Dodici destinazioni da evitare in alta stagione

Il turismo è un motore fondamentale nell’economia di molte nazioni, ma quando è troppo può danneggiare gli ecosistemi più fragili. Se 60 milioni di visitatori fanno un baffo a NewYork che li assorbe senza problemi, altre destinazioni hanno invece subito il contraccolpo di un numero eccessivo di turisti , come Venezia che affonda sotto i passi dei suoi 30 milioni di visitatori annuali. Pensando ai viaggiatori consapevoli che pianificano le loro prossime vacanze, la Cnn ha stilato un elenco delle destinazioni dove gli abitanti si sono ribellati a queste invasioni o dove le autorità hanno già preso provvedimenti. Luoghi sicuramente da non cancellare dalle proprie mete, ma da scegliere nei periodi di basso afflusso turistico. Venezia e le Cinque Terre in Italia sono il primo classico esempio di come queste due destinazioni siano ormai invivibili in alta stagione, mentre diventano meravigliose senza il sovraffollamento.  Ma tutto il mondo soffre delle medesima sindrome del pienone  e basterebbe poco per evitare inconvenienti e problemi che disturbano indistintamente sia gli abitanti locali, sia i turisti.

Scozia

L’isola di Skye in Scozia l’anno scorso ha scricchiolato  sotto la pressione di migliaia di turisti in pullman e macchina che percorrevano le sue strette viuzze, facendosi strada verso le remote zone fiabesche di Glenbrittle, l’iconica area del tramonto di Elgol e il roccioso Old Man of Storr. Chi non può fare a meno di visitare l’isola, secondo i suggerimenti della Cnn dovrebbe avere il buon senso di andarci nei periodi in cui non bisogna combattere con la folla. In alternativa si possono esplorare le piccole isole di Rum, Muck ed Eigg o  perdersi nel Jura. 

In Spagna, anche gli abitanti di Barcellona protestano contro il sovraffollamento turistico. La capitale catalana ha registrato  34 milioni di turisti nel 2016: troppi per i barcellonesi che hanno reagito con graffiti anti-turistiche sui muri della città. Molte lamentele anche per i giovani stranieri abituati a smaltire le loro sbronze sulla spiaggia di Berceloneta. Per la Cnn, l’alternativa alle Ramblas può essere Valencia, suggestiva e ricca di cultura. 

 

Dubrovnik in Croazia ha previsto di imporre 4.000 visitatori al giorno per ridurre il numero di turisti dopo che l’Unesco ha minacciato di toglierle il suo status di patrimonio mondiale a causa dell’eccessivo sovraffollamento. La città sta limitando il numero di persone che possono scalare i suoi bastioni del XV secolo a 4.000 al giorno, molti attirati dal ruolo da protagonista della città in “Game of Thrones”. Il consiglio è di soggiornare nella vicina Cavtat, che ha un pittoresco centro storico e spiagge deserte, perfette per sfuggire alla folla.

 Santorini, minuscola isola della Grecia, vanta una vista dei tramonti fra le più spettacolari del mondo, ma sta raggiungendo il punto di rottura.Quasi due milioni di persone l’hanno visitata nel 2017,  di cui 850.000 su navi da crociera che hanno gettato l’ancora nella sua caldera, con i passeggeri che l’hanno invasa per qualche ora. Chi vuole vederla a tutti i costi, dovrebbe soggiornare in un B&B locale ed evitare le cavalcate di asini eticamente discutibili che portano i turisti su e giù per il porto.In alternativa, si può scegliere Naxos  che è nello stesso gruppo di isole di Santorini, con aspre colline e spiagge bellissime, oppure  Patmos, nel Dodecaneso, con spiagge e ristoranti eccellenti.

Il Bhutan ha cercato di minimizzare l’impatto del turismo facendo pagare ai viaggiatori una tariffa giornaliera. Sebbene gestisca una politica turistica “di alto valore e basso impatto” e addebiti ai visitatori $ 200 o $ 250 al giorno a seconda del periodo dell’anno (con un supplemento di $ 40 per gruppi di due o singoli viaggiatori), ci sono crescenti preoccupazioni su come il turismo stia influenzando il piccolo regno himalayano del Bhutan. La gente del posto è preoccupata per l’impatto ambientale sul suo fragile ecosistema, quindi chi viaggia in questi territori deve assolutamente rispettare le tradizioni buddiste del paese ed evitate di abbandonare i rifiuti. In alternativa si può optare per il vicino stato indiano di Arunachal Pradesh che ha antichi monasteri buddisti e splendide montagne da esplorare, senza la stessa pesante tariffa giornaliera. 

Nepal in fibrillazione per l’Everest. Gli sherpa locali si lamentano da tempo per il boom di visitatori  che sta causando un pericoloso sovraffollamento sulla montagna più alta del mondo. Avendo già concesso permessi limitati nel 2015 agli scalatori con esperienza di alte vette, il Nepal ha fatto un ulteriore passo in avanti con ulteriori restrizioni. L’alternativa è  scalare il Lhotse Middle, la  quarta montagna più alta del mondo a sud dell’Everest e aperta ai visitatori  solo dal 2013. 

Anche l’India sta cercando di limitare la quantità di visitatori domestici al Taj Mahal dove ogni anno arrivano 8 milioni di turisti. Il risultato è un’esperienza caotica, con le folle che si spintonano per entrare nel terreno del mausoleo più iconico del mondo. Ma con l’ingiallimento e l’inquinamento del marmo bianco nell’adiacente fiume Yamuna, sono in corso piani per frenare i numeri, aumentando il costo del biglietto di entrata che, comunque non fermerà gli stranieri. Chi non vuol perdersi questa meraviglia mondiale è meglio che arrivi all’alba oppure al tramonto quando la folla comincia a scemare, ma i colori sono fantasmagorici.

Invasione massiccia di turisti anche nella cittadella Inca di Machu Picchu, il sito più visitato del Perù. Cinquemila persone al giorno hanno visitato Machu Picchu nel 2016, il doppio del numero raccomandato dall’Unesco. il governo del Perù ha stabilito nuove fasce orarie per la visita, con una sessione mattutina dalle 6 fino a mezzogiorno e una  pomeridiana da mezzogiorno alle 17.30. Chi vuole a tutti i costi riempirsi gli occhi con la vista di Machu Picchu, può programmare il viaggio tra ottobre e aprile quando il numero di visitatori è minore perché è il periodo delle piogge.

Le isole Galápagos hanno rafforzato i regolamenti di viaggio nel tentativo di proteggere l’habitat naturale più famoso al mondo. I visitatori, accompagnati da una guida, possono raggiungere solo siti specifici, camminare su sentieri segnalati e attenersi  alle 14 regole dettate dal Parco Nazionale delle Galapagos. In alternativa, si possono scegliere le peruviane Islas Ballestas, al largo della costa del Pacifico vicino a Pisco,  che offrono un viaggio indimenticabile, con migliaia di uccelli marini, pinguini, leoni marini e foche. 

Da non credere, ma anche l’Antartide è a rischio. Spesso descritta come l’ultima regione selvaggia sulla Terra, gli ambientalisti sono da tempo preoccupati per l’impatto dei turisti che visitano l’Antartide, saliti a quasi 45mila nel 2016. Oggi le barche che navigano nel sud del continente non possono caricare più di 500 passeggeri. Chi vuole andare a tutti i costi nel continente australe, è meglio che scelga una crociera guidata dalla scienza con il minor numero possibile di passeggeri a bordo. In alternativa, si possono visitare la Georgia del Sud e le Isole Sandwich del Sud per un assaggio del sud ghiacciato senza navigare per tutto il tragitto.

Testo di Graziella Leporati |Riproduzione riservata © Latitudeslife.com

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