Centro Italia, nella terra del buon cibo

Il 2018 è  l’anno nazionale del cibo italiano. Da gennaio scorso hanno preso il via manifestazioni, iniziative, eventi legati alla cultura e alla tradizione enogastronomica del nostro Paese. L’Italia, ricchissima di storia e tradizioni, manifesta la sua complessità anche nella grande varietà di piatti e prodotti tipici. Cosa assaggiare assolutamente nelle regioni del Centro?

Le specialità marchigiane. Invece di citare un piatto parleremo di un famosissimo vino: il Verdicchio dei Castelli di Jesi.
Si ottiene dalle uve del vitigno Verdicchio, varietà autoctona. L’area di produzione comprende soprattutto le colline al centro della provincia di Ancona e circoscritti territori della provincia di Macerata. Il nome Verdicchio appare per la prima volta in un atto notarile nel 1569 ma la DOC è stata conseguita nel 1968 e nel 2010 la DOCG. Ha un colore giallo paglierino, a volte con sottili sfumature verdi che volgono al dorato con la maturazione. Il profumo è delicato, profumo di frutta e fiori, sentore di mandorle amare. Il sapore è asciutto, fine, armonico, con retrogusto gradevolmente amarognolo.

Le specialità toscane. Il piatto iconico di Pisa è il bordatino: una zuppa invernale con varianti locali così chiamata perché veniva preparata con quello che c’era a bordo delle navi, quindi anche con l’aggiunta del pescato del giorno. A Pisa è vegetariana, a base di fagioli, cavolo nero e farina di mais.

In Toscana la tradizione delle zuppe è grande, infatti anche la cucina di Firenze è legata a due minestre, entrambe nate per riciclare il pane avanzato: la pappa al pomodoro e la ribollita, la prima a base di pane e pomodoro, come dice il nome, la seconda con l’aggiunta di fagioli, cavolo nero, molti ortaggi e olio abbondante. A Siena è imperdibile il Panforte: dolce natalizio a base di spezie e frutta secca di cui si ha memoria dall’anno Mille.

Le specialità umbre. In tutta l’Umbria si trova il tartufo e sono numerose le pietanze che ne sono impreziosite. A Città di Castello c’è una varietà di Tartufo bianco cui viene dedicata ogni anno una Mostra Mercato nazionale a fine ottobre. Essendo molto pregiato e profumato, il consiglio è quello di alterarlo il meno possibile e gustarlo sugli strangozzi, un formato di pasta lunga fatta in casa simile alle fettuccine ma senza uovo. Gli gnocchi al sugo d’oca sono la vera specialità della cucina di Perugia: gnocchi di patate fatti a mano conditi con pomodoro, olio, aglio, pezzi di oca giovane e pecorino semi-stagionato.

Le specialità laziali. La cucina di Roma ha fatto del “quinto quarto” (interiora e parti meno nobili dei tagli di carne) una gustosa tradizione culinaria: dalla trippa alla romana, con mentuccia e pecorino, alla coda alla vaccinara, nel cui ricco sugo intingere il pane, le animelle, la pajata (intestino di agnello e vitello) con cui condire i rigatoni, o la coratella (interiora di agnello o abbacchio) abbinata a cipolla o carciofi.

Testo di Stefania Bortolotti | Riproduzione riservata Latitudeslife.com

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