Val Masino travolti da natura e storia

Val Masino

Pareti verticali, rocce taglienti, strapiombi che tolgono il fiato fanno da cornice ad un territorio di grande bellezza e fascino nella suggestiva Val Masino, in Bassa Valtellina, che abbraccia un arco di incantevoli altri valle granitiche di origine glaciale: la Valle dei Bagni, la Valle di Sasso Bisiolo o Predarossa e la Val di Mello, chiamata non a caso “La Piccola Yosemite”. Il suo territorio interamente montano, è scavato dall’omonimo torrente, confluente del fiume Adda nel paese di Masino ed è sfruttato dalla pastorizia e dall’attività estrattiva: la valle è un vero e proprio regno del granito, elemento principale del Plutone di Masino Bergaglia, minerale pregiato presente in molti palazzi medievali e liberty e nell’anfiteatro romano a Milano. Le vette granitiche della Val Masino hanno segnato la storia dell’alpinismo moderno. Oggi gli imponenti colossi ne fanno un paradiso per i free-climbers, che qui trovano vere e proprie palestre naturali ove sfidare la verticalità. Impervi tornanti, tra boschi di abeti, larici e faggio collegano la valle, tramite una strada statale costruita il secolo scorso che, attraversando piccoli centri abitati dalle caratteristiche casette in pietra, si inoltra  in uno splendido habitat naturale con muschi dal colore verde acceso, quasi irreale, che coprono massi e alberi, assumendo talvolta strane forme in cui la fantasia può spaziare. Siamo nel “Bosco incantato” e nella vicina “Foresta dei sassi”. Volendo immaginare un bosco abitato da elfi e gnomi, penso che questo sia il posto ideale.

Percorrendo la strada costeggiata da alte pertiche slanciate verso il cielo, si arriva ai famosi Bagni di Masino: le cui proprietà termali sono conosciute sin dal XVI secolo. Secondo la leggenda, i Bagni di Masino, furono scoperti seguendo una mucca che, a differenza delle altre, non si abbeverava al torrente, ma risaliva il versante del monte per bere da una sorgente d’acqua calda, producendo molto più latte delle altre.

Furono proprio questi bagni a dare notorietà alla valle che, per il resto, rimaneva quasi tagliata fuori dal mondo, in un territorio di 115 kmq che ospita poco meno di mille abitanti. Un ambiente in cui da sempre l’uomo convive, alla ricerca di un equilibrio, con la natura, che a volte scatena la sua furia, trasformando gli imponenti alberi in tristi scheletri abbattuti al suolo. Ma nonostante la natura resti la protagonista incontrastata di questi luoghi, la presenza umana non passa inosservata. Si incontrano qua e là piccole contrade dove, casette in pietra poeticamente decorate si alternano a ruderi abbandonati da tempo. Eppure queste pietre sono intrise di storia: la valle è menzionata già nel secolo X in documento di donazione della Corte di Masino alla Chiesa di San Pietro in Ciel d’Oro a Pavia. Una storia di cui vanno fieri i pochi abitanti di questi frazioni, per la maggior parte non giovanissimi, i quali non si sono fatti sfuggire l’occasione di raccontarmi, nella loro fierezza, che fu una famiglia di Ardenno, i Tampini a donare al comune di Roma il terreno su cui è stato costruito l’aeroporto di Ciampino. All’atto notarile, erroneamente, il notaio scrisse Ciampini al posto di Tampini, e da lì prese il nome il famoso aeroporto.

In queste zone dove il silenzio regna e la natura fa da padrona, molti non abbandonano il luogo natale, e offrendoti un caffè o delle castagne tostate, cercano una scusa per raccontarti curiosi aneddoti sulle loro origini, ma nel frattempo scambiano quattro chiacchiere con gente nuova. In queste montagne un po’ isolate dal mondo di persone forse ne incrociano ben poche, ma si sa, l’uomo non è fatto per stare da solo, e a volte bastano poche parole ed un sorriso per allietare la giornata, cacciare i cattivi pensieri e non smettere di sognare.

Testo di Scilla Nascimbene foto di Matteo Marinelli www.rtearth.com |Riproduzione riservata © Latitudeslife.com

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