Elezioni Politiche 2018: Ordalia operativa

Domenica 4 marzo andiamo a votare e (diciamocelo) rimaniamo affascinati (e preoccupati) dalla impudente disinvoltura con la quale i nostri politici ‘sparano’, nell’ordine: a) certezze di vittoria; b) promesse mirabolanti su ciò che faranno dopo; c) incosciente sicurezza nel poter reperire i fondi necessari. Siccome tutti non possono vincere, va da sé che finiremo per avere una conduzione di compromesso della ‘baracca’ Italia. Nell’attesa di vedere ‘cosa’ succederà dopo le elezioni, cominciamo a premunirci: vediamo l’elenco delle ’sparate’ più inverosimili e ricordiamo i colpevoli che le hanno messe in orbita. Poi diamo un altro sintetico elenchino delle ‘prove’ che verranno richieste ad ognuno, per appurare se hanno detto il vero o il falso. Quali prove? Una sola: l’antica pratica giuridica dell’Ordalia (pronunciata: ordàlia alla latina o ordalía alla francese; dal latino medievale ordalium e dal longobardo ordaïl, che significa ‘giudizio di Dio’). Sono prove di vario genere, quasi tutte molto dolorose e mortali. Se sono Capi all’altezza, come dicono di essere, dovranno avere il coraggio di affrontare ’anche’ il giudizio degli uomini e delle donne che li hanno votati.

Ecco intanto le promesse più importanti (alcune ‘lunari’):
Jobs Act – Da abolire o modificare; da correggere e non abolire; articolo18 da reintrodurre per le aziende con più di 15 dipendenti; da cancellare in toto (costo: 140 miliardi di euro).
Flat tax – Aliquota unica del 20% per tutti (100 miliardi l’anno di gettito fiscale in meno).
Reddito di cittadinanza – Reddito di dignità – Salario minimo – Pensioni minime – Per i disoccupati 780 euro al mese; per chi ha un lavoro ma è sottopagato, equiparazione ai 780 euro. Stima Istat: costo di 15 miliardi. Il costo totale aumenta se ‘passa’; 1) il reddito di dignità (1.250 euro per famiglie con due figli, tutti gli altri 1.000 euro); 2) salario minimo tra i 9-10 euro l’ora; 3) minimi pensionistici ad almeno 1000 euro al mese per 13 mensilità, casalinghe comprese.
Abolizione Bollo auto – Per cancellare totalmente l’imposta servirebbero circa 6 miliardi di euro.
Canone Rai – L’abolizione totale ‘costerebbe’ un miliardo e 700 mila euro.
Sicurezza – Nuove assunzioni poliziotti, carabinieri, impiego dei militari ecc.: costi non quantificabili al momento, ma sicuramente una ‘cifra’!
Rimpatrio clandestini (e/o migranti?) – Idem come sopra.
No Vaccini – Vaccini sì, obbligo no – Enormi problemi sanitari e conseguenti altissimi costi sociali.
Università pubblica gratuita – Già adesso un terzo degli studenti universitari sono inclusi nella ‘no tax area’ (esenzione totale). Risparmio minimo; quasi un ‘autogol’ la proposta.
I magnifici 13 chiamati all’Ordalia sono: Renzi, Gentiloni, Padoan, Berlusconi, Salvini, Meloni, D’Alema, Bersani, Grasso, Boldrini, Di Maio, Grillo, Di Battista, Casaleggio. Una schedina Totocalcio.
 Queste le prove da affrontare a seconda del peso e della gravità delle ‘sparate’ formulate:
Ordalia del fuoco – Camminare a piedi nudi sopra tizzoni ardenti o stringerne uno tra le mani. Senza bruciature, si è innocenti; in caso contrario, colpevoli. Pena suggerita per Jobs Act e Flat Tax.
Acqua fredda – Immersione nell’acqua a corpo legato. Se affonda, colpevole. Se resta a galla, innocente. Pena suggerita per i vari redditi di cittadinanza.
Prova dell’offa – Obbligo d’ingoiare un grossissimo boccone; se si deglutisce, bene; altrimenti morte per soffocamento. Indicato per Canone Rai e Bollo Auto.
Acqua bollente – Pescare con un braccio nell’acqua bollente un oggetto giacente sul fondo; colpevole in presenza di ustioni, innocente senza ustioni. Prova adatta alla faccenda dei Vaccini.
Ordalia della croce – Prova per i due leader che hanno avuto più voti. Mettersi a braccia alzate davanti a una croce. Quello che resiste più a lungo, diventa Primo Ministro, se piace a Mattarella.
Ordalia della bilancia – Una grossa stadera (bilancia) con due ‘piatti’: sul primo si colloca una Bibbia, sull’altro si siede il designato Primo Ministro che ha superato la prova della croce. Se i due piatti rimangono perlomeno in equilibrio, la legislatura andrà a gonfie vele. Se il piatto col primo Ministro crolla, Elezioni da rifare.
E in questo deprecabile caso, mi esento da nuove previsioni. Meglio ricorrere al Mago Otelma.

del ‘Columnist’ Federico Formignani |Riproduzione riservata © Latitudeslife.com

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