Il Giro intorno al Mondo di un nobiluomo calabrese

Viaggi e Viaggiatori – Avventure nel Tempo

Gli abitanti di Radicena, piccolo centro calabrese della piana di Gioia Tauro – che col tempo sarebbe diventato l’odierna Taurianova – hanno dedicato una statua al loro illustre concittadino viaggiatore che così ricordano: “…nu vagabundu, chi tantu vagabundu chi girau u mundu”. Definizione pertinente quella di vagabondo, perché il nostro protagonista ha ben presto abbandonato l’allora Ducato di Terranova per studiare a Napoli e affrontare in seguito i suoi crescenti progetti di evasione ed avventura.

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Testa calda in Ungheria

Lasciata la Calabria, Giovanni Francesco Gemelli Careri (1648-1724) frequenta gli studi di giurisprudenza, ottenendo il dottorato presso il Collegio dei Gesuiti. Si ferma a Napoli e trova impiego nella Giudicatura del Regno ma subito incontra ostacoli di probabile natura politica e ambientale, al punto che nel 1685 abbandona il lavoro e decide di compiere un primo viaggio in Europa.

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Giovanni Francesco Gemelli Careri

Con tutta probabilità l’aristocratico Giovanni Francesco era di famiglia agiata e questo gli ha consentito di programmare e compiere in buona autonomia i suoi spostamenti.

A detta degli storici che in seguito hanno approfondito i suoi scritti, le motivazioni, i comportamenti, l’inusuale per i tempi predilezione per i viaggi solitari, hanno catalogato lo scrittore calabrese-napoletano come uno dei primi veri turisti fai-da-te.

Nei suoi viaggi era soprattutto interessato alla scoperta delle persone che incontrava: gli interessavano le condizioni in cui vivevano e i motivi – spesso crudeli – che determinavano tali condizioni; tutto il resto aveva minore importanza.

Ciò non toglie che in occasione del suo primo viaggio europeo tale predisposizione d’animo fosse ancora in via di formazione, perché dopo aver visitato Francia, Spagna, Germania, si reca in Ungheria e qui, sotto bandiera austriaca, riesce persino a procurarsi una ferita combattendo contro i Turchi che assediavano Buda, la città alta della capitale.

Il lavoro lo delude; meglio in giro per il mondo

Nel 1687 ritorna a Napoli e con l’aiuto dell’archeologo napoletano Matteo Egizio, scrive – sottoforma di lettere – una Relazione delle Campagne d’Ungheria che verrà pubblicata nel 1689 e Viaggi in Europa, opera edita nel 1693. Nel frattempo, Gemelli Careri riceve la nomina ad Auditore, incarico che esercita frequentando i Tribunali di Lecce e dell’Aquila; ma qualcosa, ancora una volta, non va per il giusto verso e non lo soddisfa, al punto chele ambizioni di continuo frustrate lo inducono a troncare la carriera giuridica.

Boracay, Filippine ©shutterstock

Mette subito mano a un itinerario, più che ambizioso, addirittura folle! L’avvocato Giovanni Francesco, sicuro di sé, il 14 giugno del 1693 parte per un lungo viaggio che lo porterà a visitare molti nuovi paesi. Dopo una sosta in Calabria per salutare i familiari, si imbarca a Palmi raggiungendo Messina, Malta e l’Egitto.

Seguiranno i Luoghi Santi, Costantinopoli, l’Armenia, la Persia per addentarsi in seguito in India e in Cina. Il successivo sbarco è nelle Filippine quindi, dopo aver attraversato l’Oceano Pacifico, raggiunge il Messico; l’ultima tappa lo vede navigare nell’Oceano Atlantico per raggiungere la Spagna.

Da questo paese, passando prima per la Francia, ritorna in Italia, sempre a Napoli. È il 4 dicembre del 1698; a cinque anni e mezzo dalla data della partenza, viene accolto con gioia e ammirazione da amici e concittadini. Nel 1699 vengono pubblicati ben sei volumi del suo “Giro intorno al mondo”.

Spirito d’osservazione critico e umano

Nel corso del suo lungo viaggio attraverso paesi e territori non ancora conosciuti a fondo dai viaggiatori del tempo, Gemelli Careri emerge come osservatore attento sui rapporti umani in atto fra chi comanda e chi deve ubbidire; naturalmente la varietà dei “poteri” dell’epoca sono infiniti, in tutti i paesi e comunità, così come sono sotto gli occhi di chi vuol vedere lo stato di indigenza, di sottomissione, addirittura di pericolo per la propria esistenza, di coloro che rappresentano la vasta categoria degli schiavi,dei lavoranti, dei ceti sociali più deboli e discriminati.

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Il giro del mondo di Giovanni Francesco Gemelli Careri

Gli appunti di Giovanni Francesco non sono teneri nemmeno verso quella Europa cui anch’egli appartiene; annota infatti: “…or i neri, di cui ragioniamo, avvegnaché barbari in volto, hanno talora l’animo così gentile e nobile che piacesse pure al cielo che ogni cavaliere europeo l’avesse tale”.

L’uomo di Legge che ha abbandonato il proprio impiego poco si occupa delle visioni dei luoghi che percorre o dalle architetture che abbelliscono le città; è al contrario un osservatore puntuale delle realtà umane e delle condizioni sociali ed economiche che contribuiscono a determinarle.

Significativo è il diario che Gemelli Careri redige durante la traversata dell’Oceano Pacifico. All’inizio il guardiano del vascello – con tutta probabilità la persona addetta alla conservazione e alla distribuzione delle derrate alimentari – che all’inizio del viaggio aveva consumato galline e porzioni di carne buona (pare di capire, a vantaggio suo e degli amici) nei giorni seguenti faceva digiunare quasi tutti.

Annota l’avvocato: “…nei giorni di magro l’ordinaria vivanca era un pesce rancido cotto in pura acqua e sale: a mezzodì si davano “mongos”, legumi simili a faggiolini, ne’ quali erano annidati tanti vermicciuoli che soprannatavano nella broda e in tanta quantità che, oltre alla nausea che mi cagionavano, mi mettevano in forse se il desinare era di grasso o di magro”.

Viaggiatore-Cronista severo e compassionevole

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La fine del viaggio e i volumi delle corrispondenze subito pubblicati danno grande notorietà a Giovanni Francesco Gemelli Careri; le osservazioni sociali e i rilievi critici non risparmiati a chi aveva potere, lo rendono popolare fra la gente; le sue relazioni sembrano scritte apposta per avvicinare le persone, anche se gli stili di vita, le sopraffazioni sono sempre ricorrenti.

L’avvocato calabrese cita ad esempio la vita grama dei marinai dei vascelli sui quali si è imbarcato; “…esposti alle continue piogge, freddo ed altre inclemenze del tempo, non assaggiavano niente del buon biscotto, riso, galline, pan di spagna e conserve, consegnate al maestro del galeone da parte del re per distribuirsi agli infermi; perocché il buon maestro consumava il tutto a sua tavola”.

Vietnam. Negozio e allevamento di perle a Bai Truong sull’isola di Phu Quoc.

Altre volte biasima con forza l’ignobile sfruttamento cui sono sottoposti i pescatori di perle che si tuffano per molte ore al giorno, costretti poi dalla povertà a svendere il frutto del loro lavoro a mercanti di pochi scrupoli: ricaveranno cifre esorbitanti dalle perle vendute in Europa.

Curiosità finali collegate meno al sociale e più al viaggio? Gli infiniti pipistrelli (chiamati vipistrelli) della laguna di Bahi nelle Filippine, uccisi senza pietà dai locali (mangiandoli), al fine di preservare in tal modo cibo e frutta dai golosi chirotteri. Oppure le lotte, sempre nella frequentata laguna di Bahi, fra i pesci spada e i coccodrilli.

È fuori di dubbio che al termine delle sue peregrinazioni Gemelli Careri emergerà quale figura affascinante e vagamente misteriosa, nel giudizio dei posteri. Ha vissuto intensamente nel suo tempo, lasciando ampia testimonianza scritta del suo agire e del suo pensare, soprattutto in favore di chi non aveva voce.

Libertas Dicendi n°334 del ‘Columnist’ Federico Formignani |Riproduzione riservata © Latitudeslife.com

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