Civita di Bagnoregio nella Rete delle Città Identitarie

Il borgo che vuole vivere: il futuro di Civita di Bagnoregio passa anche attraverso la cultura. Ecco cosa sta accadendo nel borgo incantato.

Photo by Giuseppe Mondì on Unsplash

Nella provincia di Viterbo, non lontano dal confine tra Lazio ed Umbria, esiste un piccolo borgo incantato ammantato da una particolare e suggestiva aura che racchiude in sé atmosfere poetiche ed un po’ malinconiche: Civita di Bagnoregio.

Il borgo, uno dei tesori d’Italia, da molti è conosciuta come la città che muore: la collina tufacea su cui sorge si sta lentamente ma inesorabilmente erodendo. Civita di Bagnoregio è senza ombra di dubbio un luogo magico ed a tratti irreale. L’altura su cui sorge è immersa nella scenografica valle dei Calanchi ed è completamente circondata da paesaggi dove si alternano zone  dolci e verdeggianti  ad altre più aspre e brulle. A vederlo da lontano, soprattutto sul far della sera, l’instabile e fiabesco colle che si eleva verso il cielo assomiglia ad una sorta di remota isola persa nella vastità di un tumultuoso oceano.

Un’unica strada

Il ponte pedonale che collega Civita di Bagnoregio ©Gabriele Laganà

L’unica strada per raggiunge Civita è costituita da un lungo e stretto ponte pedonale che collega il minuscolo paesino abitato da poche anime alla vicina “sorella” di Bagnoregio. Per attraversarlo bisogna pagare un piccolo pedaggio, istituito per regolare l’afflusso dei visitatori e tutelare così il fragile ambiente.

Forte è la sensazione di entrare in un’altra dimensione una volta giunti davanti alla Porta di Santa Maria, vero ingresso del borgo medievale. A difendere questo meraviglioso gioiello naturale ed architettonico ci pensano le antiche mura che abbracciano piccole e caratteristiche casette medievali e rinascimentali, tranquille stradine acciottolate, piccoli cortili abbelliti da piante colorate e silenziose piazzette dove fermarsi e rilassarsi.

Una città da tutelare

Civita di Bagnoregio ©Gabriele Laganà

Abitata da poco più di una decina di persone, Civita di Bagnoregio è uno di quei fragili gioielli che l’Italia deve tutelare con la massima cura. Perché il turismo è un settore importante per l’economia locale ma allo stesso tempo rappresenta un rischio per la località. Come ricorda il National Geographic, più di un milione di persone hanno attraversato il ponte nel 2019 per raggiungere questo borgo incantato.

Il geologo Luca Costantini, che collabora con il Museo Geologico e delle Frane di Civita di Bagnoregio, ha spiegato che in soli cinque anni i visitatori hanno eroso 30 cm di terreno nella piazza centrale che non è lastricata. Civita è molto piccola, immaginate l’impatto di 500-600 persone in uno spazio così ridotto, ha affermato ancora Costantini.

Un turismo necessario

Civita di Bagnoregio ©Gabriele Laganà

L’arrivo di turisti è essenziale per lo sviluppo del paese. A Civita non ci sono negozi di alimentari o ferramenta. A parte qualche ristorante e negozio di souvenir, i residenti dipendono dal borgo gemello di Bagnoregio per potersi approvvigionare. Proprio quest’ultimo borgo, che vanta quasi 3.600 abitanti, sostiene i residenti di Civita.

Nel 2017 la città che muore è stata la prima località italiana a far pagare ai visitatori una sorta di pedaggio per la visita del paese. Con i soldi ricavati dai turisti i geologi di Civita possono dedicarsi a trovare modi per preservare il territorio. Un lavoro difficile ma necessario per cercare di salvare il borgo. Il punto è capire come agire per tutelare allo stesso tempo ambiente, cittadini ed economia.

Valorizzare il territorio

All’inizio di ottobre, a seguito di una partecipata manifestazione, Civita di Bagnoregio è entrata a far parte della Rete delle Città Identitarie, un ambizioso progetto legato alla rivista Cultura Identità (il supplemento mensile Il Giornale) che coinvolge personaggi del mondo dell’arte, storici, intellettuali e, soprattutto per la sua attuazione, deputati, sindaci, assessori, consiglieri comunali e regionali di ogni schieramento di varie zone d’Italia.

Valorizzare le aree interne dell’Italia, anche quelle meno conosciute, e riscoprire la forza dell’identità delle nostre località sono gli obiettivi dell’associazione. Nell’immediato si sta lavorando per la candidatura del borgo di Bagnoregio a Patrimonio mondiale dell’umanità dell’Unesco

Riscoprire i borghi

Civita di Bagnoregio ©Gabriele Laganà

L’Italia è una splendida creatura fatta di province sensuali, fiere della propria Storia e orgogliose delle proprie tradizioni, tutte da valorizzare, ha commentato Edoardo Sylos Labini, fondatore del mensile. Una lega di Borghi e Comuni delle mille patrie che vogliono raccontare al mondo la loro magnifica diversità e che rappresentano la forza dell’Italia.

I borghi delle aree interne sono la spina dorsale della società italiana. Al di là della loro tutela e delle riscoperta paesologica è fondamentale immaginare un futuro che sia anche e soprattutto sostenibile da un punto vista sociale, economico e produttivo, ha sottolineato il direttore di Cultura Identità, Alessandro Sansoni.

Riscoprire il borgo con la Nutella

Civita di Bagnoregio ©Gabriele Laganà

Mentre si studiano piani di salvataggio, anche attraverso le lodevoli iniziative culturali, Civita si unisce alla cioccolata. Dal 12 ottobre il borgo incantato è presente sui vasetti della Nutella. Un’operazione di promozione turistica straordinaria, attuata attraverso una collezione special edition, che vede protagonista il borgo insieme ad altri trenta luoghi d’Italia. Sulla grafica è presente un QR code che permetterà di vivere, una volta attivato, un’esperienza immersiva di virtual reality tramite una piattaforma digitale. L’iniziativa è nata dalla collaborazione tra l’Agenzia Nazionale per il Turismo e Ferrero.

Siamo grati e orgogliosi della scelta fatta dagli autori di questa formidabile azione di marketing territoriale che hanno voluto inserire Civita di Bagnoregio tra i volti più belli dell’Italia”, ha spiegato il sindaco di Bagnoregio, Luca Profili. Una scelta che non è figlia del caso ma di un lavoro costante e meticoloso, fatto di promozione, studio per migliorare e capacità di intrecciare e curare rapporti e relazioni di peso che ogni giorno il Comune di Bagnoregio e la sua partecipata per lo sviluppo turistico Casa Civita portano avanti. Ringrazio l’amministratore unico di Casa Civita Francesco Bigiotti per l’attività svolta e per quanto fatto per il rilancio del nostro attrattore nei mesi bui del lockdown. Ringrazio naturalmente Enit e Ferrero per questa nuova opportunità.

Un viaggio unico

Civita di Bagnoregio ©Gabriele Laganà

Il presidente di Enit, Giorgio Palmucci, ha spiegato che l’operazione è un viaggio multisensoriale per coinvolgere ogni persona in uno storytelling suggestivo e inesauribile di esperienze visive e gastronomiche. Questo progetto contribuirà ad affermare l’italianità e le eccellenze de Made in Italy con un brand immediatamente riconoscibile‘.

Il futuro di Civita di Bagnoregio pare segnato, ma la speranza che uno dei borghi più belli d’Italia si possa salvare esiste. Il suo futuro passa anche attraverso la scienza e la cultura.

Testo e foto di Gabriele Laganà|Riproduzione riservata © Latitudeslife.com

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