In vino veritas: considerazioni post Vinitaly

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Come ogni anno, la manifestazione a tema vinicolo più importante del Paese fornisce, oltre all’occasione di avere a portata di mano tutta l’Italia vitivinicola nell’arco di pochi giorni e qualche migliaia di mq, anche spunti interessanti per discussioni, polemiche, (auto)celebrazioni e riflessioni. Qui di seguito alcune a freddo:

 NUMERI

128mila le presenze registrate.

4380 aziende espositrici (130 in più dello scorso anno).

Giornalisti (stranieri) forse in lieve calo, ma in compenso si è registrato un aumento del numero di buyers, arrivati soprattutto da USA, Germania, UK, Cina, Francia e Nord Europa, e poi Canada, Russia, Giappone paesi Bassi e Belgio. Questo ha contribuito a fare finalmente intravedere in quest’edizione di Vinitaly “la sua vocazione di rassegna dedicata al business e alla promozione del mondo vitivinicolo” – come ha commentato il Presidente di Veronafiere, Maurizio Danese.

Se la rassegna è sembrata più orientata al professionista, è stato anche grazie all’offerta sempre più ricca del Vinitaly & the City, il fuori salone dedicato a wine lovers e appassionati, che quest’anno ha attirato oltre 60.000 presenze tra centro storico di Verona, Bardolino, Valeggio e Soave, permettendo cosi alla fiera vera e propria di rimanere lievemente più focalizzata sul business.

 

PRO E CONTRO (tutti)

La presenza dei produttori quindi appare in crescita, nonostante ogni anno non manchino lamentele e polemiche (di solito sempre le stesse). Ad esempio riguardo agli stand. Oltre ai malumori sui costi che i produttori devono sostenere, in generale piuttosto elevati anche se in linea con le manifestazioni di questo genere, ci sono quelli per lo stand troppo piccolo (anche se nel padiglione più visitato), quelli per i parcheggi, per il traffico, perché la mattina si resta intrappolati nelle navette che dovevano avere corsie preferenziali ma che restano invece puntualmente imbottigliate – che “quasi quasi scendo e vado a piedi che faccio prima..”

Come sempre però si prevedono miglioramenti dall’edizione del prossimo anno.

TEMI

Parte del successo di quest’anno è anche dovuto ai temi di incontri e degustazioni in programma. Alcune di queste davvero interessanti, come ad esempio quella presentata da Le Donne del Vino: “La magia delle Vigne vecchie “. L’associazione guidata da Donatella Cinelli Colombini ha infatti presentato una degustazione sui vini prodotti (dalle donne) da vigne vecchie fino a 80 anni: dieci vini selezionati per esaltare la biodiversità del patrimonio vitivinicolo italiano, oltre alla sua complessità e finezza. Una degustazione mirata anche a sollevare l’attenzione sulla necessità di preservare questo patrimonio storico con pratiche mirate ad allungare la vita produttiva delle viti piuttosto che favorire il reimpianto come unica e fin troppo abusata soluzione.

Dieci vini e dieci produttrici provenienti da aree altrettanto speciali d’Italia:

Annalisa Zorzettig (Cividale del Friuli, Friuli Venezia Giulia), Zorzettig con la Malvasia Myò Vigneti di Spessa doc Friuli Colli Orientali 2016

Gilda Martusciello Guida (Quarto, Campania), Salvatore Martusciello con Ottouve Gragnano della Penisola Sorrentina doc 2017

Elisabetta Donati (Mezzacorona, Trentino Alto Adige), Azienda Marco Donati con il Teroldego Rotaliano doc Sangue di Drago 2015

Eliana Maffone (Pieve di Teco, Liguria), Tenuta Maffone con l’ Ormeasco di Pornassio Superiore doc 2015

Gaetana Jacono (Acate, Sicilia), Valle Dell’Acate con il Cerasuolo di Vittoria docg “Classico” 2014

Silvana Raniolo (Vittoria, Sicilia), Tenuta Bastonaca con l’Etna Rosso doc 2014

Restituita Somma (Bacoli, Campania), La Sibilla, Vigna Madre doc Campi  Flegrei con il Piedirosso 2013

Elena Bonelli (Serralunga d’Alba, Piemonte), Ettore Germano con il Barolo docg Lazzarito Riserva 2011

José Rallo (Ragusa, Sicilia), Donnafugata con il Ben Ryé Passito di Pantelleria doc 2015

Michela Marenco (Strevi, Piemonte), Marenco Vini con il Passrì di Scrapona Strevi doc Moscato Passito 2013

Altra degustazione geograficamente molto interessante quella di Vini dal Mondo: i 15 vini provenienti da Francia, Italia, Giappone, Palestina, Romani, Russia e Stati Uniti, tutti curati dall’enologo Riccardo Cotarella, nelle vesti sia di enologo che produttore, che ha spiegato scelte tecniche e produttive, partendo proprio dalle diverse caratteristiche di clima e terroir. Ad accompagnarlo Ian D’Agata, direttore scientifico di Vinitaly International Academy e Luciano Ferraro del Corriere della Sera.

Anche i Vignaioli Indipendenti della FIVI hanno attirato l’attenzione sul tema della tutela del vigneto. Sono arrivati a Vinitaly con i tralci (fisicamente) delle loro viti, chiedendo che vengano applicati maggiori tutele ai vigneti storici ed eroici sotto i mille mq, che sono al momento esclusi dal censimento del Ministero delle Politiche Agricole.

VINO E VIAGGIO (con sempre più attenzione al BIO)

Oltre al business resta comunque fondamentale il rapporto del vino con il consumatore, che diventa anche viaggiatore, grazie al continuo crescere dell’attenzione e dello spazio dedicati a percorsi enoturistici, strade del vino e settori specializzati come quelli dedicati al biologico e al naturale. Boom di presenze infatti a Fivi e Vivit. ma anche a manifestazioni collaterali a Vinitaly ormai collaudate, come Vinnatur e Viniveri. Anche SUMMA, l’appuntamento annuale organizzato da Alois Lageder vicino aTrento e che raccoglie il meglio della produzione vitivinicola internazionale, ha quest’anno posto al centro dell’attenzione l’importanza del rapporto con l’ambiente, attraverso la parnership con Demeter, il marchio internazionale che controlla e certifica il lavoro e i prodotti degli agricoltori che praticano la coltivazione biologica e biodinamica.

AND THE WINNER IS…

Difficile dirlo. In generale un’edizione quella 2018 sicuramente positiva e anche ricca di premi e riconoscimenti.

Un bilancio particolarmente positivo quello delle cantine del sud: Campania, Basilicata e Sardegna, quest’ultima porta a casa 40 premi raccolti sui circa 600 assegnati, tra cui il miglior vino in assoluto per il Premio Gran Vinitaly alla Vernaccia di Silvio Carta e 25 medaglie per il concorso Grenache du Monde.

La prossima edizione di Vinitaly sarà in programma dal 7 al 10 Aprile 2019.

Testo di Elisa Bosco| Riproduzione riservata © Latitudeslife.com

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