Grottaglie active in Puglia

La meta è l’orlo di un abisso. Da qui in avanti la bicicletta non serve più. Pochi passi e lo sguardo precipita giù lungo la cascata naturale e poi ancora giù, verso il fondo, invisibile, dell’orrido. Siamo sull’ultimo gradino della Murgia, sopra la cittadina di Grottaglie nel tarantino, davanti alla gravina di Riggio: una ferita che taglia il tufo per 1300 metri di lunghezza e scende nelle viscere della terra fino a toccare i 25 metri di profondità. È l’ultima tappa di un piccolo tour che si può fare comodamente in sella a biciclette con pedalata assistita grazie a un nuovo servizio di e-bike organizzato da una cooperativa di giovani. E la più suggestiva. Le gravine dell’entroterra di Taranto sono un lembo selvaggio di Puglia: qui remoti fenomeni geologici hanno scosso la crosta terrestre fino a segnarla con ferite e buchi, fenditure scavate da fiumi preistorici e grotte di malleabile calcare. Canyon fatti di forre, gole, tagli e lame di roccia dove vivono specie protette come gufi reali e corvi imperiali e dove riposano antichi villaggi rupestri. Monumenti di roccia da scoprire in bicicletta o a piedi, lungo i sentieri sterrati che seguono il bordo della gravina. Quella di Riggio offre piccoli tesori a ogni scorcio: complessi rupestri, scure cavità affacciate sul vuoto come vedette, antiche colombaie, chiese rupestri e l’unica cascata naturale della Puglia.

Risaliti in sella, una breve pedalata porta alla gravina del Fullonese e a una vecchia miniera di tufo abbandonata e oggi trasformata in teatro per eventi open air, le Cave di Fantiano: qui dal 17 al 20 agosto va in scena il Cinzella Festival, kermesse dedicata alla musica e al cinema che vedrà esibirsi, tra gli altri, i Franz Ferdinand e i Marlene Kuntz (www.cinzellafestival.com). Proseguendo in direzione Grottaglie si raggiunge l’ex convento dei Cappuccini; il cinquecentesco complesso, restaurato di recente e trasformato in spazio culturale, accoglie le opere che hanno partecipato all’annuale concorso di ceramica mediterranea: un assaggio dell’arte che ha resa famosa la cittadina (qui la ceramica si lavora ancora con il tornio greco di ispirazione saracena e si cuoce nei grandi forni a fiamma libera). Una discesa e in pochi minuti si raggiunge la gravina di San Giorgio dove ci sono i laboratori di artigiani e artisti della terracotta. Se ci capitate il 7 e l’8 di agosto fermatevi nelle ‘nchiosce, i caratteristici vicoli bianchi del centro storico, per partecipare a “Orecchiette nelle ‘nchiosce” (orecchiettenellenchiosce.com), golosa festa dedicata alla regina delle paste di Puglia. Nove chef si cimenteranno con questo piatto proposto nella versione classica o in quella senza glutine e condito in mille modi: con cime di rapa e cacio ricotta come vuole la tradizione o con una sorprendente salsa alle alghe. Altrimenti fate tappa al Macchiaviva Bistrot, in piazza Regina Margherita, davanti alla Chiesa Matrice, con la sua bella facciata tardo-romanica e la cupola di maiolica, per un assaggio delle specialità locali e dell’intera Puglia (macchiavivabistrot.it). Sempre in sella si percorrono le strade del centro storico dove, tra vicoli chiusi e palazzotti barocchi, appaiono le sagome colorate di Fred Flinstone, Heidi, Pinocchio, dell’Eros di Pollon di tutti i personaggi dei più famosi cartoons della Tv italiana disegnati sui muri dall’artista Paolo Carriere. Per la notte, appena fuori da Grottaglie, il Borgo del Cavaliere, esclusivo residence sul pendio di una collina circondato da un ampio giardino e ospitato in un’antica villa, offre camere ricavate nelle ex stalle, negli alloggi dei contadini e nella dimora padronale (borgodelcavaliere.com).

Da Grottaglie in mezz’ora d’auto si raggiunge Taranto. Se le gravine sono un inno alla terra il capoluogo sa d’acqua. Abbracciata a due mari, con il centro più antico che se ne sta raccolto su un’isola e quello ottocentesco stretto in una penisola triangolare, i palazzi corrosi dalla salsedine e due piccole isole a far da spiaggia, Taranto è una città che vive con il mare. “…il meglio della vita di Taranto vecchia è all’aperto, sulla banchina, tra la muraglia delle case e il Mar Piccolo” scriveva in Viaggio in Italia, Guido Piovene. “È uno dei posti più vivaci dell’Italia del Sud, e non saprei trovarne di paragonabili; sembra illustrare una novella orientale, di quelle dove i pesci parlano e sputano anelli preziosi… Questo porticciolo orientale, questa popolazione di pesci e molluschi, è uno dei migliori ricordi italiani; è così nell’insieme il ricordo di Taranto, città di mare tersa e lieve, tanto che passeggiandovi sembra di respirare a tempo di musica”. Un sapore che la città dell’Ilva (inquinata, grande e problematica) conserva ancora. Lo si ritrova tra le rovine del Tempio Dorico (resto dell’antica acropoli), dietro la facciata barocca del Duomo di San Cataldo (con il suo splendido soffitto a cassettoni in noce e lo spettacolare Cappellone di San Cataldo, definito con un pizzico di presunzione, la “cappella Sistina del Sud”), negli eleganti palazzi in carparo, la pietra locale color ocra, tra i sontuosi reperti del MarTA, uno dei più importanti musei archeologici d’Italia.

Per capirla veramente, Taranto, bisogna guardarla dal mare. Magari dal ponte di una delle barche della Jonian Dolphin Conservation (joniandolphin.it), associazione di ricerca scientifica che nei due mari di Taranto, quello chiuso e calmo, e quello aperto e imprevedibile, navigano tutto l’anno. Il loro obiettivo? Studiare e proteggere i cetacei che lo abitano: per ore li seguono, li catalogano, ne osservano il comportamento, ne registrano le voci. Insieme a loro si può diventare ricercatore per un giorno: un’escursione permette di dedicarsi all’avvistamento dei delfini ma anche di partecipare al lavoro dei ricercatori identificando gli esemplari grazie alle foto delle pinne dorsali, registrando fischi e versi, valutando la salute delle acque. O semplicemente si può cedere alla malia dei salti delle stenelle, del canto delle balenottere, dei giochi dei delfini, dell’incedere regale delle orche.

Testo e foto di Ilaria Simeone|Riproduzione riservata © Latitudeslife.com

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