Marche, storia e architettura nell’Itinerario delle Rocche

L’Itinerario delle Rocche è un percorso che consente di andare alla scoperta  del territorio di Pesaro Urbino caratterizzato da rocche, palazzi e fortificazioni realizzate dall’architetto Francesco di Giorgio Martini.

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Veduta di Urbino, nelle Marche Cirillo da Pixabay

Arte e cultura per rilanciare il turismo. È questo l’obiettivo di “Itinerario delle Rocche”, l’ultima creazione firmata Confcommercio Marche Nord, che consente di andare alla scoperta dell’affascinate territorio di Pesaro Urbino caratterizzato da rocche, palazzi e fortificazioni realizzate dal grande architetto senese Francesco di Giorgio Martini.

Il progetto si inserisce nel più vasto “Itinerario della Bellezza” di cui fanno parte ben 12 comuni: Urbino, Gradara, Pesaro, Fano, Pergola, Fossombrone, Mondavio, Cagli, Gabicce Mare, Terre Roveresche, Sant’Angelo in Vado, Colli al Metauro.

Lungo quest’ultimo itinerario l’architetto realizzò o trasformò diversi palazzi ad uso civile e religioso e, soprattutto, rocche e fortificazioni militari. Molte di queste sono state smantellate o distrutte mentre altre come Cagli, Mondavio, Sassocorvaro, Fossombrone e Palazzo Ducale di Urbino rappresentano le realizzazioni più significative dell’opera del Martini.

Il percorso è anche un viaggio alla scoperta della bellezza di luoghi da cui traggono origine la storia e la cultura marchigiana.

“L’Itinerario della Bellezza di Confcommercio Pesaro e Urbino/Marche Nord  è un grande contenitore dall’interno del quale, periodicamente, estraiamo nuove suggestioni, nuove proposte. Così è ora per l’Itinerario delle Rocche di Francesco di Giorgio Martini e il Palazzo Ducale di Urbino”, ha evidenziato il direttore di “Confcommercio Pesaro e Urbino” Amerigo Varotti. “Un viaggio – ha aggiunto– all’interno dell’Itinerario della Bellezza alla ri-scoperta delle rocche progettate e costruite dall’architetto senese che Federico da Montefeltro chiamò alla Sua corte di Urbino nel 1477 e che realizzò capolavori assoluti dell’architettura militare e civile del Rinascimento”. In questo percorso turistico nelle Marche non poteva mancare il Palazzo Ducale di Urbino, la struttura più significativa del Rinascimento del territorio.

Urbino

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Urbino, un palazzo del centro storico

La città, che ha dato i natali a Raffaello Sanzio, è considerata la Capitale del Rinascimento italiano. Dal 1998 il suo centro storico è Patrimonio dell’umanità Unesco. Urbino, inoltre, è ancora oggi sede di una delle più antiche Università degli Studi d’Europa, fondata nel 1506.

Federico da Montefeltro, signore del Ducato dal 1444 al 1482, volle la realizzazione di quella che è considerata una delle più belle opere del Rinascimento: il Palazzo Ducale. Costruito con l’apporto di numerosi artisti dell’epoca, l’edificio è divenuto fin da subito il vero cuore di Urbino.

Nel 1474 Francesco di Giorgio Martini assunse la direzione del cantiere del Palazzo: l’architetto portò a termine intere zone del palazzo, creò di nuove aree e rifinì la decorazione interna di numerose stanze e realizzò anche la Data, le antiche ed imponenti stalle ducali.

Nel 1912 viene istituita all’interno del Palazzo Ducale la Galleria Nazionale delle Marche che ospita opere, tra gli altri, di Raffaello, Piero della Francesca e Tiziano.

Cagli

Altra città che fa parte dell’“Itinerario delle Rocche” è Cagli, località che ha origini antichissime. La città si sviluppa notevolmente solo nel tardo medioevo, con l’alleanza con Urbino ed i Montefeltro.

Federico da Montefeltro intuisce le necessità di creare un sistema difensivo del Ducato con rocche e fortilizi capaci di garantire anche sicurezza contro le nuove armi da fuoco. Al noto architetto senese fu affidata la realizzazione del complesso difensivo costituito dalla rocca sul colle dei Cappuccini e da un torrione ovoidale dabbasso.

Le due strutture erano collegate tramite un “lungo cunicolo sotterraneo”, il “Soccorso Coverto”, ancora interamente percorribile, articolato in oltre 360 gradini che dal Torrione risalivano la collina per aprirsi all’interno della Fortezza.

La rocca fu smantellata nel 1502 ma ancora oggi sopravvivono alcune rovine. Il Torrione è invece giunto fino a noi in ottime condizioni di conservazione.

Fossombrone

La località affonda le proprie radici nella romana Forum Sempronii, antica Città sulla consolare Flaminia che si trova a circa 2 km dall’attuale centro cittadino. Dopo una lunga fase di decadenza, fu con i Malatesta e Federico da Montefeltro che Fossombrone si sviluppa dal punto di vista economico, culturale, urbanistico e architettonico.

In quel periodo si avviarono la costruzione di bellissimi palazzi e di un moderno sistema difensivo. La rocca, situata sulla sommità del Colle di Sant’Aldebrando, nel corso del tempo subì diversi interventi fino all’opera di Francesco di Giorgio Martini che adeguò la fortezza in base alle nuove esigenze difensive.

Nel 1968 un gruppo di volontari iniziò il lavoro di “riscoperta” della rocca riportando alla luce i muri di scarpa del lato occidentale, la parte sepolta del caput carenato, i cunicoli di collegamento ed altre parti della fortezza.

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La Rocca di Fossombrone

Mondavio

Francesco di Giorgio Martini, tra il 1482 e il 1492, costruì una imponente rocca, da molti ritenuta il capolavoro dell’opera martiniana. Il progetto prevedeva un complesso fortificato molto più articolato ma l’opera rimase incompiuta. La maestosa fortezza, in ottimo stato di conservazione, è costituita da prospettive sfuggenti ai micidiali colpi di bombarda.

Oggi la rocca è visitabile e meta di turisti e scolaresche: da non perdere la sala delle torture e quella del forno, il deposito delle munizioni e la ricca collezione di armature e strumenti di uso militare originali realizzate tra l’VIII e il XVII secolo nel piano più alto del mastio. Mondavio è Bandiera Arancione del Touring Club italiano, Bandiera Verde “Agricoltura” ed è inserita tra “I Borghi più belli d’Italia”.

Pergola

Anche in questa località  Federico incaricò Francesco di Giorgio Martini di costruire una possente rocca su una preesistente fortezza. La struttura sorge su un’altura adiacente al centro storico, circondata da una zona boscosa, che sovrasta l’intera Città.

Della rocca, demolita per ordine di Guidobaldo I Duca di Urbino nell’ambito delle azioni di contenimento del potere di Cesare Borgia “Il Valentino”, sono rimasti due torrioni diroccati, la Cappella Gentilizia, parte delle mura perimetrali e dei sotterranei con volta a botte.

Sui resti della struttura difensiva fu costruito il Palazzo della Rocca o Palazzo Fulvi-Cittadini. Pergola è oggi inserita tra “I Borghi più belli d’Italia”.

Sassocorvaro

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La Rocca di Sassocorvaro, nelle Marche

Il borgo si è sviluppato attorno alla Rocca Ubaldinesca che si erge su un colle che domina la Valle del fiume Foglia. Federico da Montefeltro e Ottaviano degli Ubaldini si adoperarono per trasformare Urbino, capitale del ducato, in una famosa città rinascimentale. In poco tempo, però, l’interesse si rivolse a rendere più sicuri i confini.

E così ecco che entra in scena Francesco di Giorgio Martini che, nel Montefeltro, costruì ben 136 edifici tra rocche, edifici pubblici, chiese. Siamo nel periodo in cui si iniziò a combattere con le armi da fuoco: una rivoluzione a cui si adeguò l’architetto senese.

La prima opera eretta per contrastarle nuove tecnologie di guerra fu Rocca Ubaldinesca di Sassocorvaro. La fortificazione fu concepita con una superficie sfuggente ai colpi di artiglieria. La Rocca di Sassocorvaro è il risultato del contributo di diversi straordinari personaggi dell’epoca.

Oggi è possibile visitare la struttura con una visita guidata effettuata con i volontari della Pro Loco. Il tour si sviluppa intorno ai quattro principali temi di interesse che la contraddistinguono: l’architettura, l’aspetto esoterico, la storia del Salvataggio delle opere d’arte, la pinacoteca.

Da non perdere il Teatrino ottocentesco che ha trasformato il salone d’onore per le esigenze della cittadinanza.

Gradara

Non v’è nessun riferimento storico circa la presenza e l’opera di Francesco di Giorgio Martini nella Rocca di Gradara.

Solo in un paio di siti si fa genericamente riferimento all’architetto senese a cui Sigismondo Pandolfo Malatesta avrebbe affidato l’incarico di riadattare la fortezza a seguito dell’invenzione della bombarda.

Anche se non ci cono certezze in merito al lavoro del Martini, il Castello di Gradara fa parte dell’”Itinerario delle Rocche” e merita una visita perché rappresenta una delle strutture medievali meglio conservate d’Italia. Le due cinte murarie che proteggono la fortezza la rendono una delle più imponenti d’Italia.

Gradara è bandiera Arancione del Touring Club ed è stata eletta Borgo dei Borghi 2018 dalla Associazione “I borghi più belli d’Italia”. La località è oggi una delle mete turistiche più visitate delle Marche.

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Il castello di Gradara, nelle Marche Foto di pixel1 da Pixabay

Per maggiori informazioni si può consultare ascompesaro.it e lemarchediurbino.it 

Testo di Gabriele Laganà|Riproduzione riservata © Latitudeslife.com

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