Cinque buone ragioni per scegliere nuovamente Roma: la Grande Bellezza

“Come se ne avessimo bisogno”, direte. Roma è Roma. Tutti conoscono tutto della nostra capitale. Eppure, oggi io provo a darvi 5 nuove buone ragioni per tornarci.

La prima é letteralmente dietro alla Fontana di Trevi. Si chiama Galleria Sciarra e si tratta di un passaggio pedonale coperto di un cortile interno privato. Ci arrivate sia da via Marco Minghetti, che da Piazza dell’Oratorio. Vorrei fermarmi qui e non dirvi altro: mi piace immaginarvi quando, entrando in questo gioiello dello stile Liberty, spalancherete la bocca e forse non potrete credere ai vostri occhi. Tutto intorno a voi, si svilupperanno in altezza e larghezza metri e metri di decorazioni risalenti agli anni Ottanta del diciannovesimo secolo che aspirano a glorificare la donna tramite la rappresentazione di svariate virtù femminili, come la forza e la giustizia. Entrate in Galleria Sciarra e godrete di una meraviglia sconosciuta anche ad alcuni romani.

La seconda buona ragione per tornare a Roma é un’altra galleria, ma di tutt’altro tipo. Si tratta della Galleria Prospettica del Borromini, situata all’interno della Galleria Spada in Piazza Capo di Ferro, in un modesto giardino con degli alberi di limoni. Davanti a voi, troverete uno dei più incredibili esempi di illusionismo barocco: la convergenza di vari piani verso un unico punto di fuga vi farà sembrare monumentale quella che in realtà é una galleria che é lunga solo 9 metri. E quella statua laggiù in fondo, sappiatelo, é alta solo 90 centimetri. Le due file di colonne si avvicinano tra loro e vanno rimpicciolendosi, mentre il pavimento sale progressivamente con una pendenza complessiva di 60 centimetri. Eccolo, il genio del Borromini: le forme piccole possono sembrare grandi per l’illusione, così come le cose del mondo, pur ritenute importanti, sono in realtà illusorie e insignificanti.

Per la terza tappa di questo itinerario alternativo a Roma, ci fermiamo a Parco Torlonia. Al suo interno, lungo il viale dedicato all’immenso Tiziano Terzani, troviamo la Casina delle Civette. “Sapienza e solitudine” era il motto di chi aveva ideato quello che da fuori vi sembrerà uno chalet svizzero: Giovanni Torlonia era tenebroso e da questi tratti  misantropi del suo carattere sono nate le ricorrenti decorazioni Liberty dedicate ad animali notturni, come appunto le civette o i pipistrelli, che nella camera da letto del principe adornano il soffitto intrecciando le loro ali scure. Vi consiglio di arrivarci al mattino: la luce del primo sole che entra dalle “bow-window” colorate e si riversa sui pavimenti impreziositi da trifogli e rose, vi farà iniziare bene la giornata.

Penultima tappa, il quartiere Coppedè. La maggioranza degli edifici di questa parte di Roma riporta decorazioni Liberty monumentali: un gigantesco lampadario in ferro battuto pende sotto l’arco di via Tagliamento; al numero 2 di Piazza Mincio, un altro arco ha la particolarità d’essere una fedele riproduzione di una scenografia del film ‘Cabiria’ del 1914; i Villini delle Fate, in via Aterno, fanno l’occhiolino a Firenze con la scritta ‘Fiorenza Bella’ e i ritratti di Dante e Petrarca, ed il Palazzo del Ragno elogia il lavoro con la scritta “Labor”, incastonata sopra a due grifoni.

Finisce con il tramonto, questo giretto. Saliamo al Giardino degli Aranci, sul Colle Aventino. San Pietro vi sembrerà vicinissimo e vi sembrerà di poterla quasi accarezzare, Roma, là sotto. A farvi compagnia, la mirabile Chiesa di Santa Sabina, un gruppo di alberi di aranci amari e gli immancabili pini. Da quassù, vi verrà incontro, una volta ancora, la Grande Bellezza.

Testo di Vanessa Marenco |Riproduzione riservata © Latitudeslife.com

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