Gambellara: un weekend fra grandi vini, baccalà e rarità geologiche

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Il nome di Gambellara, piccolo comune in provincia di Vicenza, è ben conosciuto internazionalmente dagli appassionati di vino. Fra queste colline che risalgono dolcemente la parte sud-orientale dei Monti Lessini si produce infatti il Recioto, nettare dorato DOCG dal gusto intenso e inconfondibile che ha conquistato un posto di riguardo nel panorama enologico mondiale. Alfiere orgoglioso di questa terra contadina e laboriosa, il Recioto inconsapevolmente per molto tempo ha un poco oscurato sia i suoi degnissimi fratelli, gli altri  vini ricavati dalla medesima uva Garganega, sia le molte attrattive di un territorio che merita di essere visitato, alla ricerca di curiosità e tipicità interessanti. Dunque affiniamo l’olfatto, lubrifichiamo le papille, aguzziamo la vista e andiamo alla scoperta del mondo Gambellara e dintorni: per immobilismo, dieta e sobrietà c’è sempre tempo.

Il modo migliore per visitare la zona è quello di lasciare quando possibile l’auto usando i piedi, la bici o magari il cavallo. Ci sono strade, stradine e sentieri in mezzo a campi, boschi e filari  da percorrere con calma aiutati dagli itinerari predisposti dalle guide delle Strada del Recioto e dei Vini Gambellara DOC. Una breve salita uscendo dall’abitato verso la collina conduce nell’area  della vecchia cava denominata Cava ”San Marco”, dal nome dal colle omonimo, in cui negli anni ’50 veniva estratta la pietra per la costruzione delle massicciate ferroviarie. Da una parete quasi verticale, come fossero stati depositati da un ciclope appassionato di mikado, affiorano strati sovrapposti di basalti colonnari a forma di prismi esagonali, rocce magmatiche originate da antichissime eruzioni vulcaniche.

Ci sono un paio di altri posti in Italia dove è possibile vedere un simile spettacolo e una manciata nel mondo. I più famosi affioramenti stanno in Irlanda del Nord: le colonne basaltiche costiere del Giant’s Causeway, patrimonio Unesco dal 1986. Lì nessuno le ha mai toccate, e sono meta di pellegrinaggi continui; qui scavavano la collina per chilometri e le macinavano per farne pietrisco da ferrovia o, intere, materiale da costruzione. Ancora se ne trovano in rilievo nelle mura delle vecchie case e  a formare terrapieni sui sentieri delle vigne. Per fortuna questa testimonianza residua della grandiosità e delle bizzarrie di madre natura oggi è protetta, e senza nemmeno dover decollare su un low cost si presenta a noi, in tutto il suo fascino.

Il terreno basaltico ricchissimo di minerali è il segreto di vini dalla personalità inconfondibile, di stoffa rara e notevole longevità. Non solo del citato Recioto, ma anche del bianco Gambellara DOC, capace di conservare freschezza, sapidità e qualità organolettiche superiori per sette anni e più. Un discorso a parte va fatto per un altro “piccolo” (solo relativamente alla quantità prodotta) tesoro della zona, il Vin Santo DOCG, che tradizionalmente vuole i migliori grappoli di Garganega appesi a passire lungo cordicelle, dette picai, all’aria temperata dei solai per molti mesi, prima della spremitura e dell’invecchiamento in botte piccola, ad oltranza. Un’esplosione di profumi e sentori che sembra non voler mai finire. L’antichissimo vulcano di Gambellara  è dunque il responsabile di questi frutti della viticoltura locale e, di riflesso, di un paesaggio che vede nei suggestivi impianti a tettoia veronese il metodo classico e più diffuso  di coltivazione.

Proseguendo, un’altra breve escursione in leggera pendenza verso la chiesetta di San Marco dà la possibilità di vedere da vicino le vigne: faticose da gestire, con una raccolta solo manuale, ma perfette per mantenere ai grappoli la giusta ombreggiatura e fornire la protezione ideale dalle brezze. Si arriva alla piccola chiesa fregiata dall’inconfondibile leone alato e si gode del panorama,  di un’aria fina e del silenzio interrotto solo dal fruscio degli ulivi che ci sorprendono a queste latitudini, e invece sono parte integrante del coltivo. Del resto la viticoltura domina ma c’è più varietà di quel che sembra: basta raggiungere il cosiddetto lago di Agugliana (dal nome della graziosa frazione collinare), in pratica l’invaso di un antico cratere vulcanico oggi suggestivo altopiano, e vi si trova  un piccolo gioiello bucolico coltivato a fieno, prati e cereali.

E’ bene poi ricordarsi che siamo entrati ufficialmente nelle terre del Palladio. Nel raggio di pochi chilometri inizia un rosario di ville ed edifici concepiti dalla matita del sommo maestro rinascimentale. Arzignano, Lonigo, Altavilla, e ancora a est fino a Vicenza, regalano costellazioni di opere palladiane di assoluto valore storico architettonico. Uno stile capace di resistere nel tempo e di ispirare anche moderni edifici con un segno inconfondibile. Lo si percepisce subito arrivando alle cantine Dal Maso, una delle aziende storiche di Gambellara. Una conduzione familiare che si tramanda dal 1887, oggi in mano ai tre fratelli Andrea, Silvia e Anna. La cantina, immersa nei vigneti, è stata pensata rotonda come tributo al Palladio e alle dolci forme delle colline su cui si erge l’azienda. Una terrazza esterna la percorre interamente, mentre all’interno le zone di lavorazione e la magnifica stanza circolare delle botti consentono di toccare con mano tutto l’impegno per una produzione d’alta qualità. Un’elegante sala accoglie gli ospiti per degustazioni su vari livelli di complessità, ed è utilizzata pure per eventi, cene private,interessanti iniziative legate al vino e al territorio. Dal Maso è uno dei pochi produttori del raro Vin Santo. Volentieri, quando possibile, l’affabile Anna accompagna i visitatori al secondo piano nella stanza dei “fruttai”, sancta sanctorum per l’appassimento delle uve, destinate anche al Recioto.

Pur connotati dalla stessa forte mineralità, i classici bianchi ma anche i rossi di Gambellara, presentano sfumature diverse, e un pellegrinaggio fra i produttori del Consorzio di Tutela Vini di Gambellara  ne darà piena conferma. Fa appello agli aspetti emozionali del buon bere la tenuta Natalina Grandi. Dalla vigna alla bottiglia tutto è seguito scrupolosamente dalla famiglia Framarin, adottando da tempo spontaneamente  gli impegnativi metodi di coltivazione e produzione richiesti dai disciplinari del biologico. Oltre ai Gambellara DOC, fermo e spumante, un intrigante prosecco, un Recioto spumantizzato da uve passite, e un Cabernet Franc IGT di solida tempra. La ricerca della perfezione ha portato al recupero di un metodo antico per un vino davvero fuori dagli schemi: il Recioto vivace DOCG. Dal top delle uve appassite per 150 giorni, l’affinamento in botte piccola per 5 mesi, e la presa di spuma spontanea in bottiglia per 48 mesi. Anche il profano capirà che siamo di fronte a qualcosa di unico e speciale.

Nel Veneto, regione di grandi bianchi, è d’uopo ogni tanto rinfrescare la memoria al pubblico su quelle che sono le vere perle del territorio. Così è nata Garganica, manifestazione dedicata all’uvaggio principe dei colli vicentini e ai prodotti tipici locali. Quest’anno si è tenuta dal 9 all’11 giugno nello splendido Palazzo delle Opere Sociali a Vicenza, su iniziativa del Consorzio di Tutela e Delle Strade del Vino di Gambellara. Assaggi, proposte turistiche, golose produzioni di nicchia, e alcune verticali giocate su annate e aziende vinicole diverse, per un’entusiasmante full immersion fra Recioto & Co.

Il weekend è impegnativo, bisogna rifocillarsi e, nel caso, riposarsi. Intanto vale la pena elencare sommariamente alcune specialità della zona, da non perdere. Regna ovviamente il baccalà, in tante preparazioni ma insuperabile alla vicentina, cremoso e fragrante. Dal capitolo salumi emerge la sopressa, nella versione Dop o più ruspante di fattoria, spesso da suini allevati allo stato semibrado. Con gli stessi tagli si fa il salame (salado) da accompagnare magari alla polenta, e nei dintorni si trovano rarità come le salsicce con le rape o il prosciutto crudo Dop. Non si trascuri il raffinatissimo olio EVO, leggero e profumato. Sempre nella cerchia, si dice sia un vero toccasana il broccolo di Creazzo e una delizia la  ciliegia durona di Chiampo. Per i dolci la specialità è il Brasadelo, gustosa ciambella contadina di origine antica che ha come ingrediente di spicco il Recioto ed è tipica di Gambellara.

La cucina tradizionale e le eccellenze del territorio vengono proposte da trattorie e ristoranti in cui si va generalmente a colpo sicuro. Un passo in più, per eleganza, cura dei particolari, attenzione al cliente, ricerca misurata ma senza censure, va riconosciuto al ristorante dell’Hotel Fracanzana, già nel confinante territorio di Montebello. Ricette ispirate alla tradizione dal respiro ampio, in cui ad esempio il miglior riso della pianura sposa la sanguigna barbabietola locale per poi stemperarsi soavemente in una burrata con aroma di mentuccia. Sia lode poi alla cantina e al wine bar, fermamente centrati sulle aziende vinicole del Gambellara, sintomo di autentico amore per la propria terra. L’hotel, situato in posizione strategica, è ricavato da un antico cascinale; ha stanze confortevoli, tutte con aria condizionata e una gradevolissima spa, per momenti di indispensabile relax. Un’ottima alternativa per dormire è Villa Bongiovanni; da una casa padronale di fine ottocento con un lavoro certosino è stato ricavato un piccolo grazioso hotel immerso nel verde, con una splendida piscina esterna e stanze cariche di storia: un’atmosfera e una pace d’altri tempi.

Sabato 7 luglio, nelle suggestive Barchesse di Palazzo Cera a Gambellara  andrà in scena un’affascinante cena vulcanica sotto le stelle alla scoperta di alcune eccellenze enogastronomiche della collina vicentina.

La cena, con inizio alle ore 20.30, è organizzata dal Consorzio Tutela Vini Gambellara Doc e dalla Strada del Recioto e dei vini Gambellara Doc insieme alla Fondazione italiana sommelier Veneto e alla Proloco di Gambellara.

Comodamente seduti ai tavoli allestiti all’interno del cortile di Palazzo Cera, i partecipanti saranno guidati lungo un percorso polisensoriale: sei tappe in cui le preparazioni degli chef dei ristoranti La Fracanzana e Giulietta e Romeo saranno abbinate a diverse espressioni di Gambellara Classico e Spumante e di Recioto di Gambellara per mostrare come l’anima minerale dei vini vulcanici sia tanto sorprendente quanto eclettica. Su prenotazione € 30

Strada del Recioto e dei vini Gambellara DOC

Testo e foto di Teresa Scacchi e Gianfranco Podestà|Riproduzione riservata © Latitudeslife.com

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