Viaggi interiori e nel mito, dal Medioevo in poi

Venerdì scorso l’articolo è terminato con l’epoca Vichinga (793-1066). Col Medioevo il significato del viaggio si dilata, quasi esplode, specie in quell’Europa da molti studiosi considerata il vero e più alto prodotto dell’Età di Mezzo. Viaggi che facilitano l’amalgama tra organismi geo-politici, comunità religiose e culturali, manifestazioni reali e immaginifiche dei miti.

Anno Mille, ambiente in evoluzione – Dopo il Mille la vita sociale europea cambia. I viaggi, che vengono avvertiti come fattore di progresso, conoscenza e insieme di definitivo stacco dalle limitazioni insite nelpiccolo borgo dall’esistenza precaria, aumentano in frequenza, dappertutto. Le strade sono poche e disagevoli, i mezzi di trasporto ridotti, lenti e scomodi (cavalli, buoi e carri; chiatte e barche sui fiumi) e la natura si presenta selvaggia e ostile (foreste, animali feroci). Ciò nonostante l’universo europeo si muove in ogni direzione, intreccia rapporti e tende a considerare il viaggio quale fattore di sviluppo sociale che si nutre di nuove esperienze ma non rinuncia all’immaginario e al mito.

Saghe e miti del Nord e Sud Europa – Spopolano le storie e le leggende dei grandi e fantastici personaggi delle Saghe del nord: i cantori celtici, Re Artù con i Cavalieri della Tavola Rotonda con Parsifal e il Santo Graal; le divinità del Valhalla (residenza degli dei) guidate dal dio Odino affiancato datutti gli altri e specie da quel dio Thor che tutti temono, essendo il dio della Guerra. A gratificare la mitologia dei popoli nordici, agli inizi del XIII secolo trovano diffusione gli Eddur, plurale dei due libri Edda scritti in Islanda – uno in prosa e l’altro in poesia – che rappresentano la più completa fonte di informazioni sulla mitologia norrena. Nel meridione del continente, con climi e ambienti diversi, troviamo le chansons des gestes dei Trovatori provenzali, poeti e cantanti in lingua occitana che celebrano l’amor cortese, i miti del feudalesimo cavalleresco sino a influenzarne le Scuole e le Corti di Toscanae Sicilia, fucine della nascente lingua italiana.

Dante e l’immortale Commedia – Il viaggio-visione nell’Oltretomba ossessiona e incanta il medioevo. Dante, attraverso i personaggi che incontra, finisce per vivere l’attualità del suo tempo e insieme persegue la ricerca e l’approfondimento della cristianità. Il viaggio con il traghettatore Caronte assomiglia al viaggio della vita, che dovrà esser compiuto tra passione e sublimazione,  non escludendo l’espiazione delle colpe attraverso la purificazione del Purgatorio.

Dalla scoperta dell’America ai tempi moderni – Si viaggia sempre più ma i miti permangono; hanno magari pelle diversa, ma continuano a incidere sulle fantasie delle persone. Colombo cerca un’altra via per arrivare in un mondo conosciuto (l’India) ma ne scopre uno nuovo che conterrà infiniti e differenti miti. Il Don Chisciotte di Cervantes rappresenterà per assurdo l’archetipo del moderno turista: percorrerà la Spagna in lungo e in largo senza mai vedere nulla, eterno prigioniero delle sue fantasticherie di cavaliere. Diverso l’occhio sarcastico e allegorico di Jonathan Swift nel Settecento: i suoi Viaggi di Gulliver fustigheranno, con la monarchia, gli usi e i costumi del suo tempo.

Viaggi d’avventura e Grand Tour – Infinite le testimonianze letterarie del XIX e XX secolo. Dalle Baleniere di Melville agli scritti di Conrad alle isole misteriose di Stevenson; dai fantastici resoconti di Salgari e Verne alle spedizioni scientifiche nel mondo, è tutto un fiorire di scoperte e di agganci ai miti del passato, semplicemente creandone di nuovi. Quindi l’approdo ai Gran Tour italiani; Goethe, che nel suo Viaggio in Italia antepone l’egocentrismo della sua presenza alle testimonianze di vita del paese che visita. Rilke, che dichiara di riuscire a risolvere i momenti di impasse creativa, semplicemente viaggiando: Spagna, Roma, l’Egitto. Non a caso è stato scritto che il viaggiare dei poeti e degli scrittori altro non è che una sottile variazione sul tema del solipsismo (soggettivismo, individualismo esasperato); ovunque si rechino, vedono soltanto ciò che avevano già deciso di vedere. Più o meno, quello che accade anche ai nostri giorni. 

Libertas Dicendi n°292 del ‘Columnist’ Federico Formignani |Riproduzione riservata © Latitudeslife.com

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