Oh che bel castello, il Castello di Masino

Ammirando il meraviglioso panorama che circonda il Castello di Masino, non è difficile immaginare perché i conti Valperga scelsero proprio questo luogo per edificare la propria residenza. Siamo a Caravino, in provincia di Torino: la nobile dimora, oggi patrimonio del Fondo Ambiente Italiano (FAI), si trova sulla sommità di una collina e domina la vasta pianura piemontese del Canavese fino ai rilievi montuosi della Serra di Ivrea.

Il territorio, di evidente valore strategico, fu a lungo oggetto di contesa tra le varie famiglie nobili che aspiravano a detenere il potere feudale nella zona: i Savoia, i Visconti, gli Acaia, i Masino e i cugini Valperga, che vantavano una discendenza da Arduino di Ivrea, re d’Italia dal 1002 al 1014. Fu proprio quest’ultimo casato, nel XI secolo, a disporre la costruzione del Castello. Ristrutturato nel XVI secolo dopo la parziale demolizione da parte dei francesi e costantemente rinnovato per adattarsi alle mode del momento, durante la sua lunga storia il Castello di Masino ha più volte mutato la propria funzione: prima piccola fortezza, poi dimora di rappresentanza e infine residenza estiva. Il maestoso edificio è stato abitato fino al 1988, quando il conte Luigi Valperga di Masino decise di cederlo al FAI.

Proprio grazie a questa fondazione, che ha fatto della conservazione e valorizzazione del patrimonio culturale italiano la propria missione, oggi il Castello di Masino e il suo vasto giardino sono la perfetta destinazione di una rilassante gita fuori porta tra le campagne piemontesi. Le visite guidate del FAI (almeno cinque al giorno durante la settimana e una ogni mezz’ora nelle domeniche di maggiore affluenza) conducono alla scoperta del Castello, la cui ricchezza architettonica e artistica racconta molto della storia di questa parte di Piemonte e della nobile famiglia che l’ha dominata per secoli. Tra saloni affrescati, appartamenti reali e lussuose camere di ambasciatori, è particolarmente affascinante la visita della Galleria dei poeti, che risale al 1811-1814, e della Sala da Ballo, che tra le altre cose custodisce il fortepiano che il compositore Gioachino Rossini usò per comporre il Tancredi nel 1813.

Il Castello è ricco di dettagli pregevoli (e di aneddoti notevoli), ma la visita non può esaurirsi tra le sue mura. La dimora è infatti circondata da un vasto parco all’inglese, la cui struttura è in piena sintonia con il gusto tipico dell’Ottocento. Vale la pena perdersi tra i viali alberati e i percorsi panoramici, ma non prima di essersi persi – nel vero senso della parola, questa volta – nel labirinto di siepi che si trova nel parco, un divertissement con cui i nobili amavano arricchire le proprie dimore in epoca Rinascimentale. Recentemente restaurato sulla base del progetto settecentesco trovato negli archivi del Castello, il labirinto di Masino è formato da circa mille metri di siepi verdi ed è uno dei più grandi d’Italia. A completare la visita è il Palazzo delle Carrozze, nel quale è conservata una notevole collezione di carrozze di varie epoche (dal XVIII al XIX secolo), per lo più di proprietà dei Valperga.

Il Castello di Masino ospita spesso eventi a tema e fiere. Maggiori informazioni sui prossimi appuntamenti in programma e sui costi sul sito.

Testo di Cecilia Basile foto di Andrea Pravettoni  |Riproduzione riservata © Latitudeslife.com

 

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