Il Capodanno ‘scoppiettante’ del Web

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Battute, aforismi, goliardate – talvolta ingenue, non di rado graffianti – affidate alla Rete per l’anno che muore e quello nuovo che arriva. Riti, previsioni, consuetudini festaiole che si ripetono, anno dopo anno, quasi fossero da sempre codificate nel DNA della gente. È comunque bello iniziare con una ‘poesiola’ di un Autore noto, molto amato dai ragazzi (Gianni Rodari) che recita: ‘Indovinami, indovino / tu che leggi nel destino: / l’anno nuovo come sarà? / Bello, brutto o metà e metà? / Trovo stampato nei miei libroni / che avrà di certo quattro stagioni, / dodici mesi, ciascuno al suo posto, / un carnevale e un ferragosto, / e il giorno dopo il lunedì / sarà sempre un martedì. / Di più per ora scritto non trovo / nel destino dell’anno nuovo: / per il resto anche quest’anno / sarà come gli uomini lo faranno’. A dirla tutta le prospettive per l’Anno Nuovo – senza per questo essere tacciati di pessimismo – potrebbero scivolare nella preoccupazione più nera, viste le premesse minacciose del 2017: guerra atomica, disastri naturali ricorrenti, incendi estivi planetari, deterioramento etico galoppante, aumento delle fake news, populismo, elezioni ‘teatrino politico’ (ma questa non è una novità) migranti e Libia, terrorismo post Isis e chi più ne ha più ne metta. Cominciamo allora con la litania dei ‘buoni propositi’; ce ne sono per tutti i gusti. C’è chi si chiede: aspettative per il 2018? Sì molte. Così potrò impegnare il mio tempo nel deluderle tutte’, e chi rincara la dose, affermando perentorio: ‘al primo posto, nella lista dei buoni propositi per l’anno nuovo, c’è di non fare una lista di buoni propositi’. Qualcuno è ‘spiritoso’ a oltranza: ‘propositi per il 2018: portare a termine quelli del 2001’, mentre qualcun altro è ‘ottimista’ inguaribile: ‘il 2017 è stato l’anno in cui ho cominciato a lavorare. Il 2018 potrebbe essere quello in cui finalmente mi pagano’. In tempi di nebuloso futuro per quanto riguarda le ‘pensioni’, c’è poi chi riflette: al 2017 invidio il fatto che potrà andare in pensione dopo soli 12 mesi’. Da ultimo, un ordine perentorio al 31 dicembre: ‘l’ultimo chiuda la porta’.

 Arriva Capodanno. Cosa fanno gli uomini e le donne del Web? C’è chi annuncia, in carattere con i vari siti social: ‘mi ‘staggo’ dalle foto’; qualcuno altro nutre progetti diversi: ‘mi ubriaco di sciroppo per la tosse’ per arrivare alla conclusione ‘disperata’ di un terzo: ‘chiudo l’anno senza salvare’. Fine anno è anche il momento dei ‘botti’ e dei ‘petardi’. Una prima riflessione: ‘c’è così tanta crisi che i botti di Capodanno scoppiano in lacrime’; chi invece non li sopporta, arriva a considerazioni differenti: ‘buon anno a quelli che sono convinti che sparare petardi grandi come bombe atomiche rafforzi la loro virilità’. Prima del cenone e dei brindisi c’è chi cade preda dello sconforto: ‘ho fatto un bilancio del mio anno; oggi vado in tribunale e dichiaro il fallimento’. Per il cenone, c’è chi spera che ‘almeno i cotechini non abbiano i leggings’. Arrivati ai brindisi, un tipo salutistico annuncia: ‘per mezzanotte ho già pronta da stappare una tisana del 2015’. Si finisce per mangiare di tutto e di più? Il ‘saggio’ della rete ammonisce: ‘non si diventa grassi tra Natale e Capodanno, ma piuttosto tra Capodanno e Natale’.

 Scambio di doni, feste da ballo, e il malizioso insinua: ‘ricordate: quando a Capodanno rinuncerete all’intimo rosso sexy per dei mutandoni, arriverà la proposta indecente che aspettate da anni’, mentre il solito sfigato si consolerà con degli auguri particolari: ‘auguri a tutti quelli che per festeggiare Capodanno con qualcosa di rosso, indosseranno il proprio estratto conto’. Al momento dei balli di gruppo c’è chi si lamenta: ‘sono così sfortunato che se faccio il trenino di Capodanno sale il controllore’. Il 2 gennaio, giorno di lavoro, c’è anche chi registra nuove delusioni: ‘son andato in Banca per farmi dare un’agenda del 2018 ma, tolte commissioni, ritenute, eccetera, mi hanno dato un’agenda del 2003’. Come dire: ‘oltre al Capo-danno, la Capo-beffa’. Dopo aver divagato – a cavallo tra i due anni – fra gli equilibristi del Web, è bello concludere affidandosi ancora una volta alla ‘Filastrocca di Capodanno’ di Gianni Rodari che chiude in leggerezza le negatività e le sfortune del 2017, aprendo alla speranza di un 2018 più sereno e favorevole per tutti: ‘Fammi gli auguri per tutto l’anno: / voglio un gennaio col sole d’aprile, / un luglio fresco, un marzo gentile; / voglio un giorno senza sera, / voglio un mare senza bufera; / voglio un pane sempre fresco, / sul cipresso il fiore del pesco; / che siano amici il gatto e il cane, / che diano latte le fontane. / Se voglio troppo, non darmi niente, / dammi una faccia allegra; solamente’.

del ‘Columnist’ Federico Formignani |Riproduzione riservata © Latitudeslife.com

 

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