Mosca dall’alto. Rudex la nuova moda di scalare gli edifici

Foto di Maxim Shemetov/Reuters

Un gruppo formato da quattro ragazzi russi e un francese ha deciso di trascorrere il proprio tempo libero scalando i palazzi della città di Mosca. Si fanno chiamare Rudex che sta per “roof and decay exploration”, sarebbe l’esplorazione dei tetti e della decadenza.

Foto di Maxim Shemetov/Reuters

Hanno fondato il loro gruppo nel 2008 per unire questa loro grande passione che li fa sentire più vivi. Riprendono la mania occidentale “Urbex”, ovvero l’esplorazione urbana di strutture costruite dall’uomo, riproponendola in versione russa. Scalano gli edifici più alti della città, soprattutto di posti in rovina e abbandonati, ma che fanno ancora parte del tessuto urbano, postano poi nei social le esclusive foto dello skyline.

Foto di Maxim Shemetov/Reuters

Tra le scalate fatte dai ragazzi di Rudex c’è Konstantin Drykin che si è arrampicato sino alla cima di un condominio d’epoca staliniana di 176 metri vicino al Cremlino e Georgy Lanchevskiy che è arrivato alla sommità dell’Università Statale di Mosca, raggiungendo un’altezza di 240 metri.

Foto di Maxim Shemetov/Reuters

Un’attività che è si rischiosa, ma che fino ad ora non ha portato nessun danno o lesione ai cinque ragazzi di Rudex. Anche se la polizia è preoccupata dal fatto che questo pericoloso passatempo stia iniziando a diffondersi in città. Nonostante i Rudex non abbiano alcuno scopo politico, l’intento,  fotografando e pubblicando foto di edifici in decadenza, è quello di sensibilizzare i cittadini riguardo l’edilizia urbana e il decoro della città. Diffondendosi quindi come un fenomeno sociale, i cinque ragazzi che compongono Rudex continuano, per ora, a camminare indisturbati sui tetti delle case di Mosca  per far vedere il degrado di alcuni edifici urbani o semplicemente un angolo di paesaggio sconosciuto.

Testo di Chiara Dalla Fontana |Riproduzione riservata © Latitudeslife.com

Caro lettore,

Latitudes è una testata indipendente, gratis e accessibile a tutti. Ogni giorno produciamo articoli e foto di qualità perché crediamo nel giornalismo come missione. La nostra è una voce libera, ma la scelta di non avere un editore forte cui dare conto comporta che i nostri proventi siano solo quelli della pubblicità, oggi in gravissima crisi. Per questo motivo ti chiediamo di supportarci, con una piccola donazione a partire da 1 euro.

Il tuo gesto ci permetterà di continuare a fare il nostro lavoro con la professionalità che ci ha sempre contraddistinto. E con lo stesso coraggio che ormai da 10 anni ci rende orgogliosi di quello facciamo. Grazie.