Finale Ligure, memorie di un glorioso passato

Un imponente forte seicentesco ed una antica via costruita in occasione del passaggio di Margherita Teresa sono i tesori che meglio di altri raccontano l’illustre passato di Finale Ligure. Senza dimenticare la splendida vallata del finalese caratterizzata da aspri rilievi montuosi e da numerosi terrazzamenti destinati alla coltivazione degli ulivi e della vite.

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Escursione lungo i sentieri di Finale Ligure

Piccolo e caratteristico centro abitato in provincia di Savona, Finale Ligure è uno dei più importanti centri turistici italiani affollato d’estate da tantissimi visitatori che, per concedersi momenti di assoluto relax, prendono d’assolto spiagge, ristoranti e locali. Eppure questa deliziosa località è una destinazione perfetta per viaggio all’insegna del romanticismo in qualsiasi periodo dell’anno.

Finale Ligure, infatti, vanta uno dei più ricchi patrimoni monumentali di tutta la Regione Liguria. Numerose sono le testimonianze storiche, artistiche e culturali che, dalla preistoria passando per il medioevo, sono arrivate sino ai giorni nostri. Tra castelli, chiostri e altri edifici di valore storico, questo incantevole territorio è custode di beni da proteggere, rispettare e valorizza.

Uno dei tesori più importanti è di certo Forte San Giovanni, comunemente noto con il nome di Castel San Giovanni. La costruzione, progettata dall’ingegnere militare al servizio dello Stato di Milano Francesco Prestino, venne eretta tra il 1640 e il 1644 sullo sperone roccioso del Becchignolo, sui ruderi dell’omonima torre costruita nel Medioevo a difesa di Finalborgo e collegata alle mura di cinta del borgo.

La storia

Insieme a Castelfranco, Forte San Giovanni è oggi uno degli esempi meglio conservati tra le fortezze costruite dalla Corona spagnola durante il loro dominio sul Finalese (1602-1707), a difesa del territorio.

Tra il 1674 e il 1678 la struttura venne restaurata e ulteriormente ampliata con interventi eseguiti dall’ingegnere Gaspare Beretta. Nel 1703 il Forte venne abbandonato.

Dieci anni quando il Finalese venne ceduto alla Repubblica di Genova, la sua storia cambiò. I genovesi ne smantellarono l’artiglieria e ne demolirono la parte verso l’entroterra con l’obiettivo di renderlo inutilizzabile.

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Veduta di Finalborgo, Finale Ligure

Nel 1822 il Forte divenne un carcere femminile che fu dismesso prima ed abbandonato poi nel primo dopoguerra del secolo scorso. La struttura è oggi di proprietà del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo (Mibact). 

Il Forte ha subito un lungo restauro, terminato nel 1999, con il quale si è preservato alcuni elementi legati, come le porte delle celle e i sostegni per i pagliericci, che risalgono al tempo in cui la struttura fu prigione.

Panorami

Meravigliosi i panorami che esaltano questo angolo di Liguria. Dalle terrazze di Forte San Giovanni si ha una splendida vista su Finalborgo dove si riconosce il campanile e il complesso di Santa Caterina, sede del Museo Archeologico del Finale

Volgendo lo sguardo a est si potrà ammirare il profilo della Chiesa barocca di San Biagio con il suo campanile quattrocentesco costruito sulle mura medievali. Ad ovest, invece, la vista viene catturata dal Promontorio della Caprazoppa.  

Dalle terrazze superiori che affiancano la torre del Forte si può ammirare l’entroterra con i borghi che punteggiano la Valle dell’Aquila a est e la Valle del Pora a ovest da cui si ergono la cosiddetta “torre dei diamanti” e la Chiesa di Nostra Signora di Loreto, due tra i più importanti monumenti rinascimentali del finalese.

La prima costruzione, eretta alla fine del Quattrocento, è caratterizzata dal particolare bugnato di forma piramidale in pietra di Finale. Il luogo di culto, anche noto come “Chiesa dei cinque campanili”, è situato nei pressi dell’abitato di Perti e rappresenta uno dei pochissimi esempi in Liguria di costruzione rinascimentale ancora impregnata di influenze tardo-gotiche.

La visita

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Una veduta del Forte San Giovanni a Finale Ligure

Forte San Giovanni oggi è formato da tre edifici principali che si trovano a livelli diversi ma sono collegati tra loro da scalinate: si tratta del Corpo Nord, dove si trova l’accesso alla struttura, del Corpo Centrale, dove è posta la Torre, del Corpo Sud, sviluppato su tre piani e che si affaccia su Finalborgo da Piazza d’Armi.

Entrando dal portale in pietra di Finale si può ammirare il sistema di apertura originario del ponte levatoio. Nelle antiche cucine, invece, è conservato ancora il focolare in muratura. La visita prosegue nel Cortile d’Armi, il cuore del Forte dal quale si ha accesso alla cappella che ospita diverse piccole stanze utilizzate come celle negli anni in cui la struttura fu prigione. Qui l’attenzione verrà catturata dagli stipiti delle porte in ardesia delle celle su cui sono presenti ancora alcuni graffiti che raccontano i pensieri delle ospiti.

Dal Cortile si può salire sulla Torre per ammirare il paesaggio dell’entroterra oppure raggiungere Piazza d’Armi attraverso due scale che abbracciano il forte sui lati di Ponente e di Levante. Camminare lentamente è il segreto per godere a pieno della magia del luogo, soprattutto in considerazione del fatto che lungo il percorso lo sguardo verrà attratto dai meravigliosi paesaggi che si possono ammirare dalle diverse terrazze.

La Via Beretta, o “dell’Imperatrice”

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Veduta di Finalborgo, Finale Ligure

Forte San Giovanni, la ‘torre dei diamanti” e la Chiesa di Nostra Signora di Loreto sono raggiungibili seguendo l’antica Strada Beretta, o “dell’Imperatrice”, percorribile anche in bicicletta. La via venne realizzata nel 1666 dall’ingegnere Gaspare Beretta , uno dei principali ingegneri militari dell’epoca, in occasione del passaggio di Margherita Teresa, figlia di Re Filippo IV di Spagna, diretta a Vienna per sposare l’imperatore d’Austria.

La strada doveva collegare Finale con la Val Bormida, passando per il Castel Govone, Pian Marino, Rialto e il Melogno. Un’opera maestosa, capolavoro per l’ingegneria dell’epoca, completata in sole 3 settimane. La via diventò una comoda strada di transito tra le Alpi Liguri e la Pianura Padana. Nel corso del tempo, però, è stata  in parte danneggiata in quanto considerata militarmente strategica.

Oggi è possibile percorrere il tratto che collega Finalborgo al centro abitato di Perti, perfettamente conservato. Un percorso ricco di storia, collocato in un ambiente naturale variegato e di grandi suggestioni. Dalla Piazza del Tribunale di Finalborgo si percorre la stretta via che sale sulla collina per, poi, oltrepassare la Porta Mezzaluna, una delle quattro antiche porte del borgo. Immersi nella macchia mediterranea si raggiunge Forte San Giovanni.

Il cammino continua lungo la dorsale collinare del “Becchignolo” fino a quando si incontra un bivio: chi sceglie di andare a destra arriverà nell’abitato di Perti dopo un lungo tratto rettilineo, mentre chi opta per andare a sinistra potrà raggiungere  Castel Govone, dimora dei marchesi Del Carretto che da qui dominavano il borgo.

Testo di Gabriele Laganà|Riproduzione riservata © Latitudeslife.com

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