Vietnam PhúQuȏc, l’isola del Pepe Nero

Seguendo il filo di un’estate di viaggi rivisitati, è la volta della più grande isola del Vietnam.

Pepper farm, Phu Quoc Island, southwest Vietnam, Indochina, Southeast Asia, Asia

Quelli che vivono qui, paragonano la forma sul mare della loro isola a una goccia d’acqua o a una lacrima che si allunga verso il basso, nell’atto di cadere; le male lingue aggiungono il motivo del pianto: perché è stata separata dalla Cambogia, vicinissima, alla quale apparteneva. La storiella con finale polemico mi viene raccontata da Willy Gaulu Peau (per tutti Willy) di mamma vietnamita e padre francese, guida per passione e apprezzato water sport manager. Phú Quȏc è un’isola bellissima, dice sorridendo: montagne ricche di verde, spiagge da incanto, vita semplice e laboriosa e, naturalmente, il famosissimo pepe nero.

Long Beach, Phu Quoc Island, southwest Vietnam, Indochina, Southeast Asia, Asia

Si va in fretta dappertutto, qui; le distanze sono minime. Ecco allora la visita a un’area di coltivazione e preparazione del pepe. Spiegano che la pianta si presenta come un rampicante dalle foglie color verde intenso e il rampicante, ovviamente, ha bisogno di un palo attorno al quale avvinghiarsi;vicino ai capannoni per la lavorazione di questa spezia c’è un grande cortile con enormi teli distesi e montagnole di prodotto che vengono sparpagliate con cura da ragazze sorridenti e furbette; sempre in divertita attesa dell’immancabile serie di starnuti dei visitatori! Il piper nigrum, prima di questa cernita finale, viene sbollentato una volta raccolto dalla piante e lasciato poi essiccare per una decina di giorni negli spazi aperti della piccola fabbrica.

Alla scoperta, con Willy, delle curiosità dell’isola. Attorno al capoluogo Duong Dong c’è un elegante negozio che vende perle locali, affidandosi a commesse in divisa: gonne nere e camicette bianche, mani e unghie ben curate, sorrisi a profusione; alcune di loro stazionano all’ingresso e controllano le vetrinette d’esposizione perché non è infrequente che le piccole scimmie dal pelo rasato color crema – racchiuse in gabbiette che qualche passante compassionevole ogni tanto apre – escano per compiere veloci razzie.

Pearl shop & farm, Bai Truong, Phu Quoc Island, southwest Vietnam, Indochina, Southeast Asia, Asia

Chi al contrario non compie razzie, ma si insinua festoso tra le gambe dei visitatori è il Phú Quôc Dog, un cane di taglia media, simile al lupo ma di pelo rossiccio, che si suppone discenda dagli Spitz, incrociati con cani di Canton o Saigon. Le curiosità che riguardano questo animale non sono poche: sul dorso ha una cresta di peli corti rivolta in avanti, la coda a ricciolo e la lingua tendente al blu. Viene descritto dai locali come un cane da caccia forte, indipendente e talvolta un po’ scontroso, dotato comunque di un naso eccezionale che gli consente di fiutare l’odore del padrone anche da grande distanza. Come tutti i cani, accetta volentieri coccole e biscotti e conduce un’esistenza tranquilla, sull’isola; ciò che non potrebbe fare sul continente, dove rischierebbe di finire in pentola.

In prossimità del porto, vi sono molti anziani, molti bambini che si rincorrono e mangiano gamberetti. Le carte, i contenitori, vengono gettati per terra, ma non mancano uomini che con lunghe ramazze puliscono ogni cosa (persino tra le rocce), meno l’acqua del porto 

Near Dương Đông, Phu Quoc Island, southwest Vietnam, Indochina, Southeast Asia, Asia

sulla quale galleggia di tutto. Il naso avverte qualcosa di diverso: è un odore decisamente non gradevole quello che impregna l’aria e accompagna i gamberetti che stanno mangiando. Si tratta della salsa di pesce detta NuocMam, un prodotto essenziale della cucina vietnamita. Odore che diventa addirittura insopportabile quando si passa accanto a una di queste fabbriche di lavorazione del pesce per ricavarne salsa.

Dai Beach, Phu Quoc Island, southwest Vietnam, Indochina, Southeast Asia, Asia

Dove PhúQuôcsi assottiglia e finisce, c’è una continuità di terre frammentate che si perdono nel golfo di Thailandia, in un mare trasparente e dalla gamma infinita di azzurri. Raggiungere i molti isolotticon il motoscafo veloce di Willy è stato bellissimo. Arrivati nella baia principale di HónThom, la maggiore di queste isole, incontriamo numerosi pescherecci alla fondacon i loro equipaggi che entrano ed escono dalle tende di coperta, messe a protezione del sole; quasi tutti sono occupati a recuperare i piccoli pesci rimasti impigliati nelle reti, che subito dopo verranno riaggiustate per nuove spedizioni.

Chen La Resort & Spa, Phu Quoc Island, southwest Vietnam, Indochina, Southeast Asia, Asia

Ridono, cantano e (probabilmente) staranno pensando a come trascorrere la serata: pesce in abbondanza, birra, rum e dolce compagnia. Willy racconta infatti che in epoche passate HómThom ospitava molte “signorine” provenienti dall’isola maggiore o addirittura dalle zone del delta del Mekong, per allietare i momenti di svago dei pescatori. Alla fine cosa desiderare di più, al termine di una giornata speciale, che immergersi nelle acque fresche e trasparenti, circondati da numerosi pescherecci e dalle piccole abitazioni erette su palafitte lungo la costa. Dopo la nuotata, pesce alla griglia per tutti.

Libertas Dicendi n°275 del ‘Columnist’ Federico Formignani Foto di Lucio Rossi|Riproduzione riservata © Latitudeslife.com

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