Magellano il Circumnavigatore, ucciso prima del trionfo

Viaggi e Viaggiatori – Avventure nel Tempo

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Un rendering illustra il passaggio delle navi dell’esploratore portoghese nello stretto di Magellano ©Shutterstock

Cominciamo col nome italiano: Ferdinando Magellano; poi quello portoghese (Fernão de Magalhães), infine quello spagnolo: Fernando de Magallanes.

Perché nome e cognome in tre lingue? Quello italiano perché l’articolo è in questa lingua; quello portoghese in omaggio alla sua nascita (Ponte da Barca, 1480) e al primo periodo dei suoi viaggi e delle sue incombenze; quello spagnolo perché è con questa nazione che il navigatore ha potuto realizzare il sogno della sua vita (la prima circumnavigazione del globo) purtroppo non conclusa per la sua morte violenta nelle Filippine.

Impresa grandissima, per fortuna testimoniata dalle precise note del suo aiutante di bordo, il vicentino Antonio Pigafetta (1492-1531).

Con il Regno portoghese: tanti viaggi e tanta gavetta

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La rotta seguita dalle navi di Magellano nella circumnavigazione del globo ©Shutterstock

La gioventù del Fernão portoghese è stata abbastanza dura. Suo padre era il sindaco del paesino del nord del Portogallo in cui è nato, paese che ha abbandonato con il fratello all’età di 12 anni, perché due anni prima aveva perso entrambi i genitori.

Nuova e diversa vita dunque come paggio a Lisbona, alla corte di re Giovanni II. Doveva essere un giovane a modo e di carattere plasmabile, il giovane Magellano; educato come i nobili del tempo, nel 1505 all’età di 25 anni affronta il primo viaggio e il primo incarico in India, al servizio del viceré Francisco de Almeida.

Si mette subito in luce sventando un ammutinamento nella piccola colonia di Goa, salvando diverse vite umane. L’anno dopo partecipa a una battaglia con il figlio del viceré, nella quale viene ferito.

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Ferdinando Magellano

Lo spediscono a Sofala, in Mozambico, per curarsi. Di forte tempra, guarisce in fretta e nel 1506 parte per le Molucche (le famose isole delle spezie) ed è in questa spedizione (1510) che viene promosso capitano; promozione ben presto revocata perché il Fernão portoghese, con la nave al suo comando, lascia la flotta e va alla ricerca di nuove terre; decisione avventata e pagata cara.

Lo troviamo ancora in questi anni alla conquista del porto malese di Malacca, sotto il comando di Alfonso de Albuquerque, sinché nel 1513 fa ritorno in patria e viene spedito in Marocco.

Qui, nella battaglia di Azamor, viene ferito a un ginocchio e dato che i guai non arrivano mai soli, subisce anche l’accusa di traffici illeciti con i musulmani e il 15 maggio del 1514 viene licenziato con disonore dal servizio per la Corona portoghese.

Va detto che Magellano era antipatico al nuovo re Manuel, che lo considerava di bassa nobiltà.

Cambio di bandiera, con il Regno di Spagna

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Le statue di Enrico il Navigatore, Re Alfonso V, Vasco da Gama, Pedro Alvares Cabral e Ferdinando Magellano sul Monumento alle Scoperte (Padrão dos Descobrimentos) a Lisbona ©Shutterstock

Nell’ultimo periodo della sua permanenza in Portogallo, Magellano ha modo di consultare una mappa geografica che pareva indicare, nella parte terminale del continente sudamericano, una specie di frattura del terreno, un passaggio, che avrebbe consentito di accorciare in maniera notevole il tragitto verso l’Asia, in luogo dell’abituale itinerario attorno all’Africa.

Magellano si rivolge dapprima a re Manuel, proponendo il viaggio di scoperta; ottenutone un netto rifiuto, inoltra analoga richiesta al giovane re di Spagna (appena 19 anni) Carlo I, più conosciuto come Carlo V del Sacro Romano Impero, quello che poteva a ragione sostenere che nei suoi domini non tramontava mai il sole; in tempi brevi, il sovrano acconsente a finanziare l’impresa.

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partenza da Siviglia delle navi di Magellano

Saputo dell’accordo con gli spagnoli, re Manuel tenta di ricuperare il rapporto col navigatore, senza successo. Il giorno 10 agosto del 1519 cinque caracche, bastimenti a vela muniti di castelli a poppa e a prora, con 234 uomini d’equipaggio e sotto il comando di Magellano, scendono da Siviglia lungo il fiume Guadalquivir sino a Sanlúcar de Barrameda, dal cui porto le navi partono il 20 settembre; ritardo questo dovuto alle autorità spagnole, non molto contente che la spedizione fosse stata affidata a un portoghese!

I registri del tempo, conservati presso l’Archivo General de las Indias di Siviglia, contengono informazioni dettagliatissime su com’era formata la spedizione e ciò che avrebbe trasportato con sé: cinque navi (Trinidad, capitanata da Magellano, quindi San Antonio, Concepción, Victoria e Santiago); un equipaggio formato da 170 spagnoli, 40 portoghesi, 20 italiani e quattro interpreti di linguaggi africani e asiatici; più il fabbisogno di bordo: 7240 chili di pane biscottato, 194 chili di carne essiccata, 163 chili di olio, 381 chili di formaggio, 200 barili di sarde salate e 2856 pesci essiccati. Il viaggio previsto era davvero impegnativo.

Il lungo periplo della Terra

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Una nave in transito nello Stretto di Magellano ©Shutterstock

La navigazione delle cinque navi e le traversie incontrate, costituiscono un’avventura nell’avventura.

La navigazione iniziale nell’Atlantico vede le navi di Magellano inseguite da navigli portoghesi che ne volevano ostacolare il cammino; giunto alle Canarie (spagnole), il Comandante riesce a fatica a caricare provviste per il viaggio e il 6 dicembre del 1520 la spedizione getta le ancore nella baia di Rio de Janeiro.

Più a sud, il navigatore capitano finisce per concludere che il Rio de la Plata esplorato all’interno non dispone di alcun profondo passaggio marittimo; proseguendo verso meridione, le caracche raggiungono Puerto San Julián sull’estuario del Rio Gallegos, nella Patagonia argentina.

Le provviste scarseggiano e Magellano deve affrontare gli ammutinamenti su tre delle cinque navi del convoglio: rivolte debellate e i comandanti della Victoria e della Concepción giustiziati, mentre quello della San Antonio viene abbandonato sulla costa.

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Una replica della nave di Magellano a Punta Arenas in Cile ©Shutterstock

Dopo aver svernato a San Julián, a maggio la nave Santiago viene inviata in avanscoperta ma fa naufragio quasi subito, con l’equipaggio che riesce a salvarsi e torna via terra al porto sul Rio Gallegos.

Nel mese di ottobre finalmente le quattro navi superstiti riprendono il cammino ed esaminano con cura le foci dei fiumi, le baie, alla ricerca di eventuali passaggi, fin quando giungono al Capo delle Vergini, ora al confine tra Argentina e Cile; le due navi inviate ad esplorare (la Concepción e la San Antonio) attestano che finalmente il passaggio esiste.

Tre navi attraversano quello che diverrà il celebre Stretto di Magellano e il 28 novembre del 1520 sfociano nell’Oceano Pacifico. La quarta nave, la San Antonio, aveva invertito la rotta tornando in Spagna.

La morte di Magellano nelle Filippine

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Un rendering illustra il passaggio delle navi dell’esploratore portoghese nello stretto delle Molucche ©Shutterstock

Una volta in mare aperto, il Comandante è certo di poter raggiungere le isole Molucche in tempi ragionevoli, ma non sarà così.

L’attraversamento del Pacifico richiederà oltre tre mesi; a bordo delle navi scarseggiano le vettovaglie e molti si ammalano di scorbuto, altri muoiono.

Il 6 marzo del 1521 la spedizione raggiunge le isole Marianne e qui subiscono razzie da parte dei locali; per questo motivo Magellano le battezzerà Islas de los Ladrones!

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Una stampa che raffigura la morte di Magellano alle Filippine ©Shutterstock

Dopo dieci giorni di navigazione approdano nell’isola di Homonhon, nelle Filippine. Vengono accolti bene e accompagnati nella più grande isola di Cebu.

Qui re Raja Humabon viene convertito al cristianesimo e presta fedeltà alla Corona spagnola, cosa non gradita al capo della vicina isola di Mactan.

Magellano decide con pochi armati di conquistare l’isola con la forza, ma appena sbarcato trova la morte combattendo sulla spiaggia del paese. È il 27 aprile dell’anno 1521.

Ritorno in Spagna di un’unica nave

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Monumento a Magellano sull’isola di Cebu nelle Filippine ©Shutterstock

La fine della spedizione si compie a tappe forzate. A Cebu subiscono la rivolta dei locali che, abiurato il cristianesimo, uccidono una trentina di spagnoli; i superstiti eleggono Juan Sebastián Elcano nuovo comandante; affondano la nave Concepción e con le due rimaste fuggono prima verso il Borneo, dove restano un mese circa, quindi il 6 novembre sbarcano nelle isole Molucche per fare incetta di spezie.

La nave Trinidad verrà in seguito catturata dai Portoghesi, mentre la piccola Victoria (85 tonnellate di stazza) con soli 18 uomini ammalati e denutriti, tra i quali il cronista Antonio Pigafetta, giungerà nel porto spagnolo di partenza il 6 settembre del 1522.

La prima circumnavigazione del globo era stata completata in due anni, undici mesi e 17 giorni.

Libertas Dicendi n°344 del ‘Columnist’ Federico Formignani |Riproduzione riservata © Latitudeslife.com

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