On the road in Sicilia, tra mandorli e barocco

Fra colline di ulivi e mare azzurro cristallino, un itinerario on the road alla scoperta del sud est (ma anche di Agrigento e Taormina) di un’isola immersa nel cuore del Mediterraneo.

Testo e foto di Sonja Vietto Ramus

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Lungo la strada che porta a Segesta ©Shutterstock Roman Babakin

Un itinerario in Sicilia tra canyon e muretti a secco, attraverso città progettate a tavolino e tanto barocco, con l’aggiunta di templi e vigneti; il tutto a bordo di un furgone camperizzato, per sentirsi indipendenti sulla strada.

Stiamo parlando dell’avventura perfetta, alla portata di chiunque scelga di mettersi alla guida con la voglia di scoprire in autonomia scorci e paesaggi di uno scrigno che custodisce antichità (ma non solo).

Ecco la cronaca on the road di una settimana e qualche centinaio di chilometri in Sicilia.

Catania, ai piedi dell’Etna

La città etnea racchiude un centro storico dichiarato Patrimonio Unesco: riprogettata dopo il terremoto del 1693 secondo lo stile dell’epoca. Catania è una città che incanta e non solo gli appassionati di architettura barocca. Piazza Duomo, su cui si affacciano palazzi antichi e al cui centro s’innalza l’elefante in basalto, ne è il cuore.

Da qui si diramano le vie dello shopping, fra cui l’Etnea, e sempre da qui, percorrendo pochi passi, si può raggiungere il mercato del pesce, a Porta Uzeda, nel quartiere Pescheria, che con le sue bancarelle, i profumi della gastronomia millenaria e le urla di venditori pittoreschi è un concentrato vero di Sicilia.

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Il Duomo di Catania e l’Etna sullo sfondo © Shutterstock Michal Hlavica

Ci sono poi il castello Ursino con i suoi blocchi squadrati di lava e le massicce torri angolari, la cattedrale di Sant’Agata con le reliquie della santa patrona della città, villa Bellini con giardini, fontane e un padiglione in stile liberty. E se nel passeggiare si dovesse essere colti da un languorino ci si può fermare da Scirocco, un piccolo locale informale con tavolini all’aperto che serve pesce fritto nei coni di carta.

Si trova in piazza Alonzo di Benedetto 7, proprio di fronte al mercato del pesce, ed è uno dei migliori street food mai provati: il cartoccio con il pescato del giorno o quello di terra (con verdure in pastella e arancinetto al pistacchio), le polpettine di pesce e le sarde a beccafico meritano da soli la visita di Catania (e pure il viaggio in Sicilia).

Cento metri più in là c’è invece l’osteria Antica Marina, in via Pardo 29, dove si possono assaporare i piatti della cucina siciliana di mare, dall’antipasto (con varietà di pesce cotto e crudo) al tris di carpacci (tonno, baccalà e pesce spada), dalla catalana di crostacei alle lasagne al pesto di mandorle di Avola e gambero rosso di Sicilia.

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Frutta di Martorana, tipico dolce siciliano ©Sonja Vietto Ramus

Una delizia per il palato. E se siete fra quelli che ai dolci non sanno rinunciare spingetevi sino ai civici 300/304 di via Etnea per gustare cannoli, marzapane, frutta di Martorana e cassate della Pasticceria Savia, fondata nel 1987 da Angelo e la moglie Elisabetta.

Per dormire, a due passi dalla cattedrale c’è Al Duomo Inn, ospitato in un edificio storico con tanto di loggia del XVIII secolo: dai balconi di questo B&B di via Vittorio Emanuele II 120, gestito dal signor Massimiliano (chiedetegli informazioni su cosa fare nella vostra permanenza in città, non ve ne pentirete), si vede il duomo.

Taormina: è qui il miglior panorama sull’Etna

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Taormina, panorama sulla costa ©Sonja Vietto Ramus

Percorrendo per una cinquantina di chilometri la A18, ecco Taormina, a nord di Catania, forse la più turistica località siciliana, con una vista impareggiabile sull’Etna e sul mare. La strada che si percorre, con i suoi stretti tornanti, anticipa le meraviglie che si vedranno di lì a poco: dimore ornate di merli, il duomo, palazzo Corvaja con il museo siciliano di arte e tradizioni popolari e piazza IX Aprile, a metà di corso Umberto (fra Porta Messina e Porta Catania).

E poi lui, il teatro greco-romano, costruito nel III secolo con una struttura che all’epoca poteva accogliere sino a 20 mila spettatori: dalle gradinate si può godere di un panorama straordinario sulla costa e chiudendo gli occhi sembrerà quasi di sentire le voci e le urla dei combattimenti dei gladiatori.

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Castelmola, veduta su Taormina © Shutterstock

Per una pausa pranzo c’è il ristorante Museo della Pasta al civico 42 di corso Umberto dove oltre a assaporare i piatti della cucina locale si può anche partecipare (su prenotazione) a una cooking class o degustare vini con formaggi e salumi.

Per dormire, fra le tante proposte, c’è Vilagos Apartments & Loft, nel cuore della cittadina: alcune delle loro soluzioni includono terrazza con vista mare e centro storico. Una sosta la merita anche il minuscolo borgo di Castelmola, distante appena 5 km, abbarbicato sulla montagna, celebre per il vino dolce alla mandorla e i merletti fatti a mano.

Siracusa, capitale della Magna Grecia

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Siracusa, veduta aerea dell’Isola di Ortigia © Shutterstock Da Liu

Per chi è amante del barocco, il sud est della Sicilia è imperdibile perché proprio qui s’incontra il trionfo di uno stile che ha fatto delle curve fluide e degli effetti di luce e ombra le sue caratteristiche più preziose. Punto di partenza Siracusa (a poco più di 65 km da Catania), antica capitale della Magna Grecia che, nonostante il trascorrere del tempo, è riuscita a mantenere intatto il suo fascino.

Ecco allora che passeggiare alla scoperta di Ortigia, cuore storico della città, con le viuzze dove oggi hanno aperto boutique di stilisti emergenti, hotel di charme e ristoranti che puntano al biologico, è assolutamente da fare così come sorseggiare un aperitivo, o perché no, una gustosa granita al limone, in piazza Duomo e lungo il porto.

In meno di un km quadrato ci sono resti antichi, medievali e barocchi, il teatro dell’Opera dei Pupi, il museo Leonardo da Vinci e Archimede e tanto altro. Per chi viaggia in camper o con auto attrezzate di tenda si può scegliere di appoggiarsi al Camping Rinaura (SS115 km 4 da Siracusa – strada Laganelli, 8), una suggestiva area verde con ulivi secolari.

La costa sud est, fra vino e pomodori

Riserva Naturale di Vendicari Sicilia
Riserva Naturale di Vendicari Sicilia © Shutterstock

Proseguendo verso sud, costeggiando il Mediterraneo, s’incontra poi una pianura coltivata a mandorli e limoni che arriva sino al mare. Si raggiugono Avola, famosa per il vino  prodotto da vitigni a bacca nera; la riserva naturale di Vendicari, un vero paradiso per gli appassionati di birdwatching (ospita più di 250 specie differenti di volatili fra cui fenicotteri, ibis e spatole); Marzamemi, borgo marinaro e frazione del Comune di Pachino, splendido con la tonnara che per secoli è stata la principale della Sicilia orientale, le case dei pescatori e le due chiese dedicate entrambe al patrono San Francesco di Paola in piazza Regina Margherita.

Proprio qui, seduti in un set fotografico a cielo aperto, si può gustare non solo la più conosciuta granita siciliana ma anche la “cremolata”, dalla consistenza più cremosa perché ottenuta frullando la frutta (provate quella con fichi e ricotta).

Se poi volete deliziarvi con una delle migliori cucine siciliane in assoluto, sempre in piazza Regina Margherita, sedetevi a un tavolo della Taverna La Cialoma (in Sicilia, la cialoma è il termine usato per indicare il canto con cui i pescatori della tonnara si davano ritmo durante le varie fasi della pesca): pesce, verdure, vini, olio e dolci sono frutto di antiche e sapienti preparazioni legate alla tradizione del luogo.

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Pomodori di Pachino ©Sonja Vietto Ramus

Meno di 5 km più a sud, nell’entroterra, ecco Pachino, terra cantata da Virgilio nell’Eneide e da Dante nella Divina Commedia, nota al mondo per il suo pomodoro ciliegino e le acque verde smeraldo che ne lambiscono gli 8 km di spiaggia.

Lungo la costa, percorrendo alcune strade provinciali, si raggiunge Portopalo di Capo Passero nella punta a sud della Sicilia, vivace porto di pescatori con calette di sabbia e spiagge di dune.

Qui le coste, battute dai venti, sono molto amate dai surfisti. Per dormire a due passi dal mare con lo sciabordio delle onde in sottofondo, c’è l’area di sosta camper Club Dragomar sulla strada comunale Marzamemi-Portopalo: il panorama sullo Ionio è davvero unico.

La Sicilia barocca patrimonio dell’Umanità

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Barocco a Noto ©Sonja Vietto Ramus

Allontanandosi dal mare per approdare alla Sicilia arsa dal sole ecco città d’arte come Noto, Modica e Ragusa, dominate da veri e propri gioielli di architettura barocca, pietra calcarea, fregi e colonne. Patrimonio Unesco per il suo splendido centro con chiese, palazzi, piazze e scalinate, a Noto sembra di passeggiare all’interno di un teatro lirico abbracciato da uliveti, su una propaggine dei Monti Iblei.

Maestosi, l’uno di fronte all’altro, Palazzo Ducezio e il Duomo, l’uno simbolo del potere temporale e l’altro religioso. E poi ancora i balconi della dimora Nicolaci di Villadorata, sorretti da mensoloni in pietra con forme di cavalli, angeli, sfingi e leoni. Via Nicolaci ospita anche la celebre Infiorata di Noto, la manifestazione floreale che si tiene la terza domenica di maggio in occasione della processione del Corpus Domini.

In via Ducezio 2, da Pippo Mangiafico, si possono gustare granite, cannoli alla ricotta e altri dolci della tradizione siciliana (tutti buonissimi) mentre in via S. La Rosa 17 alla trattoria Toccammia di Salvatore Rizza c’è da assaggiare, fra l’altro, la frittura di paranza, la pasta alla Norma e l’antipasto siciliano: stratosferici!

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Uno scorcio della città vecchia di Modica ©Sonja Vietto Ramus

Tramite la SS115 si percorrono poco più di 35 km per arrivare a Modica, antica capitale dell’omonima contea, che sorge alla base di due gole carsiche. Anche qui, patria del cioccolato (è conosciuta a livello mondiale per una ricetta ispano-azteca del XVI secolo), a dominare palazzi e chiese è il barocco, a cominciare da quella di San Giorgio con i suoi 5 portali e la maestosa scalinata.

A Caltagirone, patria della ceramica

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Ragusa Ibla prima dell’alba © Shutterstock

Sempre sulla SS115, attraversando suggestivi scorci panoramici, si raggiunge in poco meno di mezz’ora Ragusa in cui perdersi a piedi fra le vie e le piazze della piccola Ibla, l’antico nucleo cittadino, dove dall’alto appare imponente il duomo di San Giorgio, eccellente esempio di barocco siciliano.

Una sessantina di km in direzione nord ovest portano a Caltagirone, in cima a una montagna, visibile già da lontano per le cupole e i campanili. All’imbrunire (ma a dire il vero sempre) una passeggiata la merita la scalinata di Santa Maria del Monte costruita nel 1606 con 142 gradini decorati poi nell’alzata da maioliche smaltate, con soggetti e colori della tradizione.

Prima di dirigersi a Agrigento, un’ultima deviazione di 30 km conduce a Piazza Armerina, circondata da boschi di eucalipto e frutteti. La città, che sorge su un’altura dei monti Erei meridionali, è dominata da splendide chiese austere, sparse un po’ ovunque; peccato il grigiore e lo stato di abbandono che s’incontrano passeggiando per il centro storico di quest’antica città d’impianto medievale.

La Valle dei Templi, parco archeologico di Agrigento

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Il Tempio della Concordia, Valle dei Templi, Agrigento ©Sonja Vietto Ramus

Dopo aver ammirato le pareti bianche di marna della Scala dei Turchi a Realmonte, è la splendida Valle dei Templi con il suo paesaggio costellato di ulivi e mandorli, a due passi dai moderni palazzi di Agrigento, a concludere questo “on the road” in terra di Sicilia.

Il tempio di Era, quello della Concordia (in stile dorico, è il meglio conservato al mondo assieme al Partenone), le rovine del tempio di Eracle di cui restano solo 8 colonne e il colossale tempio di Zeus Olimpio sono alcune delle intramontabili testimonianze della civiltà greca classica, che dal 1998 fanno di questo luogo un Patrimonio Mondiale Unesco.

Quello alla scoperta dell’area archeologica ai piedi della medievale Girgenti (antico nome di Agrigento) è un viaggio nell’antichità che da secoli non smette di incuriosire appassionati di tutto il mondo.

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Museo Archeologico Regionale di Agrigento ©Sonja Vietto Ramus

Ad accompagnare nella visita sono stati cielo azzurro intenso e un sole splendente e pure un gruppo di amici a quattro zampe che, varcato l’ingresso del parco, diventano una sorta di guida turistica in questo percorso d’arte all’aperto.

Se si ha un po’ di tempo si può infine visitare anche il Museo Archeologico Regionale Pietro Griffo con i suoi quasi 5700 reperti che raccontano la storia del territorio.

Per dormire, affacciato sulla costa c’è l’area sosta camper Alba Chiara, a San Leone (sempre in provincia di Agrigento), prima di ripercorrere sud ovest e sud est dell’isola lungo il litorale e risalire in direzione di Catania.

Infoutili

Il mezzo: Fiat Ducato Active Plus 2.0 cm3, 115 hp, cambio manuale 6 marce.

L’azienda noleggiatrice: Indie Campers, leader nel noleggio camper in Europa. Ha a disposizione una flotta di oltre 850 veicoli in 40 località fra Portogallo (dove è stata fondata nel 2013), Italia, Germania, Svezia, Belgio, Austria e altri paesi.

I veicoli possono essere ritirati e consegnati in differenti località permettendo così qualsiasi combinazione di viaggio; il noleggio include frigorifero, fornello da cucina e kit di pulizia e con un costo extra si possono aggiungere tavolo e sedie esterne, biciclette, barbecue e persino tavole da surf. Info su www.indiecampers.it

La guida: Per pianificare il tour on road è stata utilizzata quella edita da Marco Polo – EDT, dal titolo “Sicilia e isole Eolie” (13.50€). Ricca di spunti e consigli utili forniti da chi ci vive, ha 146 pagine ed è dotata anche di una pratica carta estraibile per orientarsi in modo facile e veloce.

Quando andare – clima: I mesi ideali per visitare la Sicilia sono maggio, giugno, settembre e ottobre, quando le temperature sono piacevoli, il mare è caldo e non ci sono troppi turisti come in alta stagione o nei periodi festivi. Lungo le coste il clima è di tipo mediterraneo con estati calde e secche; nell’entroterra può fare fresco anche nel periodo estivo.

Come arrivare: raggiungere l’isola a costi non eccessivamente elevati è possibile. Molte città italiane hanno voli verso gli aeroporti di Palermo, Catania, Trapani e Comiso. Da Catania partono numerose linee di bus dirette ad altre località siciliane fra cui Messina, Taormina, Agrigento e Siracusa.

In Sicilia si può arrivare anche via traghetto da Civitavecchia, Cagliari, Livorno, Reggio Calabria, Salerno, Napoli e Villa San Giovanni (fra le compagnie ci sono Tirrenia e Grandi Navi Veloci); in pullman (FlixBus, BusCenter). In treno (varie soluzioni con alta velocità e cuccette se si viaggia di notte). In auto si può raggiungere Villa San Giovanni percorrendo la A2 e poi imbarcarsi sul traghetto per Messina (la durata dell’attraversata è circa 25-30 minuti).

Dove mangiare:

osteria Antica Marina (via Pardo, 29 Catania) dove gustare tutti i tipi di pesce cucinato con ricette tradizionali o rivisitate in chiave moderna.

Savia (via Etna, 300/304 Catania) per assaporare arancini e stuzzichini oltre ai dolci e alla granita.

Scirocco (piazza Alonzo di Benedetto, 7 Catania), street food d’eccellenza.

Toccammia (via S. La Rosa, 17 Noto) con pesce e antipasti squisiti.

Testo e foto di Sonja Vietto Ramus|Riproduzione riservata © Latitudeslife.com

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