Ronciglione, corri cavallo

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Da oltre quattro secoli Ronciglione fa da palcoscenico alla corsa a vuoto: i cavalli corrono liberi senza fantino. Una storia di passione e impegno, di sacrificio e dedizione, di amore e intesa tra uomo e animale.

 “Fermi; state fermi… Aspettate. Via… Via!”

Il silenzio fino a quel momento palpabile è rotto dalle esclamazioni d’incitamento del pubblico assiepato dietro le transenne e dal rumore degli zoccoli che battono al galoppo la strada libera davanti a loro.

Il mossiere, cioè colui che dà appunto “la mossa”, il Via, ha appena azionato lo sgancio meccanico che fa abbassare di scatto il canapo, una grossa fune che fino a quel momento costituiva un’effimera barriera per i cavalli allineati nei box di partenza e trattenuti, a volte anche a stento, per il morso da un lascìno che staziona in piedi a fianco al cavallo di cui è responsabile.

Siamo a Ronciglione una piccola cittadina dell’alto Lazio in provincia di Viterbo a poco più di 50 km a nord di Roma e raggiungibile percorrendo la Cassia Cimina.

Quella che va in scena quasi ininterrottamente da oltre quattrocento anni, è la “Corsa a vuoto”, ossia cavalli scossi che corrono liberi senza fantino.

Una tradizione che trae le sue origini direttamente dal Carnevale Romano di epoca rinascimentale e poi barocca. La cittadina del viterbese, che a Roma era legata perché parte dello Stato Pontificio, “ereditò”, forse per caso, la singolare corsa in questione.

Una manifestazione che ricalcava quella che nella capitale partiva da Piazza del Popolo e attraversava Via del Corso, fatta costruire allo scopo da Papa Paolo II, per finire nell’attuale piazza Venezia. Questo tipo di corsa ippica a Roma è cessata nel 1874, quando Vittorio Emanuele II decise di abolirla in seguito alla morte di un ragazzo che rimase travolto e ucciso mentre assisteva.

Da allora è proseguita regolarmente solo a Ronciglione, dove il Palio dei Barberi (o corsa a vuoto) veniva disputata in due occasioni durante l’anno. Per il Carnevale, altra manifestazione che tuttora caratterizza la cittadina cimina, e per le feste patronali in agosto. Solo gli eventi bellici delle due guerre mondiali hanno determinato la sospensione della corsa in quegli anni.

Fino al 2011 la “corsa a vuoto”, grazie a una specifica deroga, avveniva sulla normale pavimentazione cittadina costituita di asfalto e sampietrini, risultando particolarmente insidiosa in determinati punti del percorso, soprattutto in caso di pioggia.

Dopo alcuni anni di sospensione a seguito di un incidente grave occorso ad uno dei cavalli, l’originario tracciato cittadino, con i necessari adeguamenti tecnici e normativi, è diventato a tutti gli effetti un ippodromo urbano assolutamente sicuro e rispondente ai requisiti di legge. Severi anche i controlli veterinari prima e dopo la gara, attuati da un’apposita commissione.

E dallo scorso anno, le corse a vuoto si disputano nuovamente.

Fondo in terra, barriere elastiche e protezioni sovrabbondanti nei punti ritenuti maggiormente critici, permettono ai cavalli di liberare la loro natura di corridori in totale tranquillità e senza alcuno stimolo esterno.

A far loro da cornice i palazzi e le architetture rinascimentali che caratterizzano il centro storico cittadino.

Questo antico Palio, che ad oggi risulta essere unico al mondo, è particolarmente sentito dalla cittadinanza che ne riconosce l’implicito valore culturale ed identitario. Molti anche i turisti e appassionati da varie parti d’Italia.

Ronciglione è divisa in nove Rioni (o Contrade) con propri colori sociali e gli appartenenti dedicano risorse e il proprio tempo libero alla cura e gestione del cavallo durante tutto l’anno. Un’attività volontaria animata dall’amore per questo nobile animale che ha segnato la storia delle civiltà in tutto il mondo e per la passione di vederlo correre in questa singolare disputa cittadina.

La corsa è solo il momento clou di una serie di giornate che prevedono manifestazioni collaterali legate al palio e che iniziano alcuni giorni prima. Propiziatorie cene in piazza svolte nei vari rioni del paese in un sano clima di festa e leale rispetto, precedono il fine settimana dedicato al palio vero e proprio. Un corteo storico con figuranti in costume d’epoca e sbandieratori, accompagna i cavalli destinati alla corsa, condotti dai rispettivi barbareschi e col seguito dei rispettivi lascìni, capitani e presidenti dei vari Rioni. Il tutto scortato da un drappello di cavalieri Ussari, una rievocazione delle antiche truppe a cavallo napoleoniche che hanno contrassegnato un preciso periodo storico di Ronciglione.

Il pomeriggio del sabato prevede prove libere (ma comunque disciplinate e con rigido protocollo di svolgimento) compiute da due o tre cavalli per volta, idonee a far conoscere e provare il tracciato agli animali e, per quanto possibile, affinare ulteriormente il feeling tra il cavallo e il suo lascìno.

La successiva domenica mattina vengono effettuate le batterie di qualificazione e il pomeriggio della stessa giornata, finalmente è Palio!

Chiamati dal Mossiere, i cavalli entrano uno per volta negli appositi stalli e, in un silenzio irreale, attendono il fatidico “Via!”.  Poi finalmente si lanciano al galoppo sfrenato, liberi di correre guidati solo dall’istintiva voglia di superarsi e accompagnati dalle urla entusiastiche degli spettatori. Si distendono su un percorso di quasi 900 metri, contraddistinto da precisi passaggi che lo caratterizzano. Il viale Garibaldi appena dopo la partenza, poi sfilano sotto l’antica Porta Romana (detta l’Arco), percorrono la successiva Via Roma e fanno ingresso nella Piazza Vittorio Emanuele II (detta Piazza della Nave forse per la sua particolare pianta) accolti dalle incitazioni del pubblico assiepato dietro le transenne di protezione. Dalla piazza, dopo aver affrontato un’impegnativa curva molto stretta (curva del Gricio), che di solito risulta determinante per la vittoria finale, affrontano l’ultimo tratto di percorso in salita: Corso Umberto I (“Montecavallo”) dove, dopo l’arrivo, sono fermati e recuperati da addetti delle rispettive contrade.

E qui esplode la gioia dei vincitori. In un tripudio di bandiere, stendardi e fazzoletti con i colori sociali, gli appartenenti al rione e i loro simpatizzanti, si recano sotto il palazzo del municipio per ricevere dalle mani del Sindaco, e calato direttamente dal balcone principale dell’edificio, il Palio, un drappo di stoffa solitamente dipinto a mano. Non ci sono premi in denaro o altra utilità materiale, ma la vittoria morale è sufficiente a ripagare i sacrifici anche economici che gli appartenenti al Rione affrontano durante l’anno per autogestirsi e garantire cure e attenzioni al proprio beniamino a quattro zampe.

Testo e foto di Enrico Barbini | Riproduzione riservata Latitudeslife.com

Come arrivare:

In auto Ronciglione dista da Viterbo: Km. 21 Roma: Km. 55 Firenze: Km. 221 Siena: Km. 175 Perugia: Km. 128 Orvieto: Km. 66 Tarquinia – mare: Km. 48

Nel 2018 la corsa a vuoto di Ronciglione sarà il 26 agosto

Eventi:

Ronciglione è nota anche per il tradizionale Carnevale.

Per l’estate 2018 l’associazione Pro Loco di Ronciglione ha deciso di organizzare la prima edizione dell’evento “Un Borgo Divino” che si terrà il 29 e il 30 giugno 2018 presso il borgo medievale.

Il clima, la vicinanza al lago di Vico, le bellezze naturalistiche e storiche, rendono Ronciglione meta ideale per un soggiorno, perfetta nei mesi estivi.

Info su Comune di Ronciglione

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