Il turismo sostenibile di Amavido

La startup Amavido sfida il virus con un’idea ingegnosa, anzi due: il remote working e il community work. E cerca nuovi hosts.

© Matthias Neumann & Giulio Rivelli

Amavido è una startup nata pochi anni fa e diffusa in Germania e in Italia. La sua idea di turismo è di grande interesse: si propone di far conoscere ai clienti, stranieri e non, le realtà più famose e frequentate, quanto anche quelle meno conosciute, da riscoprire.

Gli hosts e le strutture ricettive di Amavido

© Matthias Neumann & Giulio Rivelli

A differenza degli altri tour operator, l’associazione propone itinerari poco battuti dal turismo di massa, al fine di valorizzare questi angoli di bellezza che altrimenti non verrebbero nemmeno considerati.

Per questo Amavido considera più importante l’esperienza ricettiva rispetto a quella turistica: gli hosts che si registrano sul sito hanno un’importanza cruciale, tanto quanto quella dei clienti che si affidano al sito per organizzare una vacanza.

In questo modo all’interno dell’offerta turistica di Amavido trovano spazio agriturismi, ma anche ruderi di proprietà privata che altrimenti rimarrebbero disabitati e inutili; così anche bed & breakfast altrimenti sconosciuti. Non a caso le strutture proposte si trovano spesso in contesti rurali o in borghi che contano pochi abitanti; non per forza lontani dalle attrazioni turistiche più importanti e dalle grandi città, ma comunque discostate e meno considerate.

Reinventarsi ai tempi del covid

Carovilli © Matthias Neumann & Giulio Rivelli

Con il Covid anche Amavido, come tutti i tour operator, si è trovato ad affrontare una crisi turistica senza precedenti. Allo scopo di contrastarla, rimanendo però sui binari del turismo lento e sostenibile, si è mossa in due direzioni distinte: verso i clienti, e verso gli hosts.

Vacanza e lavoro

Gli hosts si sono resi disponibili ad adattare le strutture ricettive a chi deve lavorare anche durante l’estate, ma ha possibilità di smart working; si sviluppa in questo modo il Remote Work: il turista che deve lavorare ma non vuole rinunciare ad una vacanza può soggiornare in una delle molte strutture ricettive di Amavido, che hanno creato ambienti attrezzati per gli smart workers.

In questo modo si potrà pernottare, per esempio, in un bed & breakfast in riva al mare, lavorare durante la mattina e poi fare un tuffo nel pomeriggio; oppure in un rudere di campagna, dove si può passeggiare per i campi per schiarirsi le idee prima di tornare al lavoro.

Una vacanza attiva

Termoli © Matthias Neumann & Giulio Rivelli

Un’altra soluzione proposta da Amavido è quella del Community Work; si tratta di una working holiday per cui i clienti che vogliono risparmiare un po’ di denaro, ma vogliono anche mettersi alla prova senza rinunciare alle vacanze, possono trascorrere alcune settimane gratuitamente (o quasi) presso una struttura ricettiva; questo in cambio di prestazioni lavorative all’interno della struttura stessa.

Ad esempio uno studente universitario che vuole fare una vacanza low cost in un luogo adatto al low tourism, può soggiornare in una struttura di proprietà di un host che ha bisogno di un aiutante per gestire la reception, oppure per il servizio di ristorazione; in questo modo, in cambio di poche ore di lavoro al giorno, il soggiorno sarà molto scontato o addirittura gratuito.

Amavido cerca hosts

© Matthias Neumann & Giulio Rivelli

Proprio per attuare questo tipo di vacanze non tradizionali e per ampliare i contatti, Amavido cerca nuovi hosts tramite una Open-Call. In questo modo è in possesso di una proprietà e desidera valorizzarla per creare una struttura ricettiva (come un bed & breakfast) può esporre il proprio progetto ad Amavido; in la piattaforma si impegna ad inserirlo tra i suoi contatti e quindi a fornire clienti e consigli.

L’obiettivo futuro di Amavido è riuscire anche a finanziare i lavori di valorizzazione; un obiettivo ambizioso, ma sempre volto a promuovere un turismo lento, sostenibile e concentrato verso zone altrimenti sconosciute ma comunque bellissime.

Info utili

© Matthias Neumann & Giulio Rivelli

Per maggiori info consultare il sito di Amavido

Testo di Stefano Ghetti|Riproduzione riservata © Latitudeslife.com

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