Piacenza mostra i misteri della Cattedrale

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Un viaggio entusiasmante tra storia, cultura, arte, religione e … mistero. È il percorso che si snoda nei meandri più celati della Cattedrale di Piacenza che si aprono al pubblico in una mostra che, per la prima volta, permette di entrare in contatto con molti documenti degli archivi finora riservati anche della Basilica di Sant’Antonino e della Collegiata di Bobbio. Una cattedrale che si apre al pubblico nelle sue stanze che custodiscono veri tesori tra codici miniati, pergamene e scritti vari che ripercorrono i momenti storici che hanno caratterizzato l’edificio dall’XI secolo ai giorni nostri.

La mostra, che porta il titolo “I Misteri della Cattedrale – Meraviglie nel labirinto del sapere” è stata  inaugurata il 7 aprile scorso e resterà a porta fino al 7 luglio. Offre visite guidate di sicuro interesse tanto all’appassionato di storia e reperti dell’arte sacra come al meno competente e profano visitatore. Un percorso che si gusta grazie anche alla sapiente regia che unisce i tesori delle varie sale con proiezioni esplicative e sistemi multimediali che, tra le altre cose, consentono di ascoltare le sonorità dei vecchi canti liturgici come ci sono stati tramandati dai preziosi manoscritti. Video di Valerio Massimo Manfredi e l’experience room ideata da Gionata Xerra consentono di immergersi nell’atmosfera medioevale e di vivere in maniera ancora più completa la visita da un punto di vista emozionale. Tra i tesori esposti, tra cui spiccano quadri, sculture, arredi sacri e reperti residuali delle passate trasformazioni architettoniche cui la cattedrale è andata incontro nei secoli, spiccano alcuni degli 84 codici conservati negli archivi diocesani.

Tutte opere di produzione locale realizzate da pazienti padri amanuensi o abili laici che facevano della bella scrittura e delle arti figurative la loro professione che mettevano al servizio soprattutto delle autorità ecclesiastiche del tempo. Opere conservate in maniera straordinaria con i testi ancora perfettamente leggibili e le raffigurazioni che hanno mantenuto, nonostante i tanti secoli di vita, la brillantezza dei colori e i nitidi tratti. Una curiosità: i codici sono numerati e la loro numerazione parte dai più piccoli di formato fino ai più grandi. Il Codice 65, o Libro del Maestro, è forse il più importante cimelio esposto. É ancora oggetto di studio da parte di numerosi esperti internazionali (sembra infatti contenga, oltre ad una summa del sapere dell’epoca, anche simboli e brani non ancora completamente svelati) è quindi un volume di grande dimensioni che, grazie alla paziente ed esperta opera di riproduzione digitale, permette di essere analizzato nei minimi dettagli.

Alla visita si può abbinare la salita sulla cupola per ammirare da vicino gli affreschi del Guercino. Per entrambe le visite bisogna prevedere circa 2 ore. Si consiglia di prenotare per tempo in quanto le visite guidate si effettuano per piccoli gruppi, complici anche alcuni locali e passaggi angusti tra i più nascosti della cattedrale. Per saperne di più e per prenotare le visite: www.cattedralepiacenza.it

Testo di Pietro Busconi |Riproduzione riservata © Latitudeslife.com

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