Monet e gli Impressionisti: da Parigi a Bologna

Riaprono le porte di Palazzo Albergati con una mostra eccezionale: Monet e gli Impressionisti.

Claude Monet (1840-1926) Ninfee, 1916-1919 circa Olio su tela, 150×197 cm Parigi, Musée Marmottan Monet, lascito Michel Monet, 1966 © Musée Marmottan Monet, Paris / Bridgeman Images

L’arte a Bologna riparte dopo il lockdown con un’esposizione d’eccezione, dedicata a Monet e agli Impressionisti.

Palazzo Albergati ospita una collezione di 57 capolavori di Monet e di altri tra i più grandi esponenti dell’Impressionismo e del post Impressionismo; tra gli altri Manet, Renoir, Degas, Corot, Pissarro e Signac. I dipinti provengono dal Museo Marmottan Monet di Parigi, una novità che non ha precedenti: è la prima volta, dall’istituzione del museo nel 1934, che questa collezione francese concede un prestito del genere.

Molte delle opere esposte a Palazzo Albergati non erano mai uscite prima dal Marmottan. Si tratta dunque di un’anteprima assoluta, che Palazzo Albergati ha l’onore di ospitare per più di tre mesi; l’esposizione, che ha appena aperto (il 29 agosto), rimarrà a Bologna fino al 14 febbraio 2021.

Una scelta controcorrente

© arthemisia.it

Aprire al pubblico una mostra del genere è in controtendenza rispetto al panorama internazionale, soprattutto perché questo periodo è ancora segnato da profondissime incertezze. È una sfida accettata dal Comune di Bologna e da Palazzo Albergati, insieme a Bologna Welcome, con il duplice obiettivo di rilanciare l’offerta culturale ed assicurare al contempo le norme necessarie alla tranquillità e alla salvaguardia dei visitatori.

Il percorso espositivo vede affiancarsi quadri celebri, come alcune Ninfee di Monet e  altri inediti, forse per questo ancora più interessanti. Allo stesso tempo la mostra rende omaggio ai collezionisti che nel corso degli anni hanno arricchito la collezione del museo Marmottan Monet.

Photogallery

La mostra

Claude Monet (1840-1926) Passeggiata ad Argenteuil, 1875 Olio su tela, 61×81,4 cm Parigi, Musée Marmottan Monet, dono Nelly Sergeant-Duhem, 1985 © Musée Marmottan Monet, Paris / Bridgeman Images

I visitatori potranno compiere un viaggio tra gli Impressionisti attraverso sei sezioni nelle quali è suddivisa la mostra; la prima racconta, attraverso il pennello di Monet e di Renoir, la nascita della collezione Musée Marmottan Monet; in effetti il nome della collezione rispecchia il fatto che ad oggi è la più vasta al mondo di opere di Monet.

Alcuni dipinti di questa sezione furono donati al museo da Michel Monet, figlio dell’artista; il Museo Marmottan divenne da quel momento un punto di riferimento per  l’Impressionismo.

Édouard Manet (1832-1883) Ritratto di Berthe Morisot distesa, 1873 Olio su tela, 26×34 cm Parigi, Musée Marmottan Monet, lascito Annie Rouart, 1993 © Musée Marmottan Monet, Paris / Bridgeman Images

La seconda sezione raccoglie opere della pittrice Berthe Morisot, ospitate dal Marmottan; insieme a queste, altri dipinti di Corot, Manet e Renoir. Nella terza sezione si può ammirare, in diverse forme e declinazione, la tecnica en plein air, perfezionata dai pittori Impressionisti e rivoluzionaria rispetto al panorama artistico pre-impressionista.

Per converso la quarta sezione è dedicata alla pittura di figura, tramite la quale gli Impressionisti risposero a chi li accusava di non saper disegnare; i ritratti di Degas, Renoir e Morisot dimostrano una grande capacità nel ritratto. La quinta sezione è totalmente dedicata a Monet e prova a tracciarne una biografia pittorica, mentre l’ultima sezione lascia spazio al neo-impressionismo dell’ultimo Monet e di Signac.

Info utili

La mostra è aperta dal 29 agosto 2020 al 14 febbraio 2021, tutti i giorni dalle 10 alle 20.

Il biglietto intero costa 16 €, mentre il ridotto costa 14 €; entrambi con audioguida inclusa; tutti i lunedì (esclusi i festivi), gli studenti universitari muniti di badge pagano 12 €.

La prenotazione non è obbligatoria ma vivamente consigliata, onde evitare code davanti alla biglietteria; la precedenza verrà data a chi ha prenotato.

Per altre informazioni, visita il sito di Palazzo Albergati e quello di Arthemisia.

Testo di Stefano Ghetti|Riproduzione riservata © Latitudeslife.com

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