La Spagna di Cristoforo Colombo

Il paese iberico era nei destini del grande navigatore. Cristoforo Colombo ha percorso tutte le strade di Spagna seguendo la Corte itinerante dei Re Cattolici. Al termine di alterne vicende, entusiasmi e delusioni, la sua impresa si è realizzata e in questo paese la sua vita ha avuto fine.

Dal Portogallo alla Spagna, incontri Reali

È l’anno 1484 quando Colombo arriva nella cittadina andalusa di Huelva: lì vivono il figlio Diego e due suoi parenti ma soprattutto, nel convento francescano in località La Rábida, conosce frate Juan Pérez che ascolta estasiato i sogni ad occhi aperti di questo uomo dai capelli rossi e dagli occhi azzurri, che parla di una nuova via per mare che condurrà alle Indie.

Su indicazione dei francescani, Colombo si trasferisce a Siviglia; lì incontra il potente duca di Medina Sidonia, con scarsi risultati; va meglio con il duca di Medinaceli che lo ospita nel suo palazzo di Puerto de Santa María sino all’inizio del 1486, dandogli anche il consiglio di rivolgersi solo ai sovrani per il suo progetto, come già aveva fatto l’anno prima a Cordova e in seguito ad Alcalá de Henares.

In questo luogo i sovrani ed i loro dignitari ascoltano con interesse le proposte del navigatore, col pensiero rivolto alle casse reali prosciugate dalle spese militari; benché allettati dalla prospettiva delle ricchezze, si limitano tuttavia a sottoporre alla Cancelleria di Castiglia il progetto, nel gennaio del 1486. La negoziazione durerà ben sei anni, sino all’anno nel quale Colombo salperà verso le Indie.

Gli anni dell’attesa

Colombo alla Corte di Spagna al ritorno dal primo viaggio

Con sentimenti alterni, Colombo partecipa a varie riunioni e conferenze (le Giunte) e dopo Cordova si reca a Salamanca, uno dei grandi centri culturali d’Europa. Qui fa amicizia con frate Diego de Deza, priore del convento domenicano di San Estéban, professore di teologia e tutore dell’erede al trono principe Don Juan.

Nel 1487 Deza e Colombo seguono la Corte nuovamente a Cordova e in questa città il futuro ammiraglio si innamora di Beatriz Enríquez de Arana, che sarà madre di Fernando, suo futuro biografo. Sempre in attesa di eventi, con figli da accudire e in ristrettezze economiche, Colombo vede di nuovo i reali a Valencia ai quali tuttavia tiene nascosti alcuni particolari del suo progetto di viaggio; questo non trascurabile dettaglio fa sì che nel 1490 la Commissione stabilisca che il suo è un progetto irrealizzabile.

Ciò non di meno i Re Cattolici lo confortano dicendogli che l’intera questione verrà riconsiderata. Nel 1491 Colombo torna a La Rábida dove conosce due nuovi personaggi: frate Antonio de Marchena, famoso astrologo, e Martín Alonso Pinzón, originario di Palos, il più famoso armatore dell’Andalusia meridionale che le cronache descrivono ricco, audace e intelligente.

Frattanto l’amico frate Juan Perez gli viene in aiuto scrivendo alla regina Isabella (ne era l’antico confessore) con la supplica di accogliere il progetto di Colombo. La regina spedisce 20.000 maravedí, somma che consentirà al futuro scopritore di presentarsi degnamente a Corte.

Pretese eccessive e rischiose

Colombo al Consiglio di Salamanca

Ormai in vista dell’agognato traguardo – forse indurito dalla lunga attesa – Colombo avanza al re e alla regina pesanti richieste: il titolo di Ammiraglio del Mare Oceano, quello di Viceré e di Governatore con poteri giurisdizionali sulle future terre scoperte; il dieci per cento delle ricchezze che vi si troveranno; vuole infine beneficiare del titolo di Don e vuole gli sia concesso il diritto di portare gli speroni dorati.

Suggello finale: pretende che tutto ciò divenga ereditario! Le richieste non trovano accoglimento e Colombo lascia la Corte; a due leghe di distanza dai reali, viene raggiunto da un messaggero e riportato dalla regina. La firma definitiva all’accordo reca la data del 17 aprile del 1492.

Tornato a Palos con le lettere di accredito dei sovrani, Colombo, dopo aver avuto aiuto dai fratelli Pinzón per convincere i marinai ad arruolarsi, salpa dal porto il 3 agosto del 1492, in rotta verso l’ignoto.

L’America e gli altri viaggi

spiaggia d'approdo nell'isola San Salvador cristoforo colombo
Spiaggia d’approdo nell’isola San Salvador

Un colpo di cannone sparato dalla Pinta il 12 ottobre del 1492, annuncia l’avvistamento e l’arrivo a Guanahani, oggi San Salvador, la più esterna delle isole Bahamas. Il ritorno in Spagna sarà caratterizzato dai trionfi di Siviglia e Barcellona, qui alla presenza del re e della regina.

Colombo farà ancora tre viaggi: nel 1493, nel 1498 e l’ultimo nel 1502, tornando in Spagna nel 1505. L’anno dopo – stanco e ammalato – morirà a Valladolid, forse convinto di essere arrivato nelle Indie come pensava, e non di avere scoperto un Nuovo Mondo.

Libertas Dicendi n°301 del ‘Columnist’ Federico Formignani |Riproduzione riservata © Latitudeslife.com

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