Garibaldi a Malta

Giuseppe Garibaldi

Si avvicinano a grandi passi le elezioni e i politici italiani (non solo loro) entrano in fibrillazione. Tutti sono bravi nel decantare quanto hanno fatto di buono e cosa sarebbero in grado di fare di più e di meglio se venissero eletti o rieletti, arrivando a governare. Non si può dire che siano tutti sinceri; alcuni proclami sono da ‘circo equestre’: come quando si vuol far credere che i leoni sono ‘ferocissimi’ e gli elefanti sono ‘nati per la danza’. Per dirla tutta, alcune ‘sparate’ dei capi offendono davvero l’intelligenza delle persone, perché nel delirio dei ‘numeri’ proposti (intesi come maggiori benefici finanziari per i cittadini) si supera la soglia delle ‘fake-news’ e si entra nel delirio delle bugie indecenti, oltre ché impossibili. Ogni epoca ha le sue elezioni, le sue avventure. Quella che propongo oggi è storicamente vecchia: riguarda l’Eroe dei due Mondi, intenzionato ad unificare l’Italia, ma fortemente avversato dalla Chiesa (non dimentichiamo che era uno stato autonomo) e dai conservatori che ne seguivano i dettami politici. Di nuovo e di curioso, è il teatro degli avvenimenti: l’Isola di Malta, nella quale Garibaldi sperava d’avere sostanziali (e sostanziosi) appoggi. Ma le cose sono andate un po’ diversamente. Ecco come.

L’eroe italiano giunge a Malta verso le due del mattino di mercoledì 23 marzo 1864. Sbarca alla chetichella, precisano le cronache dell’epoca, dal vapore Valletta, accompagnato dai figli Menotti, Ricciotti e da un piccolo seguito. Si regge con un bastone per i postumi della ferita d’Aspromonte e prende alloggio all’Imperial Hotel. Personaggio di fama universale, determina nel corso della sua brevissima permanenza (in tutto 48 ore) opposte reazioni. I giornali locali si scatenano sia con arzigogolati proclami di stima e benvenuto, sia con prese di posizione niente affatto amichevoli: i maltesi in genere parteggiano per l’unità d’Italia ma, contemporaneamente, mal sopportano l’atteggiamento di Garibaldi, contrario al potere temporale della Chiesa e contrario a Papa Pio IX. Scrive ‘Il Portafoglio’: ‘Garibaldi in Malta non ebbe che fischi, urli, disprezzi e maledizioni, perché altro non doveva avere da un popolo nobilmente ed altamente cattolico’. Diverso il contenuto della relazione del vice-console italiano Pandolfini: ‘una quantità di gente d’ambedue i sessi si recarono a visitare il Generale, parte spinti da curiosità, parte da fanatismo e veramente gli furono tributati attestati di simpatia’. Comunque Garibaldi fiuta l’aria non del tutto amichevole e non esce dalla propria camera d’albergo, in attesa di imbarcarsi sul vapore Ripon, in arrivo da Alessandria, che lo condurrà a Londra a perorare la causa italiana presso gli inglesi.

Riceve tuttavia una moltitudine di persone, insieme a una raccolta di firme di plauso dalle mani della Baronessa Testaferrata Abela. Fra i pochi ammessi a rendergli omaggio, c’è il liberale maltese Ramiro Barbaro che così descrive l’avvenimento: ‘in un salotto spazioso ed elegante, sedeva di fronte all’uscio, nel suo abito leggiadro. Dietro di lui, i suoi figli ed altri suoi compagni di guerra, tutti in camicia rossa, in piedi a capo scoperto’. Due i ‘partiti’ che stazionano davanti all’Imperial; da una parte liberali, progressisti e protestanti inglesi; dall’altra (più numerosi), antiliberali, conservatori, pro-borbonici, gran parte del clero e cattolici. Da una parte fischi, dileggi e grida; dall’altra applausi e ridondanti indirizzi di saluto (Ave, patriota, ave, e benvenuto alla nostra sponda). La battaglia fra i vari ‘fogli’ (sette in lingua italiana, tre in lingua inglese e due in maltese, uno dei quali si chiama Ix-Xitan iz-Zopp, Il Diavolo Zoppo!) si fa incandescente, al punto di consigliare un imbarco ‘anticipato’ sul Ripon! La circostanza non impedisce a Garibaldi di far pervenire un ispirato messaggio di ringraziamento alla Baronessa Testaferrata Abela: “Mando una parola d’addio e di riconoscenza alla brava popolazione maltese, e l’accerto che giammai nella mia vita oblierò la fraterna accoglienza di cui volle onorarmi”. Dopo di che Garibaldi non metterà più piede nelle isole maltesi!

del ‘Columnist’ Federico Formignani |Riproduzione riservata © Latitudeslife.com

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