Ultimi giorni di Van Gogh a Napoli

Mancano ancora pochi giorni, ma per chi non l’avesse fatto,  fino a domenica 25 febbraio è possibile visitare a Napoli la mostra multimediale “Van Gogh – The Immersive Experience” in cui vivere la straordinaria esperienza di immergersi nei quadri di uno degli artisti più amati di tutti i tempi. The experience ha commosso la città fin dalla sua inaugurazione lo scorso novembre, nella suggestiva Basilica di San Giovanni Maggiore, illuminata di ritratti e scenari che rievocano la tormentata vita privata e artistica di Van Gogh. La mostra è un continuo alternarsi di sensazioni ed emozioni uniche che entusiasma per la moderna forma d’espressione e per l’originalità tecnologica, capace di attirare un pubblico vasto ed eterogeneo. The experience, infatti, interagisce con il visitatore che può esplorare il fascino di Van Gogh camminando all’interno dei suoi quadri, scoprendo la vita del pittore e arrivando al cuore della sua arte grazie ad un innovativo sistema di proiezioni 3D.

L’interno della Basilica è “decorato” con otto grandi schermi che, grazie a sedici proiettori video di altissima definizione, “danno letteralmente vita” ai quadri: pareti, colonne, soffitti, pavimenti e persino l’altare della Basilica si colorano delle tinte più amate da Van Gogh, dal blu profondo della notte stellata al giallo vivo dei girasoli e dei campi di grano, mettendo in risalto i pensieri e gli stati d’animo del pittore. Durante il percorso video della durata di circa un’ora, è possibile gustare l’arte geniale di Van Gogh da diversi punti di vista: seduto, in piedi o addirittura sdraiato, il visitatore diventa a pieno titolo parte integrante delle opere e il suo trasporto emotivo è esaltato oltre che dalle immagini, anche dalla colonna sonora che accompagna il viaggio sensoriale.

Ma la parte più intensa ed emozionante della mostra risiede nella vera e propria virtual experience che trasporta il visitatore nella campagna francese di fine ‘800: una giornata con Van Gogh dall’alba al tramonto nel villaggio di Hales. Il visual mapping, infatti – riproponendo una passeggiata “immersiva” a 360 gradi con numerose illusioni ottiche – ruota attorno ad una serie di sette opere di Van Gogh che rappresentano diversi periodi emotivi dell’artista, mentre i suoni ricordano quelli di un ospedale psichiatrico. Dal risveglio nella “Camera da letto di Van Gogh” si passa alla scoperta della casa nella quale risiedeva l’artista (“La Casa Bianca”), all’incontro con le contadine (“La Siesta”) e infine al “Campo di grano con i corvi”. Successivamente, “Un campo di grano con cipressi” è il quadro con il quale il giorno lascia spazio alla notte e alle opere più intime, emozionali e profonde di Van Gogh: “La Notte Stellata” inizia prima che finisca definitivamente il giorno, mentre la pittura notturna sul lungomare (“Notte stellata sul Rodano”) e il ritorno alla camera da letto segnano la fine del percorso.

Guardare il mondo attraverso gli occhi di Van Gogh da la possibilità al visitatore di rivivere il tormento e l’angoscia del periodo più buio della vita dell’artista – quello nel quale sprofonda nella follia e nell’alcool – ma è anche il momento in cui il pittore dà vita ad alcune delle sue opere più introspettive, come “La Notte Stellata”, proponendo atmosfere oscure e torbide con maestrale genialità. D’altronde, è nella notte e nei sogni che il grande artista olandese esprime tutta la sua arte e trae maggiore ispirazione, come egli stesso scrive in una lettera al fratello Theo: “Guardare alle stelle mi fa sempre sognare, semplicemente come quando sogno i punti neri che rappresentano le città e i villaggi in una mappa. Perché, mi chiedo, i puntini luccicanti del cielo non dovrebbero essere accessibili quanto i puntini neri sulla carta della Francia?”

Testo di Angelo Laudiero|Riproduzione riservata © Latitudeslife.com

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