Voli cancellati: richiedere il rimborso è un diritto

Occhio alle compagnie aeree che cancellano i voli appena prenotati: richiedere il rimborso, invece di un voucher, è un diritto.

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Anche se il lockdown è finito ed i trasporti aerei stanno ripartendo, alcune compagnie aeree cancellano i voli appena prenotati, fornendo come motivazione la situazione causata dal coronavirus.

Può capitare, proprio in questi giorni, di prenotare un volo e, pochi secondi dopo, ricevere una comunicazione automatica da parte della compagnia aerea in questione di immediata cancellazione del volo. La motivazione fornita è quella che si sarebbe potuta leggere anche pochi mesi fa: norme relative al coronavirus.

Il problema sarebbe piccolo, se la compagnia assicurasse un altrettanto immediato e totale rimborso della spesa del biglietto. Peccato che non sia così: spesso ricorre al famoso metodo dei voucher, di importo pari a quello del costo del biglietto, da spendere – generalmente – entro un anno dall’immissione del voucher stesso. Tuttavia è lampante che il voucher costituisca un’alternativa molto più scomoda rispetto al rimborso.

Il diritto di chiedere un rimborso

Foto di Jürgen Rübig da Pixabay

A parte il fatto che le regole del lockdown stanno concludendo la loro validità in quasi tutti gli stati europei, è assolutamente fondamentale sapere che è un diritto richiedere il rimborso del costo del biglietto, anziché il voucher.

La compagnia aerea, al contrario, non ha alcun diritto a trattenere i soldi del biglietto in cambio di un voucher. Questo vale sia per i voli cancellati durante il lockdown, sia per quelli cancellati in questi giorni.

Inoltre, riguardo quest’ultimo periodo di apertura (così come nei periodi normali) il passeggero ha diritto a un risarcimento (la cui somma dipende dalla lunghezza della tratta aerea in questione), se la cancellazione del volo avviene con meno di 14 giorni di preavviso.

Cosa dicono ENAC e l’Antitrust

Foto di Rudy and Peter Skitterians da Pixabay

Secondo le norme giuridiche dell’Antitrust, la soluzione delle compagnie aeree di ricorrere ai voucher è in contrasto con la normativa europea: il voucher deve poter essere rimborsato.

L’ENAC (Ente Nazionale per l’Aviazione Civile), è d’accordo: Dato che a partire dal 3 giugno sono state rimosse le restrizioni alla circolazione delle persone fisiche all’interno del territorio nazionale e nell’area europea Schengen, Regno Unito e Irlanda del Nord, le cancellazioni dopo tale data sembrerebbero operate da scelte commerciali e imprenditoriali dei vettori, non da motivi riconducibili all’emergenza; ricorda inoltre che il Regolamento Comunitario (ossia la normativa europea) prevede che le compagnie aeree, in caso di cancellazione del volo, forniscano, tra le altre cose, il rimborso del prezzo del biglietto, non un voucher dello stesso valore.

Cosa fare

Foto di Rudy and Peter Skitterians da Pixabay

Sembrerebbe dunque che alcune compagnie aeree, per evitare rimborsi, ricorrano a questo stratagemma un po’ truffaldino; la situazione si aggrava se la notifica di cancellazione del volo arriva pochi attimi dopo la prenotazione.

I passeggeri raggirati in questo modo possono rivolgersi direttamente alla compagnia aerea, oppure contattare realtà come Rimborsoalvolo, che assistono i passeggeri, aiutandoli a far valere i loro diritti rispetto agli obblighi delle compagnie aeree.

Testo di Stefano Ghetti|Riproduzione riservata ©Latitudeslife.com

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