi, facilmente reperibile in città, lasciamo Plovdiv con un mini-van che in sei ore circa e un solo cambio a Devin arriva a Trigrad, crocevia di molte valli. Da qui, zaino in spalla ci siamo infilati nelle boschive vallate incontrando subito la polizia di frontiera in tenuta verde e dal modo scherzoso, ci riconoscono esperti e ben equipaggiati, ma si raccomandano: “Be Smart!”.

Con una media di 30km al giorno di sano trekking ci spostiamo a piedi per monti e villaggi, incontrando i primi Pomacchi. I pomacchi sono musulmani slavi di lingua bulgara praticanti l’islam, che con tutta probabilità sarebbero stati dei bulgari cristiani convertitisi alla religione musulmana nei secoli del dominio ottomano nei Balcani. Vivono per lo più in Bulgaria, anche se si trovano delle consistenti minoranze nella Tracia occidentale in Grecia e poi in Turchia, Albania, Macedonia, Kosovo. I villaggi sono di difficile individuazione perché spesso la strade che vi ci portano finiscono lì e non proseguono, men che meno figurano in cartine ufficiali. Si narra che le popolazioni di queste zone scendevano verso i porti sull’Egeo per poi trasportare le merci verso i Rodopi con carovane di cammelli. È un’etnia importante che rappresenta un “ponte” tra le culture di Grecia e Bulgaria. Una notte dormiamo nel fienile di Cevdar vestito da soldato russo della prima guerra mondiale. Consumiamo la colazione a tre chilometri in linea d’aria dalla Grecia, in compagnia dell’intero villaggio di Kesten. In questi villaggi sono proprio le donne pomacche, alcune vestite in tipici grembiuli blu, che ci danno il benvenuto all’ingresso dei paesi, baciano Glorija e sembra una festa ogni volta che passiamo con i nostri pesanti zaini colorati.

Ogni abitante vorrebbe il suo ritratto fotografico, si rendono reperibili annotandoci indirizzi e si aiutano a vicenda per trascriverli in latino, ottenendo purtroppo scarsi risultati. Qui notiamo che le donne non hanno l’obbligo del velo, alcune hanno ancora tradizioni cristiane tanto che ad esempio si fanno il segno della croce quando spezzano il pane a tavola. Anche a Ljaskovo troviamo ospitalità e un simpatico “chiasso slavo”. Un gruppo di operai orgogliosi ci pubblicizza festival e avvenimenti nei Rodopi: “Dovete tornare a settembre, ma anche in marzo!” – “Ajde, ajde!” – Qui la rakja è un aperitivo e il è un no con la testa, cose da farti sentire ubriaco prima di esserlo.

Purtroppo molti centri abitati rischiano di trasformarsi in villaggi fantasma. La popolazione rurale della Bulgaria potrebbe scomparire, i giovani sono emigrati nelle grandi città per necessità economiche, chiudono le scuole e non ci sono ospedali. Spesso sono le vedove anziane a resistere, forse il turismo potrebbe essere sviluppato, anche se non sarebbe la soluzione totale a tutti i problemi.

Ma l’unico modo per fermare lo svuotamento dei villaggi è creare opportunità, c’è potenziale per lo sviluppo del turismo rurale e dell’agricoltura, per questo anche noi vi consigliamo di prendere in esame un viaggio su queste montagne. È fine maggio e le cicogne volano beate nella corrente d’aria con la loro linea aerodinamica. Qui nei Rodopi, l’elemento “panchina” è straordinario. Lungo il nostro girovagare ne abbiamo trovate di tutti i tipi, con giovani, con donne, con bambini, con gatti sopra, con cani sotto, con asini o cavalli a fianco, ma anche vecchi che fumano, che giocano a carte o amici che guardano il vuoto. Gente sola o gente seduta in compagnia, qualcuno saluta ed altri giustamente aspettano la nostra parola di viandanti. Come Altripiani vi consigliamo questa meta, i monti Rodopi, un luogo dai grandi spazi e generosa ospitalità. Un posto poco visitato che riserva ancora il fascino di sentirsi isolati e la consapevolezza che nessuno al mondo può sapere dove ci troviamo, probabilmente perché nemmeno noi potremmo dirlo con chiarezza.

Testo e foto di Giacomo Frison  |Riproduzione riservata © Latitudeslife.com

Info progetto: http://www.altripiani.org/

Info turismo monti Rodopi: http://www.bulgariawalking.com/p136-Rhodope-Mountains-guidedand-self-guided-hiking-and-walking-holidays-in-Bulgaria

Come arrivare: ci sono molti voli economici dall’Italia per la capitale Sofia con la compagnia WIZZAIR (https://wizzair.com/#/). Da Sofia con un bus di linea si percorre la nuova autostrada che passa per la città di Plovdiv da dove partono i mini-van per i monti Rodopi.

Quando andare: ogni stagione è buona, ma l’autunno è indicato per ammirare i colori caldi dei boschi e delle foreste, mentre la primavera per l’aria fresca, lo sboccare dei fiori e ammirare i paesi in festa senza patire il caldo dell’estate.

Dove dormire: l’offerta non è così vasta, bisogna un po’ organizzarsi da casa, ma l’ospitalità non manca.

Circolazione: le strade sono sterrate e di difficile percorrenza specie nelle stagioni più fredde, armarsi di pazienza che verrà premiata una volta arrivati.

Guide e mappe: https://www.amazon.com/Rhodopes-West-Bulgaria-Hiking-GPS-compatible/dp/B005G87L8U

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