In Engadina, sulle tracce della Diavolezza

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La terrazza panoramica di Muottas Muragl (2456m)

Compare all’improvviso, poche curve dopo aver scavalcato il confine Italo-Svizzero.  Una valle di laghi glaciali e giganti di roccia, un luogo avvolto da antiche leggende  che hanno dato origine al paesaggio, un punto d’incontro e una fonte d’ispirazione per grandi pensatori, filosofi, pittori e scrittori del passato e più recenti: Schopenhauer, Kant, Nietschze, Hesse, Mann, Rilke, Einstein, Segantini e Abbado sono passati di qui o ci hanno vissuto.  E’ l’Alta Engadina, nel Canton dei Grigioni, in Svizzera.

Paesaggio mitologico.

I laghi di Staz, St.Moritz, Champfer, Silvaplana e Sils da Muottas Muragl

Le creature della cultura popolare sono i simboli ricorrenti che danno vita a questo idilliaco paesaggio alpino: Il Monte Corvatsch, il grande corvo, scaltro, sorprendente e libero come il vento; il Lagalb, il Lago Bianco, transitorio come l’acqua e il ghiaccio; la Diavolezza, una fata passionale, gelida e ardente, come il fuoco sulla neve. Fu proprio l’infelice storia d’amore tra Teresa (la Diavolezza) e Aratsch a dare origine al bell’alpeggio situato nella conca del gruppo del Bernina: l’Alp Morteratsch (morto è Aratsch).

Sulle tracce della Diavolezza

Il famoso trenino a cremagliera del 1907

Si narra che Teresa e Aratsch si amassero alla follia ma il padre, che avrebbe voluto un genero benestante, proibì il matrimonio. Aratsch si arruolò nell’esercito e quando, divenuto un fiero ufficiale, tornò per chiedere la mano di Teresa, scoprì che l’amata era morta di crepacuore. Disperato, si diresse verso il ghiacciaio e non fece più ritorno. Ed ecco che nella notte si sente il fantasma di Teresa (Diavolezza) gridare disperatamente : “Mort ais Aratsch” (Aratsch è morto). Da allora montanari e cacciatori che si avventurano a cercare la bella “Diavolezza” vengono rapiti dal suo canto di sirena dei ghiacci e non fanno più ritorno.

Sentiero filosofico

Il ripido sentiero che porta a Muottas Muragl  fu percorso da Emannuel Kant e Artur Schopenhauer che qui passeggiavano, cercando nuove idee per la loro filosofia, nella pace e nel silenzio degli alti pascoli. Poi, nel 1907, venne realizzato un trenino a cremagliera che ancora oggi permette di raggiungere senza fatica questo balcone naturale a 2.456 metri di altitudine con una vista impareggiabile sui laghi di Staz, St. Moritz, Champfer, Silvaplana e Sils, dominati in alto dai possenti ghiacciai della vedretta di Pers, ai piedi del Bernina.

Fuori dal tempo

Nel fondovalle sorgono piccoli paesi dove il tempo si è fermato. Una comunità di ebrei ortodossi abita i masi e le baite  aggrappate alle pendici della Val Fex e si spostano utilizzando ancora carrozze (o slitte) trainate dai cavalli. A Crasta c’è una piccola cappella che racchiude un segreto inaspettato per gli amanti della musica classica, la tomba di Claudio Abbado.  Evidentemente il Maestro, rapito dalla bellezza infuocata della Diavolezza, aveva eletto Sils Maria, l’abitato sottostante, come sua ultima dimora. Lo stesso villaggio in cui Friedrich Nietschze , tra il 1881 e il 1888, scrisse i primi capitoli della sua opera più illustre, “Così parlò Zarathustra”.

Outdoor paradise

All’arrivo della funivia “Diavolezza 3000” lo sguardo si perde tra le creste innevate del Piz Cambrena (3.602m), tra i seracchi che conducono alla cima del Piz Palù (3.900m) e sulla vetta del Piz Bernina che supera i 4.000 metri. E’ l’habitat naturale perfetto per gli amanti di una esperienza outdoor a 360 gradi: trekking, ferrate, alpinismo, arrampicata, mountain bike, snowboard, sci, parapendio e kitesurf sui laghi. La pratica di tutte queste attività, sia estive che invernali, si appoggia a moderni impianti di risalita che facilitano l’accesso al massiccio del Bernina dai diversi versanti e permettono  di raggiungere quote elevate senza difficoltà.

La vedretta di Pers e il Piz Palù (3.900 m)

La Via Gastronomica

C’è anche un’attività più godereccia e riposante che segue la “Via Gastronomica”: un intreccio di passeggiate e piatti gustosi che si snoda verso la Val Fex partendo dalla funivia della Furtschellas. Dal ristorante La Chudera (Informazioni & prenotazioni: Restaurant La Chüdera 7514  Sils Maria, Tel: +41 81 838 73 55,  e-mail: info@corvatsch.ch), con le sue raffinate ricette tradizionali, attraverso la Wasserweg (Via dell’Acqua) si aggirano numerosi laghetti cristallini e  continuando sulla Panoramaweg (Via Panoramica) si costeggia in quota il grande lago di Silvaplauna giungendo poco dopo al ristorante Sonne Fex (Jennifer & Gian-Reto Witschi mit Siri. CH-7514 Fex-Switzerland.  Phone +41 81 826 53 73 fax +41 81 826 59 63 e-mail: info@hotel-sonne-fex.ch) con i piatti tipici della cucina engadinese e valtellinese.

Lungo la Via Gastronomica. il lago di Silvaplana sullo sfondo

Verso la Diavolezza

Inseguendo la Diavolezza, con l’aiuto delle guide alpine della Bergsteigerschule (info@bergsteiger-pontresina.ch) di Pontresina, si può tentare l’attraversamento del ghiacciaio Morteratsch dal rifugio Boval, passando per la punta rocciosa dell'”Isola Perduta” (Isla Persa). La mole immensa del Piz Bernina troneggia sulla destra, collegata  al Piz Palù dall’aerea cresta Bellavista. Scavalcando le ultime lingue di ghiaccio della Vedretta di Pers, si raggiunge il Berghaus Diavolezza dove, osservando le stelle da 3.000 metri, si potrà udire il lamento della bella diavolessa per la perdita del suo amato.  Attenti a non seguirne il richiamo!

Testo e foto di Nicola Pagano |Riproduzione riservata © Latitudeslife.com

Si consiglia di visitare i seguenti siti per le numerose possibilità di pernottamento, attività, eventi, escursioni e piedi, in mountain bike e sugli sci:

Engadin:

www.mountains.ch/it

 

www.engadin.stmoritz.ch/montagne

CORVATSCH AG

 

www.corvatsch.ch

www.diavolezza.ch

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