La prima nazione galleggiante sarà nell’Oceano Pacifico

©Seastanding Institute

È stata progettata la prima nazione galleggiante del mondo che prenderà forma entro il 2020. Finanziata dal fondatore di PayPal Peter Thiel, avrà negozi, uffici, case, hotel e ristoranti. Ideata e costruita dall’associazione no profit  Seasteading Institute, sono già stati presi accordi con la Polinesia francese per costruire questa prima nazione galleggiante.

Si troverà al largo dell’isola di Tahiti e, come dichiarato da Mr Quirk, presidente della Seasteading Institute verrà fatta con lo scopo di “liberare l’umanità dai politici”. Una nazione indipendente che galleggerà nelle acque internazionali e avrà le proprie leggi e la propria economia. La Polinesia francese, una piccola nazione formata 118 isole nel sud del Pacifico con una popolazione di poco più di 200.000 abitanti, è stata interessata al progetto, concedendo all’Istituto Seasteading 100 ettari di spiaggia da cui operare. Questo anche perché la zona rischia l’innalzamento del livello del mare. È stata quindi fondata un’altra società, la Blue Frontiers, che gestirà e costruirà le isole galleggianti.  Il rapporto di fattibilità ha evidenziato che il progetto è economicamente fattibile e avrà un costo di 60 milioni di dollari.

La città avrà una struttura modulare costituita da undici piattaforme connesse tra loro. Su di esse verranno poi costruiti edifici di massimo 3 piani. La città potrà ospitare circa 300 persone. Le strutture che verranno costruite avranno i tetti verdi, ricoperti di vegetazione, e saranno fatte con bambù locale, fibra di cocco, legno, metallo riciclato e plastica. La nazione galleggiante avrà inoltre fattorie di acquacoltura, strutture sanitarie, centri di ricerca medica e centrali energetiche sostenibili. Alla base del progetto c’è infatti una forte idea ecologista, particolare attenzione verrà infatti data alla sostenibilità ambientale e allo sfruttamento di energia solare ed eolica.

La città fluttuante galleggerà nelle acque di una nazione ospitante, ma avrà un considerevole grado di indipendenza politica. In questo modo sarà una nazione indipendente, ma mantenersi vicino alla costa darà la possibilità agli abitanti di  andare a terra, acquistare beni, avere più riparo dalle tempeste e maggior protezione legale.

La città sarà aperta a tutti coloro che vorranno sperimentare un nuovo tipo di libertà, all’insegna dell’innovazione. Il fine di costruire delle nuove nazioni galleggianti è infatti quello di permettere di sperimentare nuove modalità di governo e metodi agricoli. Avere un luogo in cui provare cose che non sono mai state provate prima. Dovrebbe inoltre incoraggiare l’innovazione e i governi di stat-up, incrementando lo sviluppo più efficiente e pratico del settore pubblico. Per questo motivo il presidente della Seasteading spera di poter vedere migliaia di città galleggianti entro il 2050.

Testo di Chiara Dalla Fontana |Riproduzione riservata © Latitudeslife.com

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