Puglia, alla scoperta della Terra delle Gravine

la terra delle Gravine
La terra delle Gravine

Chiese rupestri, grotte risalenti al neolitico, fortezze medioevali: la terra delle Gravine è caratterizzata da una natura selvaggia, aspra, dura, dove il vento quando soffia è gelido e il sole bollente spacca le pietre. Una natura che sembra ostile di primo acchito, tanto è vero che Pasolini aveva scelto questo scenario per girare il suo Il Vangelo secondo Matteo, ma che diventa subito ospitale nel momento in cui si entra a contatto con la gente che vive nei Comuni in provincia di Taranto compresi nei 28mila ettari del Parco Naturale Terra delle Gravine, caratterizzato da profonde gole rocciose di origine carsica formate dall’azione corrosiva dei corsi d’acqua che partono dall’altopiano delle Murge per dirigersi verso il mare. Le gravine sono dei canyon che creano un effetto spettacolare e regalano emozioni che fanno viaggiare la mente alla scoperta di un passato molto lontano. Le migliori testimonianze di queste strutture geolocalizzate in Puglia, si possono trovare tra Ginosa, Laterza e Mottola, dove sono nati dei veri e propri villaggi rupestri, con tanto di terrazzamenti per le attività agricole. A Laterza, si incontra il più vasto canyon europeo, dichiarato anche oasi naturale protetta dalla Lipu: in quest’angolo di Puglia, la quiete del luogo può essere turbata soltanto dallo stridulo verso della poiana. A Petruscio di Mottola, si trova una gravina nella quale è presente una sorta di rete di grotte comunicanti tra di loro, che sono state scavate all’interno della formazione rocciosa. In questo luogo, si trova invece la cripta di San Nicola, e altre tre chiese rupestri. A Ginosa, invece, esiste una gravina molto particolare, che circonda il centro storico con due serie distinte di insediamenti rupestri, tra il rione Casale e Rivolta. Il primo è definito un universo di pietra, danneggiato dal terremoto del 1857, ma che conserva oggi la Chiesa di San Vito, Santa Domenica e San Leonardo. Il rione Rivolta, invece, è un villaggio trogloditico, in cui si trovano 66 grotte suddivise su 5 piani, comunicanti tra di loro con una rete di scale e sentieri. In questo luogo sorgono le indimenticabili chiese di Santa Barbara e Santa Sofia.

Mozzarella fresca di caseificio

Passeggiare nelle gravine è quindi un unico nel suo genere e permette di ammirare esemplari particolari di flora, fauna e microfauna: qui ad esempio vive ancora il Capovaccaio, un rapace, sacro agli antichi Egizi, che era a rischio di estinzione. Un viaggio in terra tarantina, su e giù per le gravine è quindi un’esperienza che tutti dovrebbero fare, perché il territorio merita di essere apprezzato sia per i suoi aspetti culturali e storici, sia per le sue tradizioni, la sua gastronomia e l’ospitalità dei suoi abitanti. Diciamo subito che per visitare la zona, occorrono minimo tre giorni e come base logistica la scelta non può che indirizzarsi verso l’albergo diffuso Il Casale, a Ginosa, ricavato da una casa in gravina, con un affaccio stupendo, ristrutturata con gusto e charme. Il Casale offre al turista la sensazione di poter fermare il tempo per prendersi una pausa e riempire la mente di nuove sensazioni e il palato di gusti deliziosi grazie alla cucina familiare dei titolari che preparano colazioni da re. Da qui si parte alla scoperta delle grotte di Dio e dei villaggi rupestri in cui vivevano i contadini per evitare le incursioni dei Saraceni che arrivavano dal mare.



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Il centro abitato di Ginosa è la storica sede di varie famiglie patrizie (Strada, Tarantini, Palatrasio), che hanno abbellito il centro storico con i loro eleganti palazzi. Domina il paese e l’adiacente gravina un castello di origine normanna, più volte rimaneggiato. Fuori porta ci sono due importanti insediamenti rupestri che meritano proprio una visita, il Casale e il RivoltaMa non è tutto. Ginosa ha anche forni antichi in cui si macina ancora il grano come una volta e una bottega di camice, quella di Angelo Inglese, risalente alla metà del secolo scorso, dove si riforniscono Trump e il principe Williams, e dove, negli anni, sono passati Vip e reali, fra cui il re del Belgio e Jaqueline, la moglie di Kennedy. Per la cronaca, una camicia, fatta su misura e cucita interamente a mano, costa sui 200-250 euro. Intorno, caseifici, come il Candile, dove si assaggia la ricotta e la mozzarella ancora calda. Di rigore le masserie, alcune molto particolari come Amastuola a Crispiano. Il vigneto qui è un caso unico di armonia fra produzione ed estetica. Progettato dal grande paesaggista Fernando Caruncho, è disegnato in modo del tutto innovativo, rendendo l’intero paesaggio agricolo come se fosse un vero giardino. Le viti sono disposte a onde parallele che si susseguono per circa 3 km al cui interno si possono ammirare 1500 ulivi secolari. 

puglia museo Maiolica di Laterza
Museo della Maiolica di Laterza

Imperdibile Laterza,  una delle “capitali” della maiolica pugliese  Interessanti le mura, il Palazzo Marchesale del ‘400, la cosiddetta Cantina Spagnola e la Chiesa di Santa Domenica o Santuario Mater Domini (entrambe rupestri). Indimenticabile la visita al MUMA, il museo della Maiolica di Laterza, dove rare ceramiche sono gelosamente custodite, dopo essere state rintracciate, dal collezionista Riccardo Tondolo. Infine Mottola col villaggio ipogeo di Petruscio, un imponente complesso di grotte preistoriche su più piani e Casalrotto, un ex monastero benedettino con annesse cripte e chiese rupestri bizantine (San Nicola, Santa Margherita, Sant’Angelo), in parte affrescate. Un patrimonio pittorico salvato dall’oscurità del sottosuolo e dalla secolare dimenticanza degli uomini.

Per informazioni www.parcogravine.com

Testo e foto di Graziella Leporati/ Riproduzione riservata Latitudeslife.com

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