Mi immagino che tutti, o quasi tutti, sappiano completare il proverbio: …va sano e va lontano.
Che è poi il modo più semplice e più gratificante per intraprendere un viaggio che può essere breve o medio – mai lunghissimo – altrimenti verrebbe a cadere la possibilità dello slow, del lento, a meno che non si disponga del tempo necessario per programmare una serie di tragitti brevi da mettere insieme in un determinato arco di giorni. Dove si può praticare il turismo lento? Dappertutto, naturalmente; considerando però il fatto che viaggiare lento richiede una fase di rodaggio, mentale prima e fisica poi, ne consegue che una volta ottenuto il brevetto di “slow navigator” (che nessuno darà mai!) ogni meta è possibile. La città può essere visitata lentamente; i centri piccoli vicini alla città nella quale viviamo vanno altrettanto bene; poi luoghi e sentieri e cammini lontani dalla residenza ma perfetti per le passeggiate, il trekking, le gite in bici o a cavallo. Anche i treni storici vanno bene, così come chiatte e battelli, carri e calessi trainati da animali (per piccoli itinerari ben studiati); e per finire: i piedi! Qualunque mezzo è adatto, in definitiva, purché la scelta sia stata ponderata tenendo ben presente che ciò che ci si appresta a vedere e incontrare, dovrà far parte di un progetto di morbido adattamento ai ritmi altrui e di consapevole attenzione e rispetto per ambiente, luoghi e persone. Il viaggiatore lento ha adottato l’espressione take your time. Le cose viste si gustano di più e a lungo rimangono nel ricordo. I piedi, il camminare, giocano in questo tipo di turismo un ruolo preponderante.
Lo scrittore americano John Steinbeck sosteneva che sono i viaggi a fare le personee nonviceversa; giudizio che pare combaciare con le previsioni degli esperti, sicuri che sia proprio il 2019 l’anno del turismo lento e l’anno in cui verranno valorizzati i territori della penisola meno conosciuti, quelli un po’ fuori dai grandi e consolidati itinerari di massa. Sotto questo aspetto, risultano più che mai preziosi i suggerimenti per possibili manifestazioni e mete da visitare, stilati dal Mibac (Ministero per i Beni e le Attività Culturali); sono i Cammini d’Italia, che comprendono differenti possibilità di offerte turistiche, tutte di qualità e in grado di dare visibilità al patrimonio paesaggistico, enogastronomico, naturalistico e artistico della nostra penisola. Le mete del turismo lento più note riguardano i Borghi d’Italia, gli eventi del Cibo, le città italiane Capitali e candidate ad essere Capitali della Cultura, i Cimiteri Storici Monumentali, le città delle Grotte, le località Unesco. Senza dimenticare, tra i Cammini d’Italia, le vie del Giubileo, le Ciclovie turistiche, i Binari Senza Tempo. Vi sono oltre 1400 chilometri di linee ferroviarie dismesse e abbandonate da tempo in Italia, molte delle quali possono diventare green ways per vivere la mobilità dolce nel paesaggio italiano. Oltre alla ferrovie dismesse, sono ben 1300 attualmente i chilometri di ferrovie sospese (non si è ancora deciso cosa fare) che potrebbero essere riaperte per servizi turistici e in diversi casi essere anche una buona integrazione per i servizi ordinari per residenti e pendolari.
Quello che stiamo vivendo è dunque l’anno del camminare lento; un camminare che rispetta i ritmi che la natura impone, che dà valore alle piccole economie e alle specificità del nostro variegato territorio che a sua volta comprende luoghi, paesaggi, memorie storiche, artigianalità, semplicità di vita e tradizioni dei piccoli centri, delle campagne, delle zone montane. Senza dimenticare, in ogni occasione favorevole, l’infinita gamma di offerte enogastronomiche che l’Italia offre. Tutto insieme, questo è il “turismonatura” che movimenta oltre 10 miliardi di euro all’anno. Quali i vantaggi del camminare, meglio se lento e partecipe: permette di osservare anche le piccole cose; è silenzioso, ha un suo ritmo cadenzato, facilita il pensiero, la riflessione. Camminare non è una fatica estenuante e la preparazione fisica per poterlo fare al meglio è alla portata di tutti; i benefici che il corpo finisce per avere sono riscontrabili entro breve tempo (elasticità dei tessuti, tonicità muscolare ecc.) e persino le distanze da affrontare assumono una consistenza accettabile: si affrontano a piccole tappe e la fatica diminuisce perché ben distribuita. Senza contare che camminare è esercizio fisico adatto ad essere praticato anche in compagnia. Forse è il modo più affascinante per instaurare un rapporto diretto con la natura e per avere – per sé stessi – il tempo di riflettere e ragionare su cento altri argomenti, personali o meno.
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