È già tempo di Carnevale in Piemonte, Emilia-Romagna e Toscana

Dopo lunghi mesi di preparazione, nel weekend alcune tra le feste di Carnevale più suggestive dell’intero Stivale si apprestano ad animare tre graziosi centri italiani.

A partire dal Piemonte e da Borgosesia, che ha già indossato il suo “abito” migliore tra sfilate di carri allegorici (rigorosamente a ingresso gratuito), sagre, veglioni, bande musicali e momenti dedicati ai più piccoli; il tutto all’insegna dell’accesa rivalità fra i cinque Rioni per la conquista dell’ambito Palio, uno splendido stendardo cucito a mano che premierà il carro vincitore. Domenica 9 febbraio è in programma il primo “Corso Mascherato” con carri allegorici, mascherate a piedi, musica, majorettes e gruppi folcloristici; proprio questa competizione ha fatto sì che i colossi allegorici in cartapesta siano divenuti negli anni sempre più spettacolari e imponenti, frutto di un lavoro che dura un anno intero e che ha trasformato il Carnevale di “Magunopoli” – così si chiama Borgosesia nei giorni della festa – in uno degli eventi più caratteristici d’Italia. E come di consueto, grande spazio sarà dato anche alla buona cucina: dal 6 al 9 febbraio tornerà anche il “Magunella Bierfest”, con quattro giorni all’insegna dell’enogastronomia tipicamente bavarese, birra a fiumi e spettacoli di musica dal vivo tutte le sere.

Foto di Iva Balk da Pixabay

Spostandosi in Emilia-Romagna, prenderà il via il 9 febbraio il “Cento Carnevale d’Europa”. Nel suggestivo centro storico della cittadina in provincia di Ferrara, splendide creature di cartapesta daranno vita a uno spettacolo di maschere e gruppi in costume in una cornice altamente suggestiva, quella di piazza Guercino. Ogni domenica di Carnevale (9-16-23 febbraio, 1-8 marzo) dalle ore 14:00 alle ore 18.30, Cento si trasformerà in un tripudio di colori, animazione, musica e balli per festeggiare al meglio la “festa più pazza dell’anno”. La Maschera protagonista sarà Tasi, personaggio centese dell’800 amante del buon vino che, dopo aver aperto le sfilate vestito in frac, l’ultimo giorno verrà dato alle fiamme. Fra i momenti più attesi ci sarà il “gettito”, che invece consiste nel lancio, da parte di figuranti su carri in movimento, di dolci e gadget a grandi e piccini.

Classiche maschere veneziane al carnevale di Castiglion Fibocchi Foto di Manfred Reinert da Pixabay

Se il Carnevale di Cento è gemellato con quello di Rio De Janeiro, nel cuore della provincia di Arezzo prenderà invece vita una piccola Venezia: il Carnevale dei Figli di Bocco, che ogni anno anima il grazioso borgo di Castiglion Fibocchi. Già, perché grandi protagoniste della festa – in programma l’8, 9, 15 e 16 febbraio – sono delle splendide maschere barocche che fanno bella mostra di se nel corso del colorato e allegro corteo. Una tradizione legata a doppio filo alla storia del Comune, che vede le sue origini nel XII secolo, quando la famiglia dei Pazzi subentrò nel governo del feudo ai Guidi. Tra loro spiccava Ottaviano Pazzi, soprannominato Bocco per una deformazione del viso: proprio a lui deve il nome il borgo toscano. E “figli di Bocco” si sono ribattezzati coloro che da quasi vent’anni tengono vive alcune tradizioni locali, prima fra tutte quella delle feste a corte in maschera, cui aveva accesso anche il popolo: un Carnevale al quale partecipano oggi duecento figuranti in costume, con il volto coperto dalle classiche maschere veneziane.

a cura di Fuoriporta |Riproduzione riservata © Latitudeslife.com

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