Dove respirare a Torino

Chiudete gli occhi e rispondete a questa domanda: “Di che colore è Torino?”. Molti di voi diranno: “Grigia. Torino è grigia”. E sì, un po’ cenerina ogni tanto lo è davvero.

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Panorama su Torino dal Parco della Rimembranza ©Vanessa Marenco

In questo articolo, però, vogliamo invece dipingere il capoluogo piemontese con altre tonalità: Torino è verde, e anche un po’ arancio. Seguiteci in questa lunghissima passeggiata: vi accompagneremo in alcuni dei suoi parchi (ahimè) meno conosciuti.

Parco Europa (zona Cavoretto)

Se ne sta lassù, a pochi chilometri dal centro del capoluogo, dal 1737 quando il Marchese Carlo Ferrero d’Ormea, ministro di Vittorio Amedeo II, ebbe l’idea di realizzare in questo luogo una fortezza e procedette così alla costruzione delle prime terrazze.

A Carlo Emanuele III non piacque questo progetto: sarebbe stato un punto debole nel caso di un’occupazione nemica avere una fortificazione così in alto. Quindi, della visione originale del Marchese d’Ormea rimangono ad oggi solo i primi terrazzamenti.

Ci muoviamo velocemente nel tempo per arrivare al 1961, quando in occasione dell’Esposizione Internazionale del Lavoro, venne costruita una funivia che avrebbe collegato la zona di Italia 61 a Parco Europa.

Oggi, di quel progetto all’epoca futuristico resta solo la stazione di arrivo che è ancora visibile all’interno della zona verde.

Perché andare a Parco Europa?

Perché Parco Europa è una terrazza incantata che si affaccia verso la città da zona Cavoretto, a circa 300 metri d’altezza sul livello del mare ed è una zona piena di stradine e viali dove potrete camminare – nella maggior parte dei casi – quasi totalmente indisturbati.

Vi accompagneranno moltissime specie botaniche, da pini a cipressi, da magnolie a biancospini.

Come arrivarci?

Da Piazza Zara, proseguite verso sud in corso Moncalieri fino all’incrocio con via Sabaudia da qui salite per Viale XXV Aprile e per strada Antica di Cavoretto, fino a piazza Freguglia, il cuore del quartiere di Cavoretto.

Lì troverete la Via Nuova che entra nel parco e permette di arrivare fino al parcheggio automobilistico nel piazzale superiore.

Parco Dora (zona Spina 3)

Lo trovate tra le due sponde del fiume che dà il nome a questo parco (sì, perché a Torino, oltre al Po, abbiamo anche un altro fiume!).

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Torino, i piloni arancio delle ferriere di Parco Dora ©Vanessa Marenco

Non ci sono alberi però a Parco Dora, perché in questa parte dell’area di Spina 3, fino alla fine degli Anni Novanta, al loro posto sorgevano gli stabilimenti di produzione Michelin e Fiat. I piloni arancio delle ferriere e il capannone dell’acciaieria si sono trasformati nei decenni in un’enorme piazza aperta e coperta.

E l’enorme tettoia dello strippaggio, una volta ospitava circa 40 mila persone per il Kappa Futur Festival, uno dei principali eventi di musica elettronica a livello europeo.

Perché andare a Parco Dora?

Perché, oltre ai tralicci arancio, questo parco con i suoi 350.000 metri quadri di superficie, rappresenta comunque uno dei più grandi polmoni verdi di Torino.

Ma soprattutto perché a noi questo parco post-industriale ha sempre ricordato una versione più modesta di “Blade Runner”.

I muri della zona industriale sono infatti rivestiti da immense opere di street-art e a pochi passi troverete anche un luogo di culto davvero unico in Italia: la Chiesa del Santo Volto è una cattedrale “industriale” con un campanile-ciminiera e una pianta eptagonale.

Vi consigliamo di entrare per vedere i sette grandi lucernari e gli altri sette sdoppiati che si alzano verso il cielo seguendo il percorso del sole. 

Come arrivarci?

Uno dei modi più facili per arrivare a Parco Dora è spostarsi verso via Livorno angolo via Treviso.

Cinque linee di autobus infatti possono accompagnarvi dal centro della città fino all’ingresso del centro commerciale che (ahimè) sorge a pochi minuti dal parco industriale (autobus: 52, 60, 67, 72 e 72b).

Parco della Tesoriera (IV Circoscrizione)

Il Parco della Tesoriera a Torino è conosciuto come il Giardin dël Diav (Giardino del Diavolo), ma state tranquilli, mentre camminerete in questa oasi barocca nel cuore della città non incontrerete il Cavaliere Nero che si racconti arrivi galoppando nel parco per poi scomparire di colpo!

Potrete invece godere dei circa 75.000 metri quadri di verde collegati ad alcune delle arterie stradali più importanti della città (Corso Francia e Corso Monte Grappa), ma soprattutto potrete arrivare poi a Villa La Tesoriera, oggi sede (purtroppo chiusa date le restrizioni legate all’emergenza sanitaria del COVID-19) della splendida Biblioteca Civica Musicale “Andrea della Corte”.

Perché andare al Parco della Tesoriera?

Perché lì potrete incontrare “Il nonno di Torino”, ovvero un enorme platano alto 25 metri, piantato lì nel diciottesimo secolo, e fino ad oggi il più antico albero di tutto il capoluogo piemontese.

Con le giornate di primavera che ci aspettano, vi consigliamo di andare a salutare questa cattedrale della natura.

Come arrivarci?

Gli accessi per il pubblico sono 4:

  • Accesso principale: corso Francia 192
  • Corso Francia 186
  • Via Borgosesia 33/a
  • Via Asinari di Bernezzo 23.

Parco della Maddalena/Parco della Rimembranza (Collina)

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Torino, il Faro della Vittoria Alata, Parco della Rimembranza ©Vanessa Marenco

Terminiamo questa lunga passeggiata colorata di verde (e arancio) riportandovi in alto, a 716 metri di altitudine, verso il punto più alto di tutta Torino: il Parco della Maddalena è la nostra ultima fermata.

Di questa area, fanno parte il Parco delle Repubbliche Partigiane Piemontesi e il Parco della Rimembranza.

Perché andare al Parco della Rimembranza?

Perché incontrerete un Angelo enorme che a noi ha ricordato un po’ quello di Berlino.

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Torino, Parco della Rimembranza ©Vanessa Marenco

Il Faro della Vittoria Alata, infatti, vi aspetta lassù dal 1928, quando Giovanni Agnelli lo fece costruire per commemorare il decimo anniversario della vittoria dell’Italia nella Grande Guerra.

Con i suoi 18,50 metri d’altezza, che poggiano su altri 8 metri di basamento rivestito di pietra, era, al momento della sua costruzione, la più grande statua al mondo interamente in bronzo.

Vicino alla statua troverete una tavola in granito con la rosa dei venti e le principali vette alpine visibili nelle giornate serene con cielo terso. Sulla facciata del basamento in granito rivolta verso Torino è incisa un’epigrafe del poeta Gabriele D’Annunzio.

Come arrivarci?

Strada Comunale da San Vito a Revigliasco, strada Val Salice, strada alla Vetta del Colle della Maddalena

Testo e foto di Vanessa Marenco |Riproduzione riservata © Latitudeslife.com

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