Slovenia: variazioni mediterranee

A cavallo tra l’Europa occidentale e quella orientale, la Slovenia è un Paese così piccolo, eppure così vario. Paesaggi verdi, clima mite con influenze mediterranee e una gastronomia di grande livello: tutto questo a due passi dall’Italia.

Testo e foto di Marco Santini

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Pirano, Piazza Tartini al crepuscolo ©Marco Santini

È incredibile pensare che uno Stato così piccolo possa contenere una così ampia varietà di paesaggi, di culture, di cucine. Eppure è così: è la caratteristica che rende la Slovenia così interessante.

Nell’arco di poche centinaia di chilometri collega il Mediterraneo e la cultura vicina a quella italiana, con la lingua e i paesaggi della Pannonia ungherese.

Conta solo 2 milioni di abitanti, distribuiti a cavallo tra l’Europa occidentale e quella orientale.

Ed è uno dei Paesi più all’avanguardia del continente, soprattutto nel settore dell’ecologia: il colore più presente in tutti i suoi paesaggi è certamente il verde: foreste, prati, pascoli e vigneti.

E proprio a proposito di vigneti, mentre percorriamo la Slovenia da ovest a est, incontriamo piatti e vini che risentono delle influenze culinarie dei Paesi confinanti: dal Mediterraneo all’Ungheria. Partiamo dalla sponda occidentale, bagnata dall’Adriatico, e ci dirigiamo verso  nord e verso est, addentrandoci nell’entroterra e tra le montagne.

L’Adriatico sloveno

Se guardassimo la Slovenia su una mappa vedremmo come disperatamente si protende verso l’Adriatico: un solo, sottile braccio di terra, tra Italia e Croazia, le permette di bagnarsi nel Mediterraneo; la costa slovena è lunga poco più di 45 km. Pochi, ma pieni di influenze storiche: sia nelle architetture, sia nella cucina.

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Slovenia, barche da pesca nel porticciolo di Pirano ©Marco Santini

Portorose è una delle maggiori località turistiche della costa: qui troviamo alberghi e soprattutto rinomate Spa che rendono questo paese uno dei più noti centri balneari della zona. Nonostante il turismo, fortunatamente la lungimiranza degli abitanti ha permesso di preservare l’integrità dei luoghi storici e naturali. Questa piccola città diventa quindi un perfetto punto di partenza per visitare la costa.

E non dimentichiamoci del buon cibo: a Portorose troviamo, tra le altre eccellenze, l’allevamento ittico Fonda, che da molti anni alleva branzini in vasche circolari, con modalità sempre rigorosamente ecosostenibili. Un’attenzione alla natura che si rispecchia nella bontà dei piatti a base di branzino, che molti ristoranti della zona acquistano dall’azienda ittica Fonda.

Ancora più proteso verso il blu ecco Pirano, a pochissimi chilometri (percorribili tranquillamente in bicicletta) da Portorose. Qui ritroviamo un’atmosfera che ritroveremmo proprio dall’altra parte dell’Adriatico, tra le case della Laguna: un’influenza “veneziana” che si respira a partire dall’architettura del campanile della chiesa di San Giorgio, che svetta tra i tetti rossi.

Passeggiare al tramonto tra queste vie è il modo migliore per godersi questo lato dell’Adriatico, riposandosi nei tavoli all’aperto dei bar di piazza Giuseppe Tartini (il violinista italiano che qui nacque e visse tra il ‘600 e il ‘700); la piazza è aperta da un lato verso il piccolo porto della città. Incantarsi guardando le barche dondolare al crepuscolo è un’esperienza che completa al meglio la giornata.

Proseguendo sulla costa, non lontano da Portorose raggiungiamo le Saline di Sicciole, dove riconosciamo metodi utilizzati anche in diverse zone dell’Italia “marittima”: metodi tradizionali messi in atto in antichi edifici che un tempo erano depositi di sale, mentre ora ospitano un museo e un negozio di prodotti artigianali. E non manca l’esperienza della talassoterapia, presso la Thalasso Spa Lepa Vida.

Verso l’entroterra: il Carso e le Alpi

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Slovenia, Lokev, prosciuttificio Prsutarna Lokevna Krasu ©Marco Santini

La costa slovena si trova a un tiro di schioppo dai rilievi del Carso: una delle tante gemme naturali che caratterizzano la Slovenia, fra i boschi verdissimi che ricoprono questa terra si trovano anche tartufi pregiati e ottimi porcini.

Ci addentriamo nell’entroterra e giungiamo a Lipizza, a pochi chilometri da Trieste: questa è la patria dell’allevamento di cavalli più antico della zona (e uno dei più antichi del mondo), dove nasce il lipizzano, un cavallo dall’elegante pelo grigio-bianco.

Nel vicino centro abitato di Lokev, oltre al verde dei bassi rilievi carsici, troviamo forse il più antico prosciuttificio di Slovenia: il Pršutarna Lokev na Krasu, che produce un prosciutto il cui sapore risente dell’ambiente carsico, differente nell’aroma rispetto ai salumi nostrani. Dai vigneti di queste campagne si ricava inoltre il Teran, un vino acido e perfettamente a suo agio insieme ai prosciutti che abbiamo gustato.

Ma nessuna gita nel Carso può terminare senza la visita di una grotta: qui vicino si trovano quelle di San Canziano, a mezz’ora d’auto da Trieste. Si visitano a piedi nel giro di un’ora o due, sono particolarmente maestose (in Slovenia si contano diverse migliaia di grotte carsiche), ma forse meno frequentate e quindi ancora più emozionanti di altre.

Lubiana ecosostenibile

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Slovenia, il centro storico di Lubiana ©Marco Santini

A meno di un’ora e mezzo dalla costa, ecco finalmente Lubiana, la capitale e la maggiore città della Slovenia. E appena messo piede in città, subito si intuisce l’attenzione ecologista: non è certo un caso che abbia vinto il premio come Capitale Verde europea nel 2016; salvaguardia ambientale, sviluppo sostenibile, e colli verdi tutti attorno.

A nord ovest e a sud est i bassi promontori sono costellati da eleganti edifici, come il Castello di Lubiana, mentre da nord est a sud ovest il fiume Ljubljanica attraversa la città.

Lubiana è il vero cuore del Paese, un polo economico e scientifico, punto d’incontro della cultura latina, di quella tedesca e di quella slava. Una città antichissima eppure così proiettata verso un futuro amico dell’ambiente, con navette elettriche che permettono di muoversi comodamente nel centro storico pedonalizzato, e senza alcuna barriera architettonica.

Tra i monumenti da visitare, oltre al Castello, c’è la Fontana del Robba, nella Piazza Civica, una delle piazze principali della città; poi la Cattedrale di San Nicola e, poco lontano dal centro, la pittoresca Chiesa di San Bartolomeo, una delle più antiche della città.

Slovenia, Lubiana, Ristorante JB, chef Janez Bratovz, agnello al forno
Slovenia, Lubiana, Ristorante JB dello chef Janez Bratovz, agnello al forno ©Marco Santini

Anche il gusto vuole la sua parte: Lubiana per fortuna è una città piena di locali in tutta la città, che danno luogo a una animata movida. Tra i migliori ristoranti della città c’è il JB, uno dei più raffinati di Lubiana.

Il luogo più animato di Lubiana – e quello dove si possono respirare i migliori profumi – è il mercato contadino del sabato mattina in Piazza Pogačarjev, lungo il fiume.

Le città di confine

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Slovenia, vigneti del Collio sloveno ©Marco Santini

Spostandoci verso il confine italiano raggiungiamo Nova Gorica, la “controparte” slovena di Gorizia, posta proprio sul confine. Uno dei punti più caratteristici è certamente la Piazza della Transalpina, esattamente a cavallo tra Gorizia e Nova Gorica, tra Italia e Slovenia.

Queste due città gemelle saranno Capitali europee della Cultura nel 2025.

Prima di seguire il corso del Tagliamento, merita una deviazione il Collio sloveno, con i suoi borghi antichi (vedi Dobrovo e San Martino), le geometrie ordinate delle vigne e vignaioli di grande classe.

Poco oltre, meritano una passeggiata le splendide forre di Tolminka dove l’acqua di un turchese surreale si è scavata in passaggio attraverso gole strettissime.

Verso nord le montagne si elevano sempre più, andando incontro alle Alpi. Qui, sulla linea di confine che fu teatro di battaglie sanguinose troviamo Caporetto, che merita una visita anche per non dimenticare le sofferenze della Grande Guerra: si può visitare il Museo della Prima Guerra Mondiale, fondato in collaborazione con associazioni italiane. La sosta imperdibile è il tempio più famoso della cucina slovena: Casa Hisa Franko: dove opera la pluristellata chef Anna Ros. Un epilogo degno di un viaggio ricco di sorprese e delizie.

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Slovenia, Vipava, Ivan Batic
Slovenia, Vipava, Ivan Batic ©Marco Santini

L’ottimo branzino di Fonda si può gustare in molti ristoranti di Portorose. Tra questi c’è Rizibizi, che offre ottima caprese di polpo, tagliolini con scampi, e ovviamente il branzino Fonda con contorno di patate e tartufi; anche la posizione è perfetta: ha due terrazze panoramiche che abbracciano il golfo su cui si adagia Pirano.

Tra Nova Gorica e Lubiana, nella Vipava, a Sempas e a Bukovica, troviamo due produttori di vino di grandissimo livello, Ivan Batič e Valter Mlecnik. Sono fra i padri del movimento biodinamico in Slovenia e loro vini vengono prodotti con metodi assolutamente naturali senza però rinunciare a eleganza e complessità: sono vini di livello internazionale ma, purtroppo, quasi introvabili qui in Italia.

A Selo, non lontano da Caporetto, troviamo Casa Hisa Franko: La chef Anna Ros è tra i migliori chef del mondo, e questo già dice tutto. I piatti sono ricercatissimi e attentamente curati, raffinati ma legati alla tradizione del territorio.

Il prosciuttificio di Lokev, il Pršutarna Lokev na Krasu, si trova in Lokev 9, 6219.

Al confine tra Italia e Slovenia, a pochi chilometri da Nova Gorica, a Plešivo, troviamo il B&B di Uroš Klinec, che è anche un ottimo chef, nonché (a proposito di salumi) un eccellente produttore di prosciutti. Nel paese vicino, a Medana, il fratello di Uroš, Alex, gestisce un ristorante di famiglia con piatti tradizionali e vini di produzione propria, sempre prodotti in modo naturale.

E nel borgo limitrofo, a Zeglo, troviamo i raffinati vini di Aleš Kristančič, uno dei vignaioli più famosi di Slovenia e, ormai, assai conosciuto nel mondo. I suoi vini sono superlativi e rispecchiano, oltre al terroir, la formidabile personalità Aleš. Assolutamente da provare il Puro, un metodo classico unico, che viene venduto ancora sui suoi lieviti e richiede un affascinante rito di apertura e il Lunar.

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Slovenia, Collio sloveno, Aleš Kristančič, il proprietario e vignaiolo di Movia Winery ©Marco Santini

A pochi passi da Plešivo, nella casa di Jure Konjar possiamo comprare eccellenti formaggi di capra e pecora: le delicatissime ricotte meritano davvero.

A Lubiana il ristorante JB dello chef stellato Janez Bratovz offre cucina tradizionale, ma allo stesso tempo innovativa di classe internazionale. Il piatto forte dello chef Bratovz sono i ravioli fatti in casa con ripieno di formaggio, sugo d’arrosto caramellizzato, fegato d’oca crudo, spuma di liquirizia e purea di pere. Tutto fatto a mano. Un piatto che, da solo, vale tutto il viaggio in Slovenia.

Infoutili

Informazioni: sul sito dell’Ente per il Turismo Sloveno.

Come arrivare: per chi proviene dall’Italia la scelta più comoda è quella di raggiungere la destinazione con la propria auto attraversando il valico di frontiera tra i due paesi. Per guidare in Slovenia è necessario munirsi di bollino autostradale che ci si può procurare al confine e dal costo variabile a seconda della lunghezza del periodo prescelto (minimo una settimana per 7,5 € fino a quella annuale da 55€).

Quando andare – Clima: la primavera è il periodo migliore per visitare le città, per il resto del paese, e se si desiderano fare escursioni nella natura, sono stagioni indicate l’estate a l’autunno.

Dove dormire: a Lubiana: Hotel Slon Best Western Premier, centralissimo, consente di visitare la città a piedi

A Portorose: Hotel Slovenija; sul lungomare di Portorose, quasi sfarzoso ma non eccessivo.

Nel Collio a Plesivo, B&B Klinec; un balcone sul collio dove fermarsi e respirare il paesaggio.

A Caporetto (Kobarid): Masera apartments and rooms; camere e miniappartamenti perfettamente arredati e funzionali.

Dove mangiare:

A Ljubliana: JB Restaurant, il meglio che si possa trovare in Slovenia.

A Portorose: Ristorante Rizibizi; cucina di pesce, tutto il meglio dell’Adriatico con i profumi di questa terra.

Nel Collio a Medana: Trattoria Klinec; cucina tradizionale, semplice ma assai curata

A Caporetto (Kobarid): Casa Hisa Franko; il tempio indiscusso della cucina slovena

Cantine:

Cantina Movia (Aleš Kristančič): Spettacolare la proprietà, eccezionali i vini, grande il personaggio considerato ormai fra i vignaioli più famosi al mondo www.movia.si

Cantina Batic: Vini biologici di classe internazionale www.batic.si.

Cantina Mlecnik: Vini indimenticabili come le persone che li producono www.mlecnik.eu

Fuso orario: come in Italia.

Documenti: La Slovenia è nell’area Schengen, quindi è sufficiente il passaporto o un documento d’identità se la visita dura meno di tre mesi.

Lingua: ufficiale è lo sloveno; tedesco, inglese e italiano sono parlati in modo diffuso.

Religione: Prevalente la religione cattolica, con una significativa minoranza protestante.

Valuta: Euro

Elettricità: 220 V. 50 hertz. Adattatore necessario secondo gli apparecchi.

Abbigliamento: la Slovenia è adagiata su un territorio collinare e montano quindi il clima è piuttosto fresco adatto a chi non ama particolarmente il caldo. C’è anche da dire che le piogge sono abbastanza frequenti quindi tra i capi di abbigliamento scelti non dovrà mancare una giacca a vento per ripararsi dall’acqua e delle scarpe da escursione.

Testo e foto di Marco Santini|Riproduzione riservata © Latitudeslife.com

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