“Anthropocene” al MAST di Bologna

Per tutto dicembre sarà ancora possibile visitare la mostra multimediale “Anthropocene”, che indaga l’impatto dell’uomo sulla Terra.

Uralkali Potash Mine #4, Berezniki, Russia 2017 © Edward Burtynsky, courtesy Admira Photography, Milan / Nicholas Metivier Gallery, Toronto

Il progetto espositivo “Anthropocene”, ospitato alla fondazione MAST di Bologna, sarà aperto per un altro mese: c’è ancora tempo, ma bisogna affrettarsi! La mostra infatti chiuderà i battenti il 5 gennaio.

“Anthropocene” consiste in un’esplorazione multimediale in cui il visitatore può comprendere l’impronta umana (ormai indelebile) sul nostro pianeta.

Questa mostra nasce da 4 anni di lavoro combinato tra il fotografo Edward Burtynsky e i registi Jennifer Baichwal e Nicholas de Pencier. Combinando fotografia, video, realtà aumentata e ricerca scientifica, i tre artisti hanno documentato (e reso fruibile ai visitatori attraverso questa mostra) l’impatto dell’azione dell’uomo sulla natura.

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I temi della mostra

Le immagini e i video della mostra vertono in particolare su 5 macro aree d’interesse, cioè 5 ambiti in cui l’uomo ha trasformato il pianeta in maniera irreversibile: la terraformazione del pianeta mediante l’estrazione mineraria, l’urbanizzazione, l’industrializzazione e l’agricoltura; la frequente deviazione dei corsi d’acqua e l’innalzamento di dighe; l’acidificazione degli oceani e l’aumento di CO2; la presenza globale della plastica, del cemento e di altri tecno-fossili; l’aumento assurdo del tasso di deforestazione.

Queste azioni umane sono così impattanti da influenzare il corso delle ere geologiche; è proprio questo il significato della parola Antropocene: l’era nella quale all’essere umano e alle sue attività sono attribuite le cause principali delle modifiche climatiche, strutturali e territoriali. In altre parole: il presente.

I mezzi espressivi

Edward Burtynsky with Jim Panou on location north of Port Renfrew, Vancouver Island, British Columbia © TJ Watt, courtesy of Anthropocene Films Inc.

L’esposizione utilizza ben trentacinque fotografie in grande formato, scattate da Burtynsky. Oltre a queste, 4 murales ad alta risoluzione, ricavati dall’accostamento di decine di fotografie elaborate tramite software appositi; ognuno di questi è integrato da brevi video che i visitatori possono osservare tramite tablet distribuiti nelle sale, per avere un’esperienza immersiva e completa; si può anche scaricare sul proprio smartphone l’app AVARA, in modo da non dover ricorrere ai tablet; tredici filmati proiettati sulle pareti oppure su schermi HD; tre installazioni di realtà aumentata fruibili tramite tablet oppure smartphone.

Le sezioni

L’esposizione si articola in quattro sezioni. Nelle prime due, allestite nelle sale del MAST che solitamente ospitano le gallerie, sono esposte fotografie di Burtynsky dai colori vivaci che spaziano dalle miniere di fosforo a quelle di potassio, dagli impianti solari alle discariche. Quasi tutte le fotografie sono accompagnate da didascalie brevi e precise, stampate sui muri bianchi delle sale del MAST. Oltre a queste, i video e i murales forniscono un’esperienza completa. La terza sezione è al livello 0 dell’edificio, e vi si possono osservare due installazioni di realtà aumentata e due proiezioni video. La quarta ed ultima sezione si trova nell’auditorium, e consiste nella proiezione integrale del film “Anthropocene – The human epoch”, che è parte integrante dell’esperienza. Questo documentario di 88 minuti, co-diretto dai tre artisti, premiato ed elogiato, con voce narrante del premio Oscar Alicia Vikander, viene proiettato fino a tre volte al giorno, tutti i giorni escluso il lunedì.

Informazioni

L’ingresso alla mostra è gratuito.

La mostra è aperta dal martedì alla domenica, dalle 10.00 alle 19.00. Rimane aperta anche di sera in occasione delle proiezioni serali del film “Anthropocene – The human epoch”.

Qui puoi consultare gli orari delle proiezioni del film.

Consulta il sito del MAST per altre informazioni sulla mostra e sulla fondazione.

Testo di Stefano Ghetti|Riproduzione riservata ©Latitudeslife.com

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