Una settimana in Provenza

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Provenza_tramonto_campi_lavandaQuando si scopre che all’origine della bellezza magica della Provenza ci sono le lacrime di una fata di nome Lavandula, si comprende finalmente qual è il segreto di questa regione. E pochi altri territori hanno caratteristiche così peculiari da aver generato un aggettivo: parlare di stile provenzale evoca un ambiente intimo, romantico, fatalmente accogliente, che incanta e dà pace allo spirito. Una settimana in Provenza sarà sufficiente per scoprirlo.

Ma la Provenza non è solo lavanda. Al viola dei campi di queste Laminacee si aggiungono le mille cromaticità che hanno portato qui pittori immensi come Van Gogh, Cézanne, Renoir, Matisse. Artisti che decisero di uscire dal chiuso del proprio studio per ricercare en plein air una nuova forma espressiva, caratterizzata, tra l’altro, dalla rapidità di esecuzione.

Esattamente lo stesso spirito che anima da sempre l’arte di Luca Bracali, il quale ama definire e spiegare la sua fotografia come il disegnare, il dipingere con la luce. Anch’egli, dunque, al pari degli impressionisti, è stato irresistibilmente attratto dai colori e dalla luce unici di questi paesaggi e qui si è recato, trascorrendo una settimana in Provenza.

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I campi di lavanda della Provenza visti dal cielo ©Luca Bracali

Il risultato di questo viaggio è una raccolta incantevole e suggestiva di visioni magiche, un alternarsi di paesaggi diversi, che Bracali ci porta a vedere anche da un nuovo punto di vista, quello aereo del drone, che lasciano ancora più stupefatti: vedere la Provenza dall’alto è una emozione inedita.

Ma il suo reportage diventa anche il diario di un itinerario di una settimana in Provenza, un percorso che il turista consapevole può scegliere di seguire fedelmente o dal quale può trarre gli spunti per inventare il suo viaggio, la propria avventura, in questa terra incantata e incantevole. E così vogliamo proporlo a quei lettori di Latitudes che sono alla ricerca di un modo diverso di pensare e vivere il viaggio.

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Dettaglio dei fiori di lavanda ©Luca Bracali

Innanzitutto quando andare in Provenza? Naturalmente se si desidera osservare la lavanda in tutto il suo splendore si è obbligati a scegliere l’estate come unico periodo possibile per programmare il proprio itinerario di una settimana in Provenza. Tenendo anche conto che il periodo di fioritura varia in funzione del tipo di lavanda, dell’altitudine e dalla latitudine dei terreni di coltivazione, indicativamente si può dire che si va dalla metà di giugno alla fine di agosto.

Un altro momento interessante è l’autunno. Programmare una visita della Provenza in ottobre, per esempio, può regalare ben altre e non meno avvincenti emozioni. Oltre al vantaggio di muoversi in un contesto dove il numero dei turisti è significativamente inferiore, si può godere di un clima decisamente più gradevole e osservare un territorio che si veste di colori caldi e intensi. È la stagione dei vigneti e degli oliveti, delle cantine, dei profumi degli orti e dei frutteti.

L’itinerario in Provenza

Prima tappa: Rustrel. Poco più di 700 anime abitano questo piccolo villaggio noto per le sue cave di ocra, che il lavoro umano e quello degli agenti atmosferici hanno modellato fino a ricordare i fianchi dei canyon americani, tanto da essere state ribattezzate la Colorado Provençale.

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Una veduta dal cielo delle cave di ocra di Russillon ©Luca Bracali

Percorrendo in meno di 25 minuti 20 km in direzione ovest, si incontra il paese di Roussillon, che conta circa il doppio degli abitanti di Rustrel, e che, al pari di questo, è noto per quelle ocre caratterizzate da colorazioni che vanno dal giallo pallido all’arancione più intenso.

Lasciata Roussillon e viaggiando per 1 ora e 15 minuti verso est in direzione Manosque, si arriva, percorrendo circa 70 km, a Valensole. Lungo questo ultimo tratto si incontreranno campi di lavanda e girasoli e qui si potrà fissare il fine giornata. Merita sapere che oltrepassando Valensole mantenendosi sulle strade dipartimentali D8 e D6 ci si ritroverà immersi in una spianata di campi a perdita d’occhio, da dove sarà possibile ammirare il tramonto e magari anche l’alba. Inoltre con 1 ora e 15 minuti circa di strada in direzione est si raggiunge Gorge du Verdon, il canyon più grande d’Europa.

Seconda tappa: da Valensole a Sault, circa 80 km da percorrere in 1 ora e 30 minuti.

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I campi di lavanda della Provenza presentano sfumature sempre diverse ©Luca Bracali

Sono diverse le strade che si possono scegliere per coprire la tappa, con simili tempistiche e tutte caratterizzate da una modesta tortuosità, poiché salgono verso una sorta di altopiano ove su una piccola altura rocciosa sorge Sault, considerata la capitale della lavanda, anche se oltre a questa risorsa si registrano vaste estensioni di terreni coltivati a farro e grano. Qui una sosta di un’ora è necessaria per immortalare i diversi scenari sia agricoli che urbani. Senza contare la possibilità di effettuare interessanti escursioni a piedi della durata di un paio d’ore al massimo e di nessuna difficoltà.

Con 50 minuti di viaggio per 40 km in direzione sud-ovest si raggiunge l’Abbaye de Sénanque (l’Abbazia di Sénanque) nei pressi del paese di Gordes. Fondata dai monaci cistercensi nel 1148, l’abbazia è visitabile, in molti dei suoi spazi, ogni giorno – sia con guida che senza – in un’ora circa.

Muovendosi da qui in direzione sud e poi verso ovest, dopo circa 40 km e 55 minuti di viaggio si raggiunge la città di Avignone dove si farà lo stop giornaliero. Patrimonio dell’Umanità dal 1995, il Palazzo dei Papi e il pont Saint-Bénezet, ovviamente meriterebbero una visita così come la stessa città, anche se ovviamente con tematiche completamente diverse da quelle delle quali trattiamo.

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Il ponte sul Gard era parte di un acquedotto che riforniva la città di Nîmes ©Luca Bracali

Terza ed ultima tappa della nostra settimana in Provenza: da Avignone verso ovest fino a Pont Du Gard in circa 30 minuti per 25 km. Costruito da romani nel 17 a.C. il ponte sul Gard era parte di un acquedotto che riforniva la città di Nîmes, con un tragitto di quasi 50 km. Presente anch’esso nell’elenco UNESCO dei Patrimoni dell’Umanità, è l’opera che troviamo raffigurata sul retro delle banconote da 5 euro.

Info su Atout France

Testo di Pino De Ceglie foto di Luca Bracali | Riproduzione riservata Latitudeslife.com

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