San Sperate, paese museo in provincia di Cagliari

A pochi chilometri da Cagliari, San Sperate è un paese museo che svela innumerevoli opere d’arte, architetture tradizionali e sorprendenti pietre sonore.

San Sperate è un paese di circa 8.000 abitanti a 23 chilometri da Cagliari. Il suo destino sarebbe stato uguale a quello di tanti altri piccoli centri agricoli del Campidano se non fosse stato per la lungimiranza e la sensibilità dell’artista Pinuccio Sciola, originario dello stesso paese, che alla fine degli anni Sessanta iniziò a trasformare San Sperate in paese museo, decorando i muri bianchi delle case con dei murales.

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Uno dei murales nelle vie del paese di San Sperate ©Maria Ilaria Mura

Questo fu il primo passo della sua instancabile opera di mediazione e contatto fra il mondo agricolo della sua terra e il mondo artistico internazionale che ha fatto nascere un fermento culturale fuori dal comune per una località di questo tipo.

San Sperate è perciò un posto molto vivo e aperto agli stimoli intellettuali, pur senza rinnegare la propria vocazione agricola. E non è un caso che sia in controtendenza rispetto al fin troppo diffuso fenomeno dello spopolamento dei paesi sardi.

L’opera di Pinuccio Sciola

Pinuccio Sciola è un grande artista, recentemente scomparso. Nonostante avesse viaggiato per il mondo per studiare e per realizzare le sue opere, la sua storia e la sua attività sono strettamente legate al suo paese di origine, San Sperate, dove ha vissuto per tutta la sua vita.

Poco più che ventenne, alla fine degli anni Sessanta, ebbe l’intuizione di abbellire il paese con i murales: con questa attività coinvolse la popolazione, realizzando uno dei primi progetti di arte ambientale e pubblica in Italia e piantando i semi della sensibilità artistica diffusa, i cui frutti si raccolgono tuttora.

Inoltre inserì San Sperate nel circuito del muralismo che negli anni Settanta ebbe un grande impulso, in quanto mezzo di espressione preferenziale delle contraddizioni politiche e sociali dell’epoca. Nel corso degli anni, numerosi artisti hanno contribuito con le loro pitture a cambiare il volto di San Sperate: fra questi, Conrado Dominguez, Foiso Fois, Elke Reuter e Aligi Sassu.

Pinuccio Sciola sviluppò la sua carriera soprattutto come scultore. Le sue prime opere si rifanno all’iconografia preistorica, sia nelle forme, che richiamano il megalitismo, che nei segni.

La sua ricerca artistica lo portò, agli inizi degli anni Novanta, ad una grande scoperta: le pietre possono produrre dei suoni e pertanto le sculture non sono più un’opera da fruire solo a livello visivo e tattile, ma anche con l’udito.

I suoi blocchi di calcare e di basalto dai solchi geometrici e simmetrici, quando sfregati con le mani, con un’altra pietra o con un archetto di violino, emettono dei suoni eterei. Per Sciola realizzare queste sculture significava liberare la voce millenaria delle pietre e riconnettersi con le sue origini e con il suo territorio.

Le sculture di Pinuccio Sciola si possono ammirare in tutto il paese, nelle piazze, nel Giardino megalitico (dove sono presenti anche opere di alcuni suoi allievi e scultori locali) e persino in alcuni cortili e giardini privati. Per approfondire la conoscenza della sua arte ed ascoltare il suono delle pietre,è indispensabile visitare il Museo delle Pietre Sonore, situato nel giardino del suo studio.

I murales e le installazioni

Come si è detto, la trasformazione di San Sperate in paese museo è iniziata con la realizzazione dei murales. Attualmente sono circa 300, sparsi in tutto il paese, e sono opera sia di artisti locali, come Angelo Pilloni e Raffaele Muscas, sia di artisti nazionali ed internazionali. Si trovano sui muri delle case, ma anche in posti insoliti come gli argini di cemento del canale fluviale.

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Installazione nelle vie di San Sperate ©Maria Ilaria Mura

I soggetti e gli stili sono i più disparati, ma sono particolarmente degni di nota quelli che raccontano la vita del paese e le sue tradizioni contadine, raffigurando il prodotto principale di San Sperate, la pesca, gli strumenti dell’agricoltura o le case campidanesi, spesso utilizzando in maniera notevole la tecnica del trompe l’oeil.

Molto presenti sono anche i richiami alla storia antica del paese. Un posto d’onore è riservato alla celebre maschera ghignante di epoca punica, rinvenuta a San Sperate e conservata al Museo Archeologico di Cagliari.

L’arte diffusa non è fatta solo di murales, ma anche di installazioni e sculture realizzate con i materiali più diversi: metallo, tessuto, neon, legno, cemento e, naturalmente, pietra. Sulle facciate di alcune case del centro campeggiano le foto degli anziani del paese, scattate proprio nel posto dove sono esposte. E, per rendere ancora più immersiva l’esperienza artistica, l’asfalto delle strade del centro è dipinto di verde, azzurro, giallo e rosa.

I muri di ladiri e le case campidanesi

Un materiale da costruzione usato spesso in passato nel sud della Sardegna è il ladiri, ovverosia il mattone in terra cruda. Esso è formato da un impasto di terra, paglia ed acqua ed ha eccezionali caratteristiche di isolamento e traspirazione.

Nonostante non sia più usato nell’edilizia moderna, tuttavia attualmente in alcuni paesi viene valorizzato nell’ottica della tutela del patrimonio storico-architettonico.

A San Sperate si trovano eccellenti esempi di muri di ladiri nelle tipiche case di corte campidanesi che punteggiano il centro storico. Nello stile del paese, alcuni di questi muri sono stati trasformati in installazioni artistiche, con l’aggiunta di elementi di metallo, canna o altri materiali con fini decorativi.

A dimostrazione di quanto San Sperate abbia a cuore questa tradizionale tecnica edile, nel centro del paese esiste il Museo del crudo, uno spazio espositivo e per eventi culturali realizzato in un palazzo del Seicento interamente costruito con mattoni di ladiri.

Infoutili:

Giardino delle Pietre Sonore – via Fallaci – San Sperate (CA). Prenotazione obbligatoria attraverso il sito

Testo e foto di Maria Ilaria Mura |Riproduzione riservata © Latitudeslife.com

I nostri blogger in viaggio
Maria Ilaria Mura

Nata in Sardegna, vive a Londra da sei anni. Dopo la laurea in Lettere e molti anni di lavoro nel marketing ha deciso di dedicare la fase matura della sua vita alle cose che ama di più: i viaggi. Nel 2008 ha fondato e diretto Prama Turismo, il DMC di riferimento per il turismo culturale in Sardegna. Ha coordinato il progetto delle audioguide di Cagliari sul sito cagliariturismo.it. Ora va alla ricerca di posti insoliti in tutto il mondo, costruisce percorsi e racconta ciò che scopre su magazine di viaggi e cultura.

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