Armenia, panorami e patrimonio

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Viaggi d’autore è l’appuntamento editoriale, a cura di Anna Maspero e degli autori di guide specializzati nelle diverse destinazioni, che nasce dalla collaborazione di Latitudes con l’editore Polaris, la “stella guida del viaggiatore” dal 1989. Da oltre 20 anni pubblica guide che si leggono come dei veri e propri libri, capaci di raccontare, incuriosire ed emozionare. Polaris è anche narrativa di viaggio e saggistica, con una serie di collane prestigiose per venire incontro a esigenze diverse e specifiche: “Le Stelle”, “Per le Vie del Mondo”, “Percorsi e Culture”, “Libri Fotografici” e “Polaris Romanzi”. Grandi viaggiatori, reporter, giornalisti e scrittori, tutti viaggiatori per vocazione, sono gli autori d’eccezione che vi condurranno su Latitudes alla scoperta di paesi e luoghi straordinari.

Perché visitare l’Armenia di Nadia Pasqual

Visitare l’Armenia oggi significa scoprire un piccolo Paese del Caucaso meridionale che nel corso dei secoli ha assorbito le influenze culturali di Europa, Russia, Persia e Oriente. La prima nazione cristiana al mondo, che ha espresso la sua fede con mille e una chiesa dalle forme geometriche e dall’atmosfera di spoglio misticismo, sorprende per la bellezza dei suoi panorami: altopiani dominati da montagne che superano i 4.000 m solcati da vallate che sembrano rincorrersi all’infinito verso le steppe asiatiche.

Visitare l’Armenia significa soprattutto scoprire l’enorme patrimonio culturale degli armeni: una civiltà nata ai piedi del biblico Monte Ararat quasi tremila anni fa che parla la stessa lingua di allora e utilizza un alfabeto singolare, creato da un santo e celebrato come un’opera d’arte. Una civiltà che ha reso possibile una produzione letteraria e scientifica impressionante: un patrimonio unico conservato tra le mura di centinaia di splendidi monasteri sparsi nei luoghi più spettacolari del Paese e all’interno dell’Istituto dei manoscritti “Matenadaran”, il Sancta Sanctorum della cultura armena che vi aspetta a Yerevan con migliaia di codici miniati dal valore inestimabile.

L’Armenia è il Paese delle pietre urlanti: un luogo dove ogni pietra racconta la storia tribolata di questo popolo che ha risposto a invasioni, persecuzioni e dominazioni con la forza che viene dall’incrollabile fede cristiana e da un’antica civiltà su cui ha fondato la sua identità nazionale. Un popolo che nel 1915 è scampato a quello che Papa Francesco ha definito “il primo genocidio del XX secolo” e che è disperso in ogni angolo del mondo, rinascendo ogni volta dalle sue ceneri con inalterabile speranza. Ecco perché una volta che scoprirete l’Armenia e la sua civiltà comincerete a vederne le trame in ogni dove, anche in luoghi conosciuti, come Venezia, Milano, Roma, che all’improvviso riveleranno tracce inequivocabilmente riconducibili alla presenza armena.

L’Armenia è la destinazione giusta per chi è curioso di altre culture, per chi ama la storia, l’architettura, la musica, ma anche per chi apprezza la natura, gli spazi aperti e la possibilità di vivere esperienze autentiche e l’incontro con persone che mantengono le antiche tradizioni e accolgono i visitatori come ospiti e non come turisti. Un viaggio che non può deludere, ma che non è certo adatto a chi cerca mondanità, vita notturna, divertimento leggero.

Sei luoghi da non perdere

Monastero di Geghard: monastero semirupestre sviluppatosi a partire dal IV secolo sulle rocce dove i primi eremiti cristiani si ritirarono per pregare in isolamento.

La Santa Sede Echmiadzin: la sede della Chiesa Apostolica Armena fondata da San Gregorio nel 303 d.C. dove risiede il Patriarca supremo di tutti gli armeni.

Monastero di Khor Virap: luogo simbolo della cristianità armena ai piedi del biblico Monte Ararat

Istituto dei manoscritti Matenadaran: il sancta sanctorum del patrimonio culturale armeno.

Museo e Memoriale del Genocidio: monumento alla memoria di un milione e mezzo di vittime e testimonianza inoppugnabile di una tragedia ancora negata.

Museo Nazionale di Storia: reperti di grandissimo pregio in un allestimento cronologico che ripercorre tutta la storia dell’Armenia.

Itinerari da Yerevan

Gli itinerari sono tutti percorribili in auto o pullman e accomunati dall’interesse per storia, religione e architettura e paesaggio.

Sulle orme dei Catholicos / Durata: 4 ore / Tappe principali: Santa Sede di Etchmiadzin, Chiesa di Hripsimè, sito archeologico della Cattedrale di Zvartnots.

Sacro e profano / Durata: 6 ore / Tappe principali: Arco di Charents, Monastero di Geghard, Tempio ellenistico di Garni.

Verso la Georgia / Durata: 8 ore / Tappe principali: Monastero di Saghmosavank, Monumento all’alfabeto, Ponte medievale di Alaverdi, Monasteri di Haghpat e Sanahin.

Verso sud / Durata: 8 ore / Tappe principali: Monastero di Khor Virap, Areni, Monastero di Noravank.

Lago Sevan / Durata: 4 ore / Tappe principali: Monastero di Sevan, Lago Sevan.

Quando andare

Il periodo migliore per visitare l’Armenia va da aprile a novembre, quando il clima varia da mite in primavera a torrido in estate. Aprile è un mese dal clima molto variabile; il 24 aprile ha luogo la commemorazione delle vittime del genocidio presso il Memoriale del Genocidio. In maggio e giugno si possono ammirare i colori sgargianti della primavera con giornate sempre più calde e lunghe. Luglio e agosto sono generalmente mesi torridi con temperature fino a 40 °C a Yerevan, mentre fuori città il caldo è mitigato dall’aria più fresca. Settembre e ottobre offrono giornate miti, notti fresche e colori autunnali. Il 21 settembre si celebra la Giornata dell’Indipendenza. Tra novembre e dicembre le temperature cominciano a scendere e la prima neve a cadere. Gennaio e febbraio sono mesi molto freddi e alcune strade sono chiuse a causa del ghiaccio. Natale si festeggia il 6 gennaio, la Pasqua coincide con quella italiana.

Testo e foto di Nadia Pasqual | Riproduzione riservata © Latitudeslife.com

Leggi l’articolo: Armenia. Esperienze e conoscenze di Federico Formignani

 Libri

Antonia Arslan, La masseria delle Allodole, Rizzoli

Gabriella Uluhogian, Gli armeni, Il Mulino

Frank Werfel, I quaranta giorni del Mussa Dagh, Corbaccio

Claude Mutafian, Metz Yeghérn. Breve storia del genocidio degli armeni, Guerini e Associati

Astrid Katcharyan, Affinità con i cieli notturni, Nuovadimensione

 Film

Fatih Akin, Il padre, 2015

Paolo e Vittorio Taviani, La Masseria delle Allodole, 2007

Hineer Salem, Vodka Lemon, 2003

Atom Egoyan, Ararat. Il monte dell’arca, 2002

Henri Verneuil, Mayrig, 1991 e quella strada chiamata Paradiso, 1992

Info utili

Ente Turismo ufficiale dell’Armenia

Biografia

Nadia Pasqual, appassionata di viaggi e letteratura, si occupa di marketing e comunicazione nel settore turistico per enti, aziende e agenzie di sviluppo italiani e internazionali. Nel 2007 ha lanciato l’Armenia come destinazione turistica nel mercato italiano collaborando con varie organizzazioni in loco. Per Polaris ha realizzato la guida Armenia e Nagorno Karabakh. Monasteri e montagne sulla Via della Seta.

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