Dieci buoni motivi per visitare Cagliari

Dieci chiavi di lettura per visitare Cagliari in qualsiasi stagione e per non deludere nessuno.

Città del sole, capitale del Mediterraneo, città dai dieci colli: Cagliari ha tante definizioni, e tutte positive. È una città dai mille pregi, che si può visitare in qualsiasi stagione perché ha tanto da offrire: arte, cultura, natura, cibo. Noi abbiamo trovato dieci validi motivi per visitarla, sicuri che chiunque ne troverà almeno alcuni di suo interesse.

1. Per chi ama la natura

A Cagliari sono presenti veri e propri ecosistemi all’interno della città. Il più celebre è il Poetto, la grande spiaggia urbana lunga 6 chilometri, condivisa con il limitrofo comune di Quartu.

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Cagliari, veduta sul Poetto ©shutterstock

Il Poetto è delimitato su un lato dal promontorio calcareo della Sella del Diavolo. La sua forma particolare ha dato vita alla leggenda secondo cui, mentre i diavoli volevano sottrarre il golfo di Cagliari agli angeli che lo avevano ricevuto in dono da Dio, l’Arcangelo Michele disarcionò Lucifero in persona tagliando la cinghia della sella del suo cavallo. La sella, conficcatasi sul terreno all’estremità del Poetto, è diventato uno dei simboli della città.

Più prosaicamente, la Sella del Diavolo fa parte di un promontorio in cui la macchia mediterranea è rimasta intatta e in cui si trovano numerose calette e insenature difficili da immaginare in un contesto urbano. Fra queste, la popolare Calamosca e Cala Fighera, così discreta da essere frequentata dai nudisti.

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Una suggestiva immagine della linea di costa nei pressi di Cagliari e degli stagni di Molentargius e delle saline ©shutterstock

Attorno a Cagliari si trovano anche due ampie aree umide. Alle spalle del Poetto ci sono lo Stagno di Molentargius e lo Stagno delle Saline. La loro area è diventata un parco naturale, con percorsi escursionistici e ciclabili.

Sul lato opposto della città c’è invece la Laguna di Santa Gilla che, offrendo un approdo riparato, ha fatto sì che più di 3.000 anni fa i Fenici vi stabilissero il primo insediamento di Cagliari.

In tutti questi ecosistemi si trovano la fauna e la flora tipiche. Così nel mare troviamo i pesci del Mediterraneo. Le aree umide ospitano invece moltissime specie di uccelli, e su tutte, i fenicotteri, vero simbolo della natura di Cagliari. Essi vivono numerosi negli stagni e volano regolarmente sopra la città in grandi formazioni a V.

2. Per chi ama passeggiare nel centro storico

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Cagliari, centro storico, con i tetti dei palazzi storici e il Duomo di Cagliari, visti dalla”Torre dell Elefante” ©shutterstock

Il centro storico di Cagliari è formato da quattro quartieri. Il principale è Castello, che domina la città dall’alto. L’impianto urbanistico e il suo aspetto generale sono dovuti principalmente ai Pisani che, attratti dalla posizione strategica della città di Cagliari nel Mediterraneo, riuscirono ad ottenere dalla Giudicessa Benedetta la concessione della rocca nel 1216, mentre era nel vivo la competizione con Genova per la supremazia nei traffici commerciali.

Il quartiere venne quindi completamente circondato dalle mura e difeso da torri: oggi ne restano soltanto due intatte, la Torre dell’Elefante e la Torre di San Pancrazio.

I dominatori pisani realizzarono le strade, le botteghe, le case, ma anche i palazzi del potere civile e religioso: il Duomo e il Palazzo di Città. Il Duomo ha subito un’imponente ristrutturazione in stile barocco che ne ha alterato l’aspetto originario.

Tuttavia sono ancora visibili alcune parti del periodo pisano, come il campanile e i portali del transetto e, all’interno, le cappelle accanto all’altare maggiore e il pulpito di Mastro Guglielmo.

La facciata è in stile romanico, ma in realtà è un apocrifo: si pensava infatti, erroneamente, che dietro la facciata barocca si nascondesse quella medievale originaria, quindi venne demolita agli inizi del Novecento. Questa attuale è stata completamente rifatta sull’esempio di Santa Maria dei Miracoli di Pisa.

La cripta barocca, con le tombe dei Santi Saturnino e Lucifero e le piastrelle commemorative di decine di presunti martiri, è un’altra parte notevolissima del monumento.

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La Cripta della Cattedrale di Cagliari ©Maria Ilaria Mura

Nel 1720 la Sardegna passò sotto il controllo dei Piemontesi, ma solo nell’Ottocento il quartiere subì radicali cambiamenti: dopo l’unità d’Italia, infatti, le opere difensive non erano più necessarie e perciò furono abbattute e sostituite con eleganti monumenti, come la Porta Cristina e il Bastione Saint Remy.

Anche gli altri quartieri storici erano cinti da mura che vennero abbattute nello stesso periodo lasciando spazio a nuovi interventi urbanistici. Così nel quartiere della Marina, storicamente legato alle attività portuali, venne disegnata la via Roma, “salotto buono” della città, con la schiera di palazzi porticati ispirata alla Promenade des Anglais di Nizza.

Stampace era il quartiere legato alle attività artigianali. Poiché ospita la chiesa di Sant’Efisio, patrono della Sardegna, nei primi quattro giorni di maggio le sue stradine diventano lo scenario della festa di devozione più importante dell’isola.

A differenza degli altri quartieri storici, Villanova è sempre stata percepita come un’entità a sé stante, un vero e proprio paese agricolo addossato alla città.

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Panorama con la Basilica di Bonaria e una nave da crociera diretta in porto ©shutterstock

È fortemente consigliata una passeggiata lungo via San Giovanni, la principale del quartiere, e in via Sulis, diventata recentemente meta di shopping sofisticato, senza dimenticare le chiese di San Giacomo e di San Domenico.

Poco fuori dal centro storico tradizionale vale la pena visitare la Basilica di Bonaria, luogo di devozione dei marinai, che ha ispirato anche il nome della capitale argentina, Buenos Aires. Infine la chiesa di San Saturnino, patrono di Cagliari, una delle più antiche della città.

3. Per chi ama l’archeologia

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Monumento romano per eccellenza, l’Anfiteatro di Cagliari, venne costruito nel secondo secolo d.C, scolpito nella roccia di una collina ©shutterstock

Cagliari ha una storia millenaria, raccontata da bellissimi siti archeologici che, col tempo, sono stati inglobati nel tessuto urbano.

Un unicum è la zona di Tuvixeddu, nel quartiere di Sant’Avendrace. Si tratta di una vasta area cimiteriale che è stata utilizzata sin dall’epoca punica. Le camere funerarie delle sue tombe a pozzo avevano spesso belle decorazioni parietali, in qualche caso sopravvissute fino ad oggi.

Durante l’epoca romana la necropoli ha continuato ad espandersi sulle pendici del colle, arrivando a lambire il primo tratto della strada Caralibus Turrem. Un notevole esempio di sepoltura tuttora visibile lungo il Viale Sant’Avendrace è la Grotta della Vipera, dedicata da Lucio Cassio Filippo alla moglie Attilia Pomptilla, in cui alcune poesie incise sulla pietra raccontano la storia d’amore fra i due coniugi.

La storia successiva di Tuvixeddu ha dell’incredibile: l’area, dopo la Seconda Guerra Mondiale, diventò una cava di cemento la cui attività ha devastato o danneggiato molte delle sepolture.

Dopo un periodo di degrado, negli anni Novanta iniziò a prendere vita uno scellerato progetto di lottizzazione, fortunatamente bloccato grazie anche a una massiccia mobilitazione popolare. Dal 2014 è diventato un parco pubblico.

Il monumento romano per eccellenza a Cagliari è l’anfiteatro, in parte scavato e in parte costruito, caratteristica non diffusissima, ma dettata dalla configurazione del terreno su cui sorge.

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La Villa di Tigellio ©Maria Ilaria Mura

Il Museo di Sant’Eulalia custodisce invece i resti di una parte dell’area portuale dell’epoca romana. La Villa di Tigellio, che in realtà una porzione di quartiere romano, e l’area cimiteriale paleocristiana intorno a San Saturnino sono altre due aree archeologiche aperte regolarmente al pubblico.

Accanto a questi siti ci sono anche tantissime altre vestigia che sono state incorporate in palazzi moderni del centro cittadino. Esse si possono visitare in occasione della manifestazione Monumenti Aperti.

4. Per chi ama i musei

I principali musei di Cagliari sono ospitati in Castello, nella Cittadella dei Musei. Prima di diventare un polo museale dopo un attento restauro conclusosi nel 1979, quest’area è stata parte del sistema difensivo durante la dominazione spagnola, mentre in epoca sabauda venne trasformata in Regio Arsenale.

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La Cittadella dei Musei ©Maria Ilaria Mura

Il museo principale è il Museo Archeologico Nazionale, con reperti dalla Preistoria al periodo Alto-Medievale. Un ampio spazio è dedicato all’archeologia nuragica, con una ricca collezione di bronzetti e le famose statue di Monti Prama.

L’altro grande museo della Cittadella è la Pinacoteca Nazionale, importante soprattutto per la ricca collezione di pale d’altare su supporto ligneo, in parte scampate all’incendio della chiesa di San Francesco in Stampace.

Fra le altre collezioni, il Museo delle Cere Anatomiche di Clemente Susini e la collezione d’Arte Siamese donata dal Stefano Cardu, architetto cagliaritano stabilitosi a Bangkok alla fine dell’Ottocento.

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Cagliari, Galleria Comunale d’Arte ©shutterstock

Ai piedi di Castello, in fondo ai Giardini Pubblici, un’elegante costruzione neoclassica ospita la Galleria Comunale d’Arte. Il nucleo principale è rappresentato dalla Collezione Ingrao, con pregevoli opere, fra gli altri, di Giacomo Balla, Fortunato Depero, Giorgio Morandi e le bellissime sculture di Francesco Ciusa, uno dei più importanti artisti isolani.

Per gli appassionati di arte sacra ci sono il Museo del Duomo e il Museo di Sant’Eulalia, già citato per il percorso archeologico.

È sempre bene dare un’occhiata alla programmazione degli spazi espositivi, come l’Exma, il Lazzaretto, il Palazzo di Città e il Castello di San Michele, che spesso ospitano mostre di rilevanza internazionale.

5. Per chi ama giardini e parchi

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Vista panoramica del Golfo di Cagliari all’alba, dalla collina di Monte Urpinu ©shutterstock

Oltre alle aree naturali, a Cagliari si possono trovare anche spazi verdi in cui trascorrere piacevoli momenti di relax.

Monte Urpinu è un colle dal cui si può godere della vista della città a 360 gradi. Urpinu significa “delle volpi”, dato che qui la natura è rimasta piuttosto selvaggia.

Ci sono altri due colli trasformati in piacevoli parchi: Monte Claro e il Colle di San Michele, dominato dall’omonimo castello giudicale.

Il giardino per eccellenza è il Giardino Pubblico. Attraversato da un viale lungo circa 300 metri, termina davanti all’edificio dell’ex Polveriera, oggi Galleria Comunale d’Arte. La sua attrazione principale è rappresentata da due giganteschi esemplari di Ficus macrophìlla.

Natura e archeologia si incrociano all’Orto Botanico e all’Orto dei Cappuccini. Il primo, oltre ad ospitare una cospicua ricchezza di specie vegetali, presenta alcune imponenti cisterne e gallerie di epoca romana, connesse al complesso sistema di approvvigionamento idrico della città.

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Uno degli esemplari di Ficus macrophìlla all’Orto Botanico di Cagliari ©shutterstock

L’Orto dei Cappuccini era storicamente destinato alla coltivazione delle piante da parte della comunità di frati Cappuccini insediati nel soprastante Convento.

All’interno della sua area è presente una grande cavità artificiale risalente all’epoca romana, in origine usata per l’estrazione di blocchi in pietra probabilmente destinati alla realizzazione del vicino anfiteatro, cui era collegata attraverso un cunicolo sotterraneo lungo oltre 90 metri.

6. Per chi ama il teatro

Cagliari ha una vita culturale molto intensa. La sua istituzione principale è il Teatro Lirico che organizza annualmente pregevolissime stagioni di opera e balletto e concerti con protagonisti di fama internazionale.

Il Teatro Lirico ha prodotto anche spettacoli che hanno conquistato la critica e che vengono allestiti nei più importanti teatri. Fra questi sono da ricordare Sebastian, basato su Le Martyre de Saint-Sébastien di Debussy, e Gli Stivaletti di Tchaikovsky.

Un altro evento teatrale di grande rilevanza è la stagione di prosa organizzata dalla Cedac al Teatro Massimo che quest’anno darà la possibilità di vedere dal vivo artisti del calibro di Umberto Orsini, Franco Branciaroli, Anna Maria Guarnieri e Stefania Rocca.

Accanto a questi due teatri e a queste grandi istituzioni ce ne sono innumerevoli altre, più piccole ma ugualmente di grande qualità, che organizzano rassegne dal carattere un po’ più di nicchia nei campi della prosa, della danza, della musica.

7. Per chi ama i festival

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Il pianista Herbie Hancock durante un concerto dal vivo ©shutterstock

Oltre che nei teatri, la vita culturale cagliaritana si svolge anche all’aperto o in altre strutture in occasione dei festival.

Anche qui, c’è solo l’imbarazzo della scelta. Si va dai festival letterari, come Leggendo Metropolitano a quelli musicali, come Echi Lontani, che propone musica classica in palazzi e chiese del centro storico.

Sempre in ambito musicale, sono quasi leggendari i festival Jazz in Sardegna – European Jazz Expo e Forma e poesia nel Jazz, nell’ambito dei quali si sono esibiti a Cagliari artisti del calibro di Miles Davis, Keith Jarrett, Herbie Hancock, Dollar Brand e Rachel Gould.

Un altro ambiente utilizzato per festival è la ex Manifattura Tabacchi, vero e proprio spazio industriale in pieno centro. La sua rivalutazione è nata a partire dalle edizioni del FestArch, il Festival di Architettura. Oggi è un incubatore di aziende innovative e di creativi.

Perciò è naturale che ospiti anche festival come Tuttestorie, dedicato alla letteratura per bambini e ragazzi, Autunno Danza e il Festival della Scienza.

8. Per chi ama il buon cibo

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Un banco del pesce al Mercato di San Benedetto ©Maria Ilaria Mura

Cagliari è una città di mare e perciò il grande protagonista della sua cucina è il pesce. Lo si può gustare nelle numerose trattorie e ristoranti sparsi in tutta la città, in particolare nei quartieri della Marina e di Stampace. Le preparazioni tipiche sono il pesce a scabecciu (pesce fritto condito con una salsa di pomodoro, cipolla e aceto), la zuppa o cassola e la fregola con arselle.

Se ci si vuole approvvigionare personalmente, è obbligatorio andare al Mercato di San Benedetto o al Mercato di Sant’Elia. Il primo è il più grande ed importante mercato isolano. Il reparto ittico occupa interamente il piano sotterraneo, mentre il piano terra è un trionfo di carne, frutta, verdura, formaggi, salumi e prodotti da forno freschissimi e saporitissimi.

Un segreto ben custodito è la festa del Villaggio Pescatori a Giorgino, durante la quale le famiglie di pescatori locali offrono ai visitatori gustose grigliate di pesce. Si svolge a settembre ed è ben nota; ciononostante non viene particolarmente pubblicizzata per evitare invasioni incontrollate di buongustai.

9. Per chi ama lo sport

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Barche a vela in regata nel golfo di Cagliari, con la Sella del Diavolo sullo sfondo ©shutterstock

Le possibilità di praticare gli sport a Cagliari sono innumerevoli. Essendo una città ci mare, basta andare a Marina Piccola o alla Prima Fermata (la prima parte del Poetto, quella più vicino alla Sella del Diavolo) per noleggiare barche a vela, surf, canoe o SUP presso i club sportivi della zona.

Non mancano le strutture sportive aperte al pubblico anche gratuitamente in certe fasce orarie, come quelle di Monte Mixi, dove è possibile praticare basket, calcetto, pattinaggio e skateboard. Ma anche le piscine, come quella olimpionica di Terramaini.

Per chi ama gli sport più avventurosi, la Sella del Diavolo offre numerose possibilità di escursionismo e mountain bike.

Chi infine ama guardare lo sport più che praticarlo potrà andare alla Sardegna Arena per vedere il Cagliari competere con le altre squadre di Serie A.

10. Per chi ama la gente

I Cagliaritani sono persone solari e ospitali. Il loro slang, un misto di sardo campidanese e italiano claudicante, è stato immortalato nella Phraseologia Kalaritana di Malvio De’ Cupin (pseudonimo dietro il quale si nascondono tre eminenti professionisti).

Si può sentir parlare lo slang cagliaritano nei mercati civici, sui bus urbani, al Poetto, dai venditori ambulanti con le Apixedde (Ape Piaggio). Anche le persone più acculturate non possono fare a meno di usarlo per rendere più vivaci ed efficaci i loro discorsi.

State però certi che se avete bisogno di indicazioni o di consigli, o siete curiosi di ascoltare storie pittoresche, il Cagliaritano si farà in quattro per supportarvi. Perché l’ospitalità in Sardegna è sacra, e così anche a Cagliari. E si manifesta anche attraverso espressioni colorite.

Testo e foto di Maria Ilaria Mura |Riproduzione riservata © Latitudeslife.com

I nostri blogger in viaggio
Maria Ilaria Mura

Nata in Sardegna, vive a Londra da sei anni. Dopo la laurea in Lettere e molti anni di lavoro nel marketing ha deciso di dedicare la fase matura della sua vita alle cose che ama di più: i viaggi. Nel 2008 ha fondato e diretto Prama Turismo, il DMC di riferimento per il turismo culturale in Sardegna. Ha coordinato il progetto delle audioguide di Cagliari sul sito cagliariturismo.it. Ora va alla ricerca di posti insoliti in tutto il mondo, costruisce percorsi e racconta ciò che scopre su magazine di viaggi e cultura.

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