Percorsi segreti a Napoli: le Scale di Sant’Antonio ai Monti

“Città obliqua” per definizione, la scoperta di Napoli passa anche da rampe, scale e scorciatoie che mettono in comunicazione le colline con il centro storico e la costa.

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Veduta del Golfo di Napoli ©shutterstock

Napoli, infatti, consta di oltre 200 tra scalinate, rampe e gradinate: questi antichi percorsi pedonali, nati per esigenze urbanistiche, sono oggi considerati dei veri e propri capolavori che attraversano i quartieri cittadini fiancheggiando palazzi storici, edifici monumentali, monasteri e chiese antichissime.

Un sistema viario antico e intelligente che collega da secoli zone oggi rese distanti dallo sviluppo urbano, ma che consente di scoprire passaggi segreti in grado di trasformare un’inedita passeggiata in un’esperienza indelebile.

Alcune sono più curate, altre semi-abbandonate, altre ancora si dipanano per diverse centinaia di metri, attraversando il capoluogo campano dal basso verso l’alto e viceversa, in un continuo rincorrersi di stili architettonici, colori contrastanti e fervide emozioni.

Il percorso

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Ripide scalinate scendono verso la costa della città di Napoli ©shutterstock

Il percorso che proponiamo parte dalla zona collinare del Vomero e conduce fino a Piazza Carità, attraversando le zone dell’Avvocata, di Montesanto e della Pignasecca. L’inizio di questo itinerario è in Piazza Leonardo dove, dietro un edificio di via Girolamo Santacroce, si intravede a stento una rampa di scale che prende il nome di Salita Cacciottoli.

Sembra di entrare in un mondo surreale e lontano dai ritmi frenetici della città: i gradini sono divelti in molti punti e le erbacce ricoprono gran parte della scalinata. Alla fine di questo tratto un po’ accidentato, però, si scorge la targa con la scritta “Salita Sant’Antonio ai Monti”: siamo esattamente al di sotto del Corso Vittorio Emanuele.

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Ripide scalinate scendono verso la costa della città di Napoli ©shutterstock

Qui, i caratteristici vicoli e gli ampi gradoni sono veri e propri rioni appartati, nei quali si respira un’aria familiare, dove tutti si conoscono e dove non possono mancare i tradizionali panni stesi, manifestazione d’identità collettiva ed elemento oleografico che identifica Napoli nel mondo.

Attraversando questi vicoli costellati di “bassi”, le abitazioni popolari costruite al livello della strada, si ha la sensazione di entrare nelle vite degli altri, nel privato di quegli abitanti per i quali questa “invasione” pacifica è un fatto del tutto normale, dato che da secoli le loro abitazioni si trasformano quotidianamente in piccoli ed accoglienti salotti all’aperto.

Salita di Sant’Antonio ai Monti

La salita di Sant’Antonio ai Monti prende il nome da una chiesa originariamente intitolata a Santa Maria ai Monti sorta nel 1563 ad opera delle famiglie Ferrante e Cuomo e ceduta due anni dopo ai frati spagnoli della Mercede.

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Le scale di Sant’Antonio ai Monti ©Angelo Laudiero

Successivamente, la chiesa fu dedicata a Sant’Antonio ma un violento nubifragio del 1569 diede un duro colpo alla struttura e alle finanze dei frati spagnoli, che, di lì a poco, furono costretti a cederla ai frati del terzo ordine di San Francesco.

In effetti, Sant’Antonio ai Monti era una strada già parecchio trafficata alla fine del Cinquecento in quanto via di passaggio per gli ospiti e gli invitati a Palazzo dei Principi Tocco di Montemiletto, edificio costruito a metà del secolo XVII e del quale non rimane che una splendida facciata sul Corso.

Si dice che nel palazzo fossero custoditi oggetti preziosi e reliquie molto venerate dai fedeli come il “piede di Sant’Anna” portato dalla Grecia da uno dei membri della famiglia e oggi conservato nel Duomo di Napoli.

Pignasecca

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Napoli, il mercato al quartiere della Pignasecca ©shutterstock

Oltrepassato Palazzo Montemiletto e terminata la parte pianeggiante, si sbocca in piazzetta Olivella, dove si trova la stazione della metro della Linea L1 di Montesanto, a due passi dal centro storico.

Siamo ormai alla fine del nostro percorso: da Piazzetta Olivella si raggiunge facilmente la stazione della Ferrovia Cumana, un bellissimo edificio in stile Liberty degli anni ottanta del secolo XIX rivestito di superfici vetrate e acciaio.

L’edificio sorge nell’attuale piazza di Montesanto, dove anticamente era presente un ippodromo popolato da toreros e picadores e realizzato durante il vicereame spagnolo.

È questo uno dei cuori pulsanti della Napoli più verace: situata sulla direttrice che collega la stazione di Montesanto con Piazza Carità, incuneata tra via Toledo e la parte settentrionale dei Quartieri Spagnoli, la Pignasecca è uno dei luoghi più popolari, suggestivi e folkloristici di Partenope, dove si svolge un mercato dalle origini antichissime all’interno del quale è bello perdersi tra suoni, colori e profumi che riportano ad epoche di un lontano passato.

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©shutterstock

Ecco il percorso in sintesi: 

  • Piazza Leonardo
  • Salita Cacciottoli (tra via Girolamo Santacroce e Piazza Leonardo)
  • Salita Sant’Antonio ai monti
  • Via Olivella 
  • Piazza Montesanto
  • Via Pignasecca
  • Piazza Carità

Infoutili

Durata: 25 minuti

Come arrivare: dal centro di Napoli, Linea L1 della metropolitana (fermata Salvator Rosa).

Quando andare: in ogni periodo dell’anno (maggiormente consigliato in primavera e autunno).

Come vestire: scarpe sportive e abbigliamento comodo.

Cosa visitare: Chiesa di Sant’Antonio ai Monti; Palazzo Montemiletto; Stazione Ferrovia Cumana.

Cosa leggere: Guida G., Napoli in salita e discesa. Percorso alla scoperta delle scale napoletane, Intra Moenia, 2013, Euro 14,90.

Testo e foto di Angelo Laudiero |Riproduzione riservata © Latitudeslife.com

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