Alessandro Volta, universale genio comasco

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Un dipinto che ritrae Alessandro Volta con Napoleone ©www.carpediemformazione.it

In tenerissima età, in pratica poco dopo la nascita, Alessandro Giuseppe Antonio Anastasio Volta (un predestinato, già nell’abbondanza dei nomi!) viene affidato da papà Filippo e dalla mamma Maddalena dei conti Inzaghi, nobildonna lombarda, a una nutrice di Brunate che lo cresce con amore assieme al marito, un costruttore di barometri.

Il piccolo Alessandro ha tuttavia un problema: è muto e riuscirà a pronunciare le prime parole disarticolate attorno ai quattro anni, per poi riuscire a parlare in scioltezza al compimento del settimo anno d’età.

Però il marito della sua “tata” gli ha di sicuro instillato i primi germi di passione per la scienza, disciplina che lo avrebbe negli anni reso famoso nel mondo, degno di un premio Nobel ai tempi inesistente e di là da venire (nel 1901).

Studi e interessi scientifici

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La pila di Volta

Nato 276 anni fa a Como (18 febbraio 1745), il giovane Alex (forse gli sarebbe piaciuto esser chiamato così!) superati i problemi di comunicazione verbale, è oramai un adolescente che studia tutto con facilità: scienza, poesia, lingue, fra le quali il latino, idioma che impiega nella stesura di alcuni saggi.

L’istruzione si completa con la laurea frequentando l’Università degli Studi di Pavia. In famiglia avrebbero voluto farne un avvocato, oppure uno studioso di letteratura, oppure ancora un ecclesiastico.

Alessandro, al contrario, ha speso la propria fruttuosa esistenza come chimico, fisico e ottimo accademico, inventando il generatore elettrico, la pila e scoprendo le proprietà del gas metano.

Attività e invenzioni

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La statua di Alessandro Volta a Como Foto di Fritz_the_Cat da Pixabay

Frequentando il gabinetto di fisica del suo amico d’infanzia Giulio Cesare Gattoni, come lui appassionato di fenomeni elettrici, Alessandro Volta nel 1769 e a soli 24 anni d’età, pubblica il suo primo lavoro sui fenomeni elettrici, in contrasto con le tesi sostenute dal professore dell’Università di Torino Giovanni Battista Beccaria, dai cui convincimenti scientifici prende le distanze.

Due anni dopo (1771) pubblica una seconda memoria, sempre sull’argomento, indirizzata all’Abate Lazzaro Spallanzani, naturalista e professore dell’Università di Pavia; in questo secondo trattato Volta studia le proprietà elettriche dei materiali e descrive un nuovo generatore elettrostatico.

I successi e la fama dello studioso comasco procedono di pari passo. Nello stesso anno in cui viene nominato professore stabile di Fisica nelle scuole di Como (1775) inventa l’elettroforo perpetuo, che in seguito prenderà il suo nome; si tratta di un generatore elettrostatico in grado di accumulare una modesta quantità di carica elettrica in modo discontinuo; attualmente ha una funzione puramente didattica.

Negli anni successivi al 1780 Volta compie ampi studi di chimica pneumatica, ovvero lo studio sulle manipolazioni dei settori climatici e biomolecolari, affrontati inizialmente da Galileo Galilei, oltre che in meteorologia elettrica, elettrologia, calorimetria, geologia e chimica dei gas, scoprendo l’aria infiammabile nativa delle paludi (metano, nella zona di Angera) studiato poi con l’eudiometro. Questi risultati lo consacrano come uno dei più illustri scienziati di livello europeo.

La Pila, invenzione simbolo

L’apparato elettromotore che verrà poi definito da altri pila o anche pila voltiana, invenzione del 1799, viene dallo stesso Alessandro Volta annunciata alla Società Reale di Londra con la lettera datata 20 marzo del 1800 e presentata successivamente (1810) a Parigi.

La Pila di Volta, primo generatore di corrente continua nel senso moderno della parola, è senza alcun dubbio un’invenzione fondamentale nella storia della fisica e dell’elettrotecnica.

Luoghi voltiani

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Il Tempio Voltiano a Como ©Wikipedia

Gli edifici che ricordano Alessandro Volta sono quasi tutti visibili nella città di Como, naturalmente, a cominciare dal Tempio Voltiano, edificato nel 1927 nel centenario della morte (5 marzo 1827), per continuare con il Liceo a suo nome dove ha insegnato; quindi la chiesa di San Donnino dove è stato battezzato, la casa natale (edificio non più originale) e il monumento del 1838, opera dello scultore Pompeo Marchesi.

Sopra Brunate, la vetta delle Tre Croci ospita la torre eretta nel 1927 e a tutti nota come Faro Voltiano. Geniale inventore, Alessandro Volta, descritto dai suoi contemporanei come persona dalla mente vulcanica dai molteplici interessi capace inoltre, come scienziato, di sostenere senza riserve le proprie idee, aperto e ricettivo nel contempo verso le opinioni dei suoi interlocutori.

Libertas Dicendi n°308 del ‘Columnist’ Federico Formignani |Riproduzione riservata © Latitudeslife.com

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