Cosa ho capito degli americani part 3/9

Chiara Lopresti una neo-laureata in lettere ha passato tre mesi negli Stati Uniti per partecipare ad un workshop di scrittura creativa. In questo periodo ha scoperto i pregi e i difetti degli americani e ce li racconta con serietà esilarante. Ecco la terza puntata.

1) Parliamo dell’east coast: qui le scuole costano un occhio della testa, cosa che in Italia ci si pagano i tre anni di università. Però credono fermamente nel potere dell’educazione. Non mi sorprende che questa sia la zona più avanzata del paese.

2) In NJ ci sono più estetiste che anime. In un km di strada ieri ( a Montclair, NJ) ne ho contate 12. 12! E non parlo di centri estetici come li abbiamo noi, no! Centri per rifarsi le unghie in tutte le forme e in tutti i colori.

3) Carne preferita? Pollo. Indovinate cosa smetterò di mangiare quando tornerò a casa?

4) Ci sono musei OVUNQUE. Anche nell‘anfratto più remoto della cittadina più piccola c’è un museo sul rituale dei nativi americani o su come la pastinaca abbia aiutato quelli di cui sopra a non morire di fame. Vedi punto uno per carpire la possibile spiegazione di tale fenomeno.

5) Gli ATM. Parliamo degli ATM (bancomat). Sono dappertutto, ma seriamente dappertutto. Si può prelevare anche nel negozio bangladino più roncio della città. Unico problema, le transazioni costano un occhio della testa (anche 6$). La cosa che non ho capito, però è che se loro utilizzano la carta o il bancomat per ogni minima transazione, a cosa serve questa proliferazione di ATM?

photo Michael Gaida

6) Hanno una cura della loro macchina direi meticolosa. Ancora non mi è capitato di vedere degli scassoni sporchi e puzzolenti. Al contrario di NY. Se mettessero un po’ più di attenzione nell’ambiente circostante così come si preoccupano della loro macchine avrebbero città decisamente più pulite e ordinate.

7) A proposito di ambiente. La riciclata. I sacchetti di plastica. Le cannucce. Grave, grave, gravissimo problema. Moltiplicherò i miei sforzi ecologici per fare ammenda. Ad ogni cannuccia associo un delfino morto. Immaginatevi la carneficina.

8) Amo il fatto che siano così inclusivi. Non ti fanno sentire mai veramente sola. Ho parlato più qui, in tre settimane, con gente completamente a caso che in tutta la mia vita a Milano. Meraviglioso.

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Leggi Cosa ho capito degli americani part 2/9

Testo di Chiara Lopresti |Riproduzione riservata ©Latitudes