Parchi Letterari: ‘Luigi Pirandello’ e ‘Salvatore Quasimodo’

Questo è il quarto incontro con i Parchi Letterari del Meridione d’Italia. La regione è la Sicilia e gli scrittori due ‘pezzi da novanta’ o, come direbbero dalle loro parti: ‘due mammasantissima’. Ovvio che mi riferisco unicamente alle loro capacità artistiche e ai riconoscimenti letterari raggiunti, in primo luogo con i premi Nobel per la Letteratura. Luigi Pirandello di Girgenti (Agrigento, 1867-1936) è stato insignito del Nobel nell’anno 1934, due anni prima della morte. Salvatore Quasimodo (Modica, 1901-1968) ha ricevuto il premio Nobel nell’anno 1959. I due Parchi Letterari loro dedicati, testimoniano nel tempo la dovuta continuità del ricordo, attraverso i luoghi della loro vita e per mezzo delle opere che hanno lasciato.

Parco Letterario ‘Luigi Pirandello’. Nel Cerchio del Caos – Tra le ultime volontà espresse poco prima della morte, Pirandello ha lasciato indicato cosa fare del suo corpo, a cremazione avvenuta: ‘…sia l’urna cineraria portata in Sicilia e murata in qualche rozza pietra nella campagna di Girgenti, dove nacqui’. Le ceneri del grande drammaturgo sono oggi custodite dal cippo vicino alla casa natale, al ‘mare africano’ – grande e familiare – e sotto il pino ai piedi del quale il commediografo, lo scrittore, diceva d’esser caduto ‘come una lucciola’. La casa di Pirandello, situata in contrada Caos nel territorio di Agrigento e a pochi passi dal comune di Porto Empedocle è oggi un museo e il Caos, nome che lo scrittore tramutò in simbolo, è il cuore del Parco Letterario che gli è stato intitolato. Pirandello è sempre stato nostalgicamente legato ai suoi luoghi; di fatto, non li ha mai abbandonati, rivisitandoli in occasione di ogni suo ritorno ad Agrigento. La memoria e il parco si allargano al molo di Girgenti – oggi Porto Empedocle – dove il padre del premio Nobel, facoltoso commerciante di zolfo, aveva i magazzini della sua impresa. In questi luoghi è trascorsa la fanciullezza di Pirandello e qui è tornato più volte, sempre attratto dalla ‘vita’ e dalle ‘storie’ dei siciliani, veri protagonisti delle sue opere. Nel cuore e nella memoria di Pirandello, Agrigento ha sempre avuto un posto particolare: città di amicizie giovanili, di studi, città amata e descritta nei luoghi, nella storia, nella cultura. Questa la motivazione dell’Accademia Letteraria di Stoccolma, all’atto del conferimento del premio Nobel a Luigi Pirandello: ‘per il suo coraggio e l’ingegnosa ripresentazione dell’arte drammatica e teatrale’.

 Parco Letterario ‘Salvatore Quasimodo’. La Terra Impareggiabile – Quasimodo è l’altro personaggio siciliano cui è stato dedicato un Parco Letterario ma, soprattutto, il premio Nobel per la Letteratura (anno 1959) con questa motivazione: ‘per la sua poetica lirica che con ardente classicità esprime le tragiche esperienze della vita dei nostri tempi’. Il Parco Letterario nasce dall’idea di Alessandro, figlio del poeta, con lo scopo di riunire quanti hanno contribuito a divulgare le opere del padre in Sicilia, in particolare a Palermo e a Modica, città natale.

La finalità dichiarata: far rivivere la poesia nei luoghi amati dal premio Nobel e insieme valorizzarli sotto il profilo culturale e turistico. Ecco allora che l’evocazione poetica coinvolge Modica, Roccalumera, luogo di origine della famiglia, cui si collega nel filo della memoria lirica Messina, Tindari, le isole Eolie, Siracusa, l’Anapo (fiume siciliano) con Pantalica e Agrigento. Il fascino delle radici di Quasimodo è quello stesso della Sicilia, ‘terra impareggiabile’, secondo il titolo di una sua celebre raccolta poetica; una sorta di perduto paradiso mediterraneo avvolto nell’alone del mito, in cui ancora risuona l’eco dei versi degli antichi lirici greci dei quali il poeta è stato insuperato traduttore. Il Parco vanta strutture stabili a Modica, con la casa museo di Quasimodo, e a Roccalumera, presso Taormina, nella Torre Saracena. Gli itinerari sentimentali si spingeranno ben oltre, alla ricerca di preziosità naturali e culturali in vari luoghi dell’isola. E chi vorrà, sul finire della giornata, potrà recitare per sé stesso la frase che ha identificato nell’universo letterario la poetica di Quasimodo: ‘ed è subito sera…’.

del ‘Columnist’ Federico Formignani |Riproduzione riservata © Latitudeslife.com

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